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A Firenze il 4 aprile iniziative antipsichiatriche contro il WPA
Dall’ 1 al 4 aprile 2009 a Firenze si terrà un convegno internazionale
organizzato dal WPA (World Psychiatric Association)
(il sito del WPA è www.wpanet.org e quello con il programma è www.wpa2009florence.org )
dove psichiatri, esponenti delle multinazionali del farmaco e associazioni dei familiari discuteranno dei molteplici ambiti dell’intervento psichiatrico:
infanzia, donne, psichiatria genetista, tossicodipendenza, etnopsichiatria, sessualità, salute mentale e nuovi farmaci ecc…
Come collettivi antipsichiatrici saremo presenti con un banchino di controinformazione e distribuzione materiale la mattina del 4 aprile in piazza S. Maria Novella per contestare il
perpetuarsi di tutte le pratiche psichiatriche e per smascherare l’interesse economico che si cela dietro
l’invenzione di nuove malattie per promuovere la vendita di nuovi farmaci.
Nel pomeriggio saremo presenti al corteo contro il piano strutturale e
contro lo sgombero del csa nEXt-emerson (partenza alle 15 da piazza S.Marco)
con uno spezzone antipsichiatrico.
Non lasciamo in pace chi porta avanti da più di un secolo una guerra quotidiana contro la libertà individuale!
Psichiatri giù le mani dalle nostre esistenze!!!!
Siete tutt* invitati a partecipare.
collettivo antipsichiatrico Violetta Van Gogh-Firenze
collettivo antipsichiatrico Antonin Artaud-Pisa
ABOLIAMO L’ELETTROSHOCK !!
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È del 17 marzo 2009 un articolo uscito su La Repubblica in cui si mette in risalto come in merito all’applicazione della terapia elettroconvulsivante la Regione Toscana applichi «regole più severe» a tutela del paziente.
Effettivamente la Regione Toscana si è distinta, insieme ad altre, nella volontà di porre un limite all’uso della TEC. Con la legge regionale n.39 del 18 ottobre 2002 «in materia di applicazione della terapia elettroconvulsivante, la transorbitale e altri simili interventi di psicochirurgia» venivano, infatti, poste alcune restrizioni all’uso dell’elettroshock. Nell’articolo 3 commi 2 e 3 si stabiliva che la TEC può essere praticata solo con il «consenso libero, consapevole, attuale e manifesto» del paziente e che a tale fine lo psichiatria deve fornire esaurienti informazioni sugli effetti collaterali e sui possibili metodi alternativi. Se ne sconsigliava inoltre l’utilizzo su minori, anziani oltre i sessantacinque anni e donne in stato di gravidanza e si vietava l’uso di lobotomia prefrontale e transorbitale e di altri simili interventi di psicochirurgia. Al comma 4 si stabilivano inoltre apposite linee guida sull`utilizzo dell’elettroshock e le procedure relative al consenso e all`autorizzazione adottate dalla Giunta regionale.La Corte Costituzionale ha abolito nel dicembre 2002 questi passaggi (commi 2 e 3 perché la Giunta Regionale non ha il diritto di dare indicazioni su singole terapie, comma 4 per illegittimità costituzionale). Rimanevano gli articoli 1 e 2 e l’articolo 4 in cui, «considerata la non univocità dei dati di letteratura e le discordanze che caratterizzano il dibattito sulla TEC nella comunità scientifica», si avviava una Commissione Consiliare competente a svolgere un’azione di monitoraggio, sorveglianza e valutazione.Il fatto che la Regione operi un monitoraggio sulla terapia elettroconvulsivante e sottolinei l’esigenza di un maggiore consenso informato è sicuramente apprezzabile, ma la spinosa questione dell’elettroshock rimane tutt’altro che risolta.Da anni lottiamo affinché il consenso informato, previsto legalmente in materia psichiatrica, venga effettivamente garantito al paziente – che ha il diritto di sapere gli effetti collaterali ed i rischi in cui incorre sottoponendosi a tale trattamento. Problema che si ripropone in tutti gli ambiti dell’istituzione psichiatrica, primo fra tutti quello delle terapie farmacologiche nel quale vige la più totale disinformazione. Ma soprattutto, al di là del consenso informato, rimangono la brutalità di questa tecnica, la sua totale mancanza di validità scientifica e l’assenza di un valore terapeutico comprovato. I meccanismi di azione della TEC non sono noti. Per la psichiatria «rimane irrisolto il problema di come la convulsione cerebrale provochi le modificazioni psichiche» e «non è chiaro quali e in che modo queste modificazioni (dei neurotrasmettitori e dei meccanismi recettoriali) siano correlate all’effetto terapeutico» (G. B. Cassano, Manuale di Psichiatria). Ma per chi subisce tale trattamento i danni cerebrali sono ben evidenti e possono essere rilevati attraverso autopsie e variazioni elettroencefalografiche anche dopo dieci o venti anni dallo shock.Migliorandone le garanzie burocratiche, così come introducendo alcune modifiche nel trattamento (anestesia totale e farmaci miorilassanti che impediscono le contrazioni muscolari in precedenza diffuse a tutto il corpo con la conseguente rottura di