articolo di Chiara Gazzola ” STIGMI, CONTAGI E SINDEMIE” uscito sul numero di aprile di “Sicilia Libertaria”

  • April 10, 2021 10:10 am

Riceviamo e volentieri pubblichiamo l’articolo di Chiara Gazzola dal titolo “STIGMI, CONTAGI E SINDEMIE” uscito  numero di aprile 2021 di “Sicilia libertaria” .

 

STIGMI, CONTAGI E SINDEMIE

“Salute mentale”, abuso concettuale in uno slalom di tesi utile a definirne la
carenza: le condizioni esistenziali che si discostano da un ipotetico equilibrio
psicofisico di adattamento alle difficoltà. Si evita così di scalfirne le cause,
poiché significherebbe puntare il dito alle iniquità sociali. E così non si guarda
il dito, né si considera cosa stia segnalando, ma lo si penalizza registrandolo
come “indicatore” (sintomo) di patologia.
I diversi approcci alla disciplina psichiatrica sembrano concordi nel definire la
salute come il risultato fra stile di vita, condizioni socio-ambientali e capacità
individuale di risposta a eventi esterni. Eppure non esiste protocollo sanitario
che prenda in considerazione questa complessità di fattori.
Se si rompe un tubo dell’acqua in una casa costruita su un terreno franoso, chi
trae vantaggio nell’aggiustare il tubo? La salute, intesa come un insieme di
risposte organiche, sensoriali e sociali, è quindi argomento di riflessioni
filosofiche o antropologiche ma, se la politica le sovrasta, qualsiasi squilibrio
rimane appannaggio esclusivo dell’industria farmacologica che non ha interesse
a rimuovere i divari sociali causa di tanti malesseri.
Nel frattempo la psichiatria si concentra sulla denominazione dei disturbi. Fatta
la diagnosi, esclusivamente attraverso un’osservazione clinica soggettiva e non
comprovata da test oggettivi, si passa alla cura.
E quale occasione più ghiotta della pandemia per “scoprire” nuove sindromi?
Le prime pubblicazioni in era covid individuavano risposte patologiche come
varianti del DSPT (disturbo da stress post traumatico).
Lo scorso agosto la rivista scientifica Brain, behavior and Immunity informava
che l’infiammazione da covid-19 è un fattore di rischio per la depressione.
L’ampia gamma di molecole antidepressive e ansiolitiche è una voce prevalente
del fatturato farmacologico: come avrebbe potuto l’invadenza del virus non
andare a braccetto con una delle “malattie” più diffuse al mondo?
Uno studio dell’Ospedale San Raffaele di Milano condotto su 402 pazienti
guariti dal covid afferma che il 56% manifesta disturbi psichici multipli: DSPT
28%, depressione 31%, ansia 42%, insonnia 40%, sintomi ossessivo-compulsivi
20%; le sindromi depressive compaiono più facilmente nelle donne e si ipotizza
che la maggiore vulnerabilità sia dovuta al “diverso funzionamento del sistema
immunitario nelle sue componenti innate e adattive”.
Il XII Congresso nazionale SINPF (società italiana di neuropsicofarmacologia),
stando ai report recenti di vari quotidiani, rileva che l’aumento dei disagi
psichici in era di pandemia stia attivando una vera e propria sindemia, un mix di
pericolo clinico e sociale dovuto alla paura del contagio, allo stress da
confinamento e alla crisi economica. Un contagio nel contagio? La probabilità