denti ed ossa) non si cambia la sostanza della TEC. L’elettroshock deve essere abolito!Ricordiamo inoltre che, al di là dei buoni propositi di alcune singole regioni, la situazione a livello nazionale verte su tutt’altre posizioni. Se nel 1996 una circolare dell’allora Ministro della Sanità R. Bindi definiva l’elettroshock «presidio terapeutico di provata efficacia», nel mese di marzo dello scorso anno usciva una petizione del Congresso Nazionale della Società Italiana di Psicopatologia, appoggiata dall’AITEC (Associazione Italiana Terapia Elettroconvulsivante) per aumentare i centri clinici autorizzati a praticare la TEC con l’obbiettivo di arrivare ad almeno un servizio per ogni milione di abitante in tutte le regioni d’Italia. È inoltre di ieri un allucinante articolo, pubblicato al corriere della sera, che pubblicizza uno studio del Policlinico di Milano in cui si paragona il cervello ad una pila: «se il cervello fosse come una pila, la depressione potrebbe essere vista come se il livello della batteria fosse basso. Perché allora non ricaricare un cervello gravemente depresso con la corrente?»Ci teniamo a ribadire che l’elettroshock è una disumana violenza e un attacco all’integrità psicologica e culturale dell’individuo che lo subisce. Insieme ad altre comuni pratiche della psichiatria come il TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio), la terapia elettroconvulsivante è un esempio se non l’icona della coercizione e dell’arbitrio esercitato dalla psichiatria e dalla società nei confronti di chi non vuole normalizzarsi alle sue regole.
Il collettivo antipsichiatrico Antonino Artaud-pisa
Medicalizzazione della società e controllo sociale: resoconto dell’iniziativa del 4 marzo
Mercoledì 4 marzo è stato presentato a Pisa, nell’aula magna di Scienze Politiche, il libro “Divieto d’infanzia. Psichiatria, controllo, profitto”. L’incontro è stato organizzato dal Collettivo Antonin Artaud, dall’Associzione Aut Aut e dalla Biblioteca Franco Serantini, editrice del libro, ed ha visto la partecipazione dell’autrice Chiara Gazzola, oltre che di studenti, genitori, insegnanti, operatori e medici. Nonostante in Italia non si osservino gli eccessi e gli abusi che la psichiatria commette sui bambini in paesi come gli Stati Uniti, l’Inghilterra e l’Australia, il fenomeno della psichiatrizzazione dell’infanzia è comunque allarmante poiché in continua e ponderosa crescita: dei disagi infantili si preoccupa infatti sempre meno la pedagogia e sempre di più la psichiatria e la genetica. La medicalizzazione delle nostre vite e la psichiatrizzazione dilagante vede oggi non solo l’aumento del numero delle cosiddette “malattie” mentali, ma anche l’allargamento delle fasce d’età in cui queste si manifesterebbero. La diagnosi dell’ADHD (disturbo da decifit dell’attenzione e iperattività) ed il conseguente utilizzo del Ritalin (metilfenidato) – ossia di un’anfetamina – come cura, rappresentano l’esempio più eclatante nonché a noi più vicino, visto che Pisa è stata una delle sei città italiane in cui nel 2002 è stato lanciato il “Progetto Prisma”, una ricerca di tipo “epidemiologica” finalizzata all’individuazione di problemi comportamentali e di un non specificato “disagio psicologico” degli studenti delle scuole elementari, medie inferiori e materne, attraverso la somministrazione di un questionario a genitori ed insegnanti. Il progetto, portato avanti dagli stessi enti che gestiscono centri specializzati in neuropsichiatria infantile, come la Stella Maris, non presentava nulla di medico-scientifico e oggettivo, come si evince dalla superficialità e disumanità del questionario – nel quale si pone l’accento sui sintomi comportamentali del “disturbo” e si ignora invece del tutto l’azione del contesto, la storia personale del bambino e la rete di relazione in cui è inserito – , ma piuttosto un approccio metodologico tipico delle strategie di marketing, come la creazione della “proiezione della necessità” e la definizione di una nicchia di mercato a cui indirizzare i trattamenti farmacologici, in previsione della reintroduzione nel nostro paese del Ritalin, che era stato ritirato dal commercio nel 1989 perché nocivo alla salute.Ma il fenomeno della psichiatrizzazione dell’infanzia, oltre ad essere palesemente legato agli interessi delle multinazionali farmaceutiche, che non badano a spese per comprare medici, istituzioni e mezzi d’informazione pur di aumentare i propri guadagni, e che dalla produzione e pubblicizzazione di psicofarmaci inducono bisogni e consumi standardizzati, ricavando strepitosi guadagni e trasformando il concetto di salute in un bene di consumo – ed il ministero della sanità in agenzia promozionale fautrice di propagande disinformative – , è dovuto alla volontà di controllo da parte del potere, poiché permette di velocizzare il processo di osservazione e normalizzazione dei nostri comportamenti e di reprimere sin dall’infanzia l’elemento di disturbo dell’ordine sociale costituito.
merc. 4 marzo presentazione del libro “divieto d’infanzia” di c.gazzola
MERCOLEDI’ 4 MARZO 2009
ore 18
c/o l’aula magnadella facoltà di scienze politiche
in via serafini 3 Pisa
IL COLLETTIVO ANTONIN ARTAUD
L’ASSOCIAZIONE AUT AUT
LA BIBLIOTECA FRANCO SERANTINI
presentano
DIVIETO D’INFANZIA ed.bfs
psichiatria,controllo, profitto
di C.Gazzola
sarà presente l’autrice
a seguire dibattito
per info:antipsichiatriapisa@inventati.org
www.artaudpisa.noblogs.org
Il comportamento dei bambini non sempre soddisfa le aspettative della comunità adulta. Dei disagi infantili si preoccupa sempre meno la pedagogia e sempre di più la psichiatria e la genetica. La diagnosi ADHD (sindrome da deficit dell’attenzione e iperattività) rappresenta l’esempio più eclatante. Le cure chimiche previste (come il Ritalin) interferiscono nella crescita a livello neurologico, la diagnosi considera il soggetto malato a causa di un comportamento "non idoneo" a una società sempre più omologata e omologante. Se si ritiene che l’ambito sociale e relazionale, nel quale un bambino cresce, sia poco importante e si incasella come patologia ogni comportamento che non rispecchia i canoni di presuntuosi obiettivi formativi, la soluzione verrà demandata ad esperti che si avvalgono di cure farmacologiche invasive. Così si distrugge l’infanzia, la fantasia, la libera espressività; su tutto ciò cala un sipario di silenzio che va rialzato.
giov 4/12 a pisa presentazione “l’interruttore del buio” di g.saviozzi
GIOVEDI’ 4 DICEMBRE
ORE 21:30
C/O associazione
culturale IMAGO
in via bovio 10 a Pisa
ASSOCIAZIONE AUT AUT
COLLETTIVO
ANTIPSICHIATRICO ANTONIN ARTAUD
presentano
"L’interruttore del
buio"
un reportage
fotografico a trent’anni dalla legge 180 sugli ex manicomi
di Giacomo Saviozzi
e inoltre
MOSTRA FOTOGRAFICA
VIDEO GIRATO
ALL’INTERNO DI EX-MANICOMI
REPARTO 14
(video-intervista a g.Antonucci sull’esperienza dell’ex-manicomio di
imola)
a seguire
incontro/dibattito
con la presenza dell’autore
“Ho cercato non soltanto di scoprire le forme o le
architetture dei luoghi degli ex manicomi, ma di rivelarne soprattutto i
rumori, le sensazioni, la paura, l’angoscia…Il titolo L’interruttore del buio è nato dall’idea che l’istituzione
totalizzante del manicomio ha annullato e spento, un po’ come un interruttore,
migliaia di persone.La logorante e involutiva vita del manicomio, con i suoi ritmi sempre uguali,
anonimi, amorfi e ritualizzati è una
sorta di lager dove il “malato mentale” veniva confinato lontano da tutti.Gli veniva tolta ogni forma di dignità, di contatto umano.”