di sviluppare sintomi depressivi nei soggetti colpiti dal virus, o da lutti in famiglia, aumenterebbe di 5 volte e così si legittima la previsione di 800mila nuove pazienti, con un’aspettativa di incidenza fino al 32%! L’incremento di
vendite di psicofarmaci interesserebbe donne e adolescenti, in quanto categorie
maggiormente colpite da perdita di lavoro e di socialità.
Per l’OMS (organizzazione mondiale di sanità) “la tutela della salute mentale è
una priorità correlata alla pandemia in atto”, mostrandosi preoccupata per i
nuovi disturbi “erroneamente inclusi nei DSPT”. Nasce quindi l’esigenza di
nuove nomenclature per meglio definire uno “stress individuale/comunitario e
non convenzionale, sospeso, subacuto, perdurante e perturbante che può
evolvere in persistente”. Viene spiegato che le definizioni di “perturbante e non
convenzionale” descrivono una sofferenza che va a dissestare il futuro: la
percezione di furto del futuro come nuova condizione clinica! Uno stress che
attraversa varie fasi: la prima, incredulità e sottovalutazione difensiva; la
seconda, l’incredulità si trasforma in angoscia all’evidenza di malati e morti; la
terza, perdite affettive e insicurezza economica, riducendo la plasticità adattiva
e l’istinto di sopravvivenza, innescano la paura del fallimento. Ma l’OMS
individua anche un nuovo agente patogeno: la infodemia. Trattasi dell’eccesso
di informazioni e del rimbombo di commenti da cui siamo invasi. Altro
contagio nel contagio: le notizie a contenuto angosciante e contraddittorio
produrrebbero lesioni bisognose di cure da somministrare a chi ne soffre, non
certamente a chi alimenta questo giornalismo!
Uno studio condotto dall’Università di Oxford, e pubblicato da The lancet
psychiatry, afferma che a 90 giorni dal contagio da covid nel 20% dei casi
insorgono disturbi al sistema nervoso centrale e che i soggetti in cura
psichiatrica sono più esposti (65% dei casi) a contrarre il virus. Se ne deduce:
“queste evidenze stanno convincendo sempre di più i ricercatori che esiste una
stretta correlazione fra le malattie psichiche e il virus”.
L’IEUD (istituto europeo per il trattamento delle dipendenze) ha registrato, nel
primo semestre 2020, un aumento del 4% del consumo di benzodiazepine.
L’AIFA (agenzia italiana del farmaco) riporta che nel 2020 la vendita di
ansiolitici si è incrementata del 12%, dati definiti “allarmanti” in quanto non
corrispondono alle diagnosi stilate: gli psicofarmaci vengono definiti
“pericolosi se presi senza prescrizione medica”. Si individuano le cause dei
nuovi malesseri nel telelavoro, nella didattica a distanza, nelle restrizioni agli
spostamenti, nella paura del contagio, nella precarietà economica, nel rischio di
essere considerati “untori”.
Ecco innescata una spirale velenosa affinché la psichiatria possa continuare a
mettere le sue toppe mediche a problematiche sociali e ad accaparrarsi la facoltà
di diagnosi/cura/controllo, di produrre stigmi (questi sì, reali e persistenti!), di
annullare le dignità individuali e di farsi paladina di una salute mentale tanto
millantata, quanto svilita: uscire dal labirinto le sarebbe controproducente!

Chiara Gazzola

lo SPORTELLO d’ASCOLTO ANTIPSICHIATRICO è APERTO PREVIA APPUNTAMENTO

  • March 11, 2021 6:38 pm

Visto il permanere delle restrizioni nei movimenti causa emergenza Covid-19 lo SPORTELLO d’ASCOLTO si terrà martedì prossimo 16 marzo dalle ore 15:30 alle 18:30 solo previa appuntamento telefonico al 3357002669 o tramite messaggio mail all’indirizzo antipsichiatriapisa@inventati.org

Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud-Pisa
antipsichiatriapisa@inventati.org
artaudpisa.noblogs.org 335 7002669
via San Lorenzo 38 Pisa

“LA LIBERTA’ NON SI AMMINISTRA NOI STIAMO CON NADIA L.”

  • March 10, 2021 8:48 pm

“LA LIBERTA’ NON SI AMMINISTRA NOI STIAMO CON NADIA L.”

Come collettivo antipsichiatrico Antonin Artaud di Pisa aderiamo alla campagna promossa dal Comitato d’Iniziativa Antipsichiatrica, in collaborazione con l’Associazione Penelope Coordinamento Solidarietà Sociale Onlus. Sotto il testo della campagna.

LA LIBERTA NON SI AMMINISTRA
Nadia L., dopo anni di vita di strada, ha scelto di vivere e risiedere presso il Centro di accoglienza “La Cura” di Giardini Naxos, non abbandonando la sua voglia di esplorare e vivere il mondo in maniera libera e bohémienne.
Ciò disturba l’ordine mentale e sociale di tanti perbenismi che “per il suo bene” hanno richiesto ripetutamente il suo ricovero in reparti di psichiatria e ora, per risolvere definitivamente la questione, aspirano alla nomina di un amministratore di sostegno che, nelle intenzioni del comune che ha promosso l’azione, decida per lei il suo internamento in qualche “struttura idonea”.
Lei ha espresso in tutti i modi che non intende lasciare la sua casa e, soprattutto, che non intende vivere in strutture che già ha conosciuto e che non le garantiscono la libertà di cui ha bisogno. Nadia non è in stato di abbandono ed è capace di autodeterminarsi. Lo ha fatto e per questo oggi rischia la nomina dell’amministratore di sostegno. Giovedì 11 marzo è stata convocata la prima udienza davanti al Giudice Tutelare, chiediamo a tutti di far sentire chiara e forte la nostra solidarietà a Nadia e il nostro dissenso a che venga invalidata e costretta a vivere laddove non l’ha scelto.

Chi vuol aderire alla campagna può inviare un’email a:
segreteriasindaco@comune.giardini-naxos.me.it
tutelare.tribunale.messina@giustizia.it
con il messaggio:
“LA LIBERTA’ NON SI AMMINISTRA Io sto con Nadia L.”

Una copia dell’email può essere inviata a: soccorsoviola@antipsichiatria.it per monitorare le adesioni all’iniziativa
Per ulteriori informazioni visitate la pagina facebook della campagna
https://www.facebook.com/nadialiberanadia oppure chiamate al numero del Soccorso Viola 0942 989347

Comitato d’Iniziativa Antipsichiatrica

LINK a INTERVISTA su RADIO IPERICO

  • March 1, 2021 9:37 am

a questo link potete trovare il podcast della trasmissione su Radio Iperico per ascoltare il nostro intervento:

https://spazio-solebaleno.noblogs.org/radio-iperico

Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud-Pisa
antipsichiatriapisa@inventati.org
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sab 27 INTERVISTA in DIRETTA su RADIO IPERICO: parleremo di ANTIPSICHIATRIA in questo periodo…

  • February 22, 2021 6:31 pm
SABATO 27 FEBBRAIO
Alle 11.00 circa come Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud faremo un intervista in diretta su RADIO IPERICO con una disamina critica sulla psichiatria e aggiornamenti sulle attività portate avanti nell’ultimo periodo, legate al momento che stiamo vivendo.
“RADIO IPERICO – UNA VOCE FUORI DAL CORO IN ROMAGNA E DINTORNI”
Tutti i sabati mattina dalle 8.30 alle 12.30, in streaming all’ora giusta su:
http://s.streampunk.cc/radioiperico.mp3
per ulteriori informazioni mandare una mail a spazio.solebaleno@bruttocarattere.org
Info e podcast puntate precedenti:
https://spazio-solebaleno.noblogs.org/radio-iperico
Pagina FB: Autogestione Romagna
Palinsesti: https://mastodon.bida.im/@Au

LINK intervista su Radio OndaRossa: ANCORA SULLA VICENDA di ALICE

  • February 12, 2021 4:47 pm

link a trasmissione su Radio Onda Rossa: Ancora sulla vicenda di Alice

https://www.ondarossa.info/newsredazione/2021/02/antipsichiatria-ancora-sulla-vicenda