per info
antipsichiatriapisa@inventati.org
www.artaudpisa.noblogs.org
gramigna@inventati.org
www.associazione-aut-aut.noblogs.org
giacomosaviozzi@libero.it
www.giacomosaviozzi.blogspot.com
imagopisa@tiscali.it
www.imagopisa.it
giov 4/12 a pisa presentazione “l’interruttore del buio” di g.saviozzi
GIOVEDI’ 4 DICEMBRE
ORE 21:30
C/O associazione
culturale IMAGO
in via bovio 10 a Pisa
ASSOCIAZIONE AUT AUT
COLLETTIVO
ANTIPSICHIATRICO ANTONIN ARTAUD
presentano
"L’interruttore del
buio"
un reportage
fotografico a trent’anni dalla legge 180 sugli ex manicomi
di Giacomo Saviozzi
e inoltre
MOSTRA FOTOGRAFICA
VIDEO GIRATO
ALL’INTERNO DI EX-MANICOMI
REPARTO 14
(video-intervista a g.Antonucci sull’esperienza dell’ex-manicomio di
imola)
a seguire
incontro/dibattito
con la presenza dell’autore
“Ho cercato non soltanto di scoprire le forme o le
architetture dei luoghi degli ex manicomi, ma di rivelarne soprattutto i
rumori, le sensazioni, la paura, l’angoscia…Il titolo L’interruttore del buio è nato dall’idea che l’istituzione
totalizzante del manicomio ha annullato e spento, un po’ come un interruttore,
migliaia di persone.La logorante e involutiva vita del manicomio, con i suoi ritmi sempre uguali,
anonimi, amorfi e ritualizzati è una
sorta di lager dove il “malato mentale” veniva confinato lontano da tutti.Gli veniva tolta ogni forma di dignità, di contatto umano.”
per info
antipsichiatriapisa@inventati.org
www.artaudpisa.noblogs.org
gramigna@inventati.org
www.associazione-aut-aut.noblogs.org
giacomosaviozzi@libero.it
www.giacomosaviozzi.blogspot.com
imagopisa@tiscali.it
www.imagopisa.it
mer 26 a pisa presentazione di “barelle” di n.valentino
Mercoledi’ 26 novembre ORE 21
C/O aula magna della facoltà di scienze politiche
in via serafini 3 a Pisa
ASSOCIAZIONE AUT AUT
COLLETTIVO ANTIPSICHIATRICO ANTONIN ARTAUD
Presentano
“BARELLE”
I dispositivi mortificanti dell’ospedalizzazione
di N.Valentino ed.sensibili alle foglie
a seguire incontro/dibattito con la presenza dell’autore
Il libro illustra alcune condizioni che rendono patogena la
struttura ospedaliera, il meccanismo economico che favorisce un sistema
sanitario centrato sull’ospedalizzazione, ma soprattutto i principali
dispositivi di spersonalizzazione e disconferma della persona ricoverata,
disposta ad accettare, in ospedale, mortificazioni personali e privazioni dei
diritti che non accetterebbe in altri contesti.
per info:
antipsichiatriapisa@inventati.org
www.artaudpisa.blogspot.com
IMPORTANTE NUMERO PROVVISORIO TELEFONO VIOLA DI MILANO
una linea contro gli abusi della psichiatria
causa problemi con la telecom
HA ATTIVATO UN CELLULARE DI EMERGENZA
334.3968947
attivo da lunedì 17 novembre 2008
con una presenza tutti i mercoledi
e con una segreteria telefonica 24h su 24h
INIZIATIVE DI SOLIDARIETA’ CON L’AMBULATORIO MEDICO POPOLARE IN TOSCANA
SOSTIENI L’AMBULATORIO MEDICO
POPOLARE
di Milano
DIFENDI IL
DIRITTO ALLA SALUTE
PER TUTTI
L’ambulatorio medico popolare di Milano è un
ambulatorio gratuito per il diritto alla salute per tutti, e da luglio 08 è
sotto sfratto.
L’Ambulatorio popolare in questi anni ha fornito visite mediche di base,
favorito l’ accesso a visite mediche specialistiche e costituisce, nell’area
urbana milanese, una rete che garantisce prestazioni mediche a chi non può accedere
al Sistema Sanitario Nazionale. Oltre all’attività di assistenza medica,
l’Ambulatorio medico popolare offre informazioni su tutto quello che riguarda
il diritto alla salute, in specifico per quanto riguarda i diritti dei migranti
e la salute delle donne, fornendo anche informazioni relative ad altri
"sportelli" cittadini.
Tutte
i fondi raccolti durante i tre appuntamenti andranno come benefit e in
solidarietà all’ambulatorio medico popolare di Milano.
INIZIATIVE DI
SOLIDARIETA’ CON L’AMBULATORIO MEDICO POPOLARE IN TOSCANA
VENERDI’ 7 NOVEMBRE A
PISA
C/O LO S.A. NEWROZ in
via garibaldi 72
ORE 18:30 INCONTRO
/DIBATTITO
ORE 21 CENA SOCIALE
ORE 23 SERATA
MUSICALE
SABATO 8 NOVEMBRE A
LIVORNO
C/O IL CSA
GODZILLA in via dei mulini 29
(zona piazza
xx settembre)
ORE 20 CENA SOCIALE
Dopo cena INCONTRO
/DIBATTITO
DOMENICA 9 NOVEMBRE A
FIRENZE
C/O IL CSA NexT
EMERSON in via di bellagio
(zona castello)
ORE 13 PRANZO
ORE 15:30 INCONTRO
/DIBATTITO