Con Radio OndaRossa, come collettivo Artaud, torniamo sulla vicenda di Alice, una giovane donna internata in strutture private con una storia di abusi che va avanti da tanto/troppo tempo e che purtroppo è una delle tante storie di abusi psichiatrici.
Da qui si allarga lo sguardo alle strutture psichiatriche e allo stato di applicazione della così detta legge Basaglia…

LETTERA con gli ULTIMI AGGIORNAMENTI sulla SITUAZIONE di ALICE DI VITA

  • February 5, 2021 11:06 am

Sotto trovate una nuova lettera di Antonio Di Vita con gli ultimi aggiornamenti sulla vicenda di Alice. Antonio da tempo lotta per la libertà di scelta terapeutica, contro l’obbligo di cura e per il rispetto delle volontà di sua figlia Alice. Vi chiediamo di pubblicare la storia di Antonio e Alice sui vostri canali e siti, nella speranza che altri si uniscano alla sua battaglia per la liberazione di Alice.

Il Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud-Pisa
antipsichiatriapisa@inventati.org
artaudpisa.noblogs.org 335 7002669
via San Lorenzo 38 Pisa

Alice da tempo esprime la volontà di venire a vivere da me e di essere curata presso strutture specializzate per ciò che concerne il problema della tracheostomia. Questa volontà è stata negata più volte dal giudice tutelare. Le istanze della mia avvocatessa dott.ssa Malune non sono mai state prese in considerazione.

In seguito ad un’istanza presentata dal corrente Amministratore Di Sostegno (ADS), la giudice tutelare dott.ssa Colombo ha disposto che Alice sia collocata in una struttura lontana da me, l’Istituto La Consolata di Bibbiena (AR) e che io non possa avvicinarmi a tale struttura. Cosa molto ingiusta, senza ragionevoli motivazioni e senza mai essersi presa la briga di ascoltarmi, come da mio diritto. Perché??? Mi domando se questo modo di operare dell’autorità giudiziaria rispetti i principi della nostra Costituzione.

Alice si è molto preoccupata dal fatto che io non andassi più a trovarla, quando prima ci andavo tutti i giorni per almeno otto ore. Alice, con la quale ho un contatto telefonico quotidiano, per qualche tempo non ha creduto alle mie spiegazioni, non capacitandosi delle motivazioni della giudice che mi tengono lontano da lei.

Il 14 luglio 2020 Alice è stata ricoverata di urgenza al Pronto Soccorso di Arezzo per seri problemi respiratori dovuti ad un cercine creatosi a causa dell’infiammazione generata dalla permanenza prolungata della cannula tracheostomica. È stato in seguito deciso di procedere con un intervento chirurgico, che però – nonostante l’urgenza – ad oggi non è stato ancora eseguito ed i problemi, ovviamente, si sono aggravati. Considerate che la cannula poteva e doveva essere rimossa già tre anni e mezzo fa.

Mi chiedo perché, nonostante io abbia informato gli organi istituzionali preposti al riguardo (Difensore Civico ed il Garante dei Detenuti e delle persone private della libertà) questo intervento non sia stato ancora eseguito. È necessario ricordare che loro stessi avevano contattato il primario otorino dell’ospedale di Arezzo, dott. Ciabatti, il quale aveva dato piena disponibilità per l’intervento ad agosto 2020. La disponibilità da parte del dott. Ciabatti era stata già confermata e l’operazione poteva essere fatta a breve termine quando il rischio covid-19 era molto inferiore che nei mesi di fine settembre – ottobre 2020.

A mia figlia vengono tuttora somministrati pesanti psicofarmaci: sta nuovamente perdendo la memoria recente e ha difficoltà a esprimersi. I suoi denti si sono affossati all’interno delle gengive e sono diventati neri, probabilmente proprio a causa dei farmaci. A oggi nulla è ancora stato fatto Non è stato fatto per risolvere questi problemi.

Essendoci stati casi di covid-19 nell’Istituto La Consolata (che è anche una Residenza Sanitaria Assistita), ho presentato subito un’istanza per riportare a casa mia figlia e farla curare, a mie spese, dai migliori specialisti.

La giudice tutelare ha negato la mia richiesta, non tenendo conto della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, fatta a New York il 13/12/2006, ratificata dall’Italia con legge n. 18 del 03 marzo 2009 (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 61 del 14 marzo 2009) e nello specifico:
Art. 12: “..…… Tutte le persone con disabilità, indipendentemente dal tipo e grado di disabilità, hanno il diritto inalienabile di godere della capacità legale su base di eguaglianza con gli altri. – Il diritto degli adulti di esercitare pienamente la capacità giuridica in ogni area della vita.”
Art. 19: …”riconoscono il diritto di tutte le persone con disabilità a vivere nella società, con la stessa libertà di scelta delle altre persone, e adottano misure efficaci ed adeguate al fine di facilitare il pieno godimento da parte delle persone con disabilità di tale diritto e la loro piena integrazione e partecipazione nella società, assicurando che: le persone con disabilità abbiano la possibilità di scegliere, su base di uguaglianza con gli altri, il proprio luogo di residenza e dove e con chi vivere e non siano obbligate a vivere iin una particolare sistemazione”.

Al contrario, sia la giudice che il Consulente Tecnico di Ufficio (CTU) sembrano aver tenuto in alta considerazione, ed in pratica assecondato, quanto indicato dal direttore dell’istituto Agazzi, dott. Lapini, che precedentemente aveva in carico Alice. Il CTU ha infatti riportato le seguenti indicazioni nella relazione “il dott. Lapini ribadisce la necessità e la volontà di non rompere con il padre, ma di inviargli un messaggio chiaro, di maggior rispetto delle regole”. Su questo bisognerebbe che ci chiedessimo “quali regole?”. Infatti, io vorrei sapere il reale motivo per il quale il giudice ha preso il provvedimento di divieto nei miei confronti di avvicinarmi alla struttura dove Alice è ricoverata, senza avermi mai convocato per sentire la mia versione dei fatti e le mie ragioni riguardo alle così dette “regole” del dott. Lapini, delle quali  ho appreso l’esistenza solo leggendo tale relazione.
chi è che dovrebbe decidere? Il direttore di un istituto privato o la giudice tutelare?

A fronte di altri casi di covid-19 verificatesi nell’Istituto La Consolata di Bibbiena, il giorno 11 gennaio 2021, ho appreso con mio stupore che Alice era stata affidata a sua madre, sig.ra Rossella Bonistalli, la quale aveva fatto anche lei un’istanza per richiedere il temporaneo affidamento di Alice e nel frattempo aveva già affittato una casa a Montevarchi e aveva preso aspettativa.

Perché ancora una volta è stata ignorata la volontà di Alice di tornare a vivere a casa mia, dove aveva vissuto e ha la residenza? A detta della direzione dell’Istituto La Consolata, Alice era risultata negativa al Covid-19 dopo aver fatto due tamponi. Purtroppo però, Alice si è sentita male dopo soli due giorni trascorsi con la madre a Montevarchi, ed è risultata positiva al covid-19. Per fortuna le sue condizioni di salute sono migliorate e attualmente è casa della madre.

Avendovi detto tutto questo e avendo constatato che attraverso le vie legali non sono riuscito ad ottenere giustizia, ma solo la consapevolezza di un muro di gomma costruito ad arte e con lo scopo di perseguire interessi privati a spese dei contribuenti. Vi chiedo di aiutarmi a far si che la volontà di mia figlia sia rispettata che non venga più rinchiusa in strutture private convenzionate e che le vengono tolti gli psicofarmaci che la stanno danneggiando. Sono disposto a fornirvi tutte le documentazioni, chiarimenti e dettagli che riterrete necessari. Devotamente riconoscente, e ringraziandovi per il Vostro aiuto,
cordiali saluti

Antonio Di Vita, Montevarchi, 05/02/2021 Tel. 3397547345 – 339 345 2642

lo SPORTELLO d’ASCOLTO ANTIPSICHIATRICO RIAPRE!!

  • January 6, 2021 9:47 am

RIAPRE LO SPORTELLO D’ASCOLTO ANTIPSICHIATRICO

MARTEDì 12 GENNAIO 2021 in via San Lorenzo 38 a PISA dalle 15:30 alle 18:30

Per permetterci di organizzarci al meglio vi chiediamo di contattarci prima telefonicamente al 335 7002669 oppure di mandare una mail a antipsichiatriapisa@inventati.org


per info e contatti:
Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud
via San Lorenzo 38 56100 Pisa
antipsichiatriapisa@inventati.org
www.artaudpisa.noblogs.org / 335 7002669

Articolo su Mad in Italy: E’ ufficiale: gli antidepressivi provocano dipendenza

  • November 25, 2020 9:36 am

Pubblichiamo questo articolo apparso su MAD in ITALY . E’ molto interessante l’opuscolo informativo pubblicato dal Royal College of Psychiatry dove si legge che gli Antidepressivi hanno vari rischi legati alla sospensione dei farmaci e si trovano le linee guida per una loro dismissione sicura.

E’ ufficiale: gli antidepressivi provocano dipendenza

In Inghilterra, il Royal College of Psychiatry pubblica l’opuscolo informativo degli Antidepressivi riportando i rischi legati alla sospensione dei farmaci e le linee guida per una loro dismissione sicura.

Le informazioni su di esso riportate sono in contrasto con quelle comunemente date da molti psichiatri, che sottovalutano la dipendenza generata dai farmaci e confondono le crisi di astinenza con le ricadute.

James Davies, psicologo inglese co-fondatore del Council for Evidence-based Psychiatry (CEP UK) e segretario del All-Party Parliamentary Group for Prescriptions Drug Dependence annuncia oggi che il Royal College of Psychiatry pubblica il nuovo opuscolo informativo per i pazienti, intitolato “Stopping Antidepressants”.

L’ opuscolo informativo sui farmaci antidepressivi, frutto di anni di lavoro di ricercatori, attivisti e delle comunità delle persone danneggiate dagli antidepressivi, è in contrasto con le descrizioni degli effetti di dismissione provocati degli antidepressivi visti come esperienza relativamente positiva per la maggior delle persone, data fino a poco tempo fa.

Il nuovo opuscolo informativo segue le linee guida NICE aggiornate, riconoscendo che mentre i sintomi di astinenza, quando si dismettono gli antidepressivi, possono essere lievi e relativamente di breve durata per alcuni, per molti altri possono essere gravi e protratti, per settimane, mesi o oltre.

L’opuscolo informativo riconosce anche che non è possibile prima dell’uso prevedere chi andrà incontro a gravi effetti di sospensione, pertanto tutti devono essere informati, prima di iniziare il trattamento, che potrebbero avere tali sintomi.

La comunicazione di questo rischio attraverso il Consenso informato è molto importante, in quanto la percentuale di persone che sperimentano diversi gradi di sintomi è alta, riguardando da un terzo alla metà delle persone che assumono antidepressivi.

Il nuovo opuscolo informativo indica anche che l’astinenza provocata dalla sospensione del farmaco può essere confusa con una ricaduta, soprattutto perché le reazioni di astinenza (come aumento dell’ansia o depressione) possono rispecchiare le stesse esperienze che hanno portato molte persone ad accettare una prescrizione di antidepressivi.

L’opuscolo informativo offre alcuni suggerimenti utili per distinguere l’astinenza da una ricaduta, ma soprattutto riconosce che questi non costituiscono scienza esatta, il che, sostiene Davies, implica che i medici devono ascoltare e rispettare le opinioni dei loro pazienti riguardo il significato dei sintomi che sperimentano durante la sospensione.

Nel nuovo opuscolo informativo la depressione non viene più descritta come causata da uno squilibrio chimico che gli antidepressivi in qualche modo correggono (modello organicista o bio-medico, ndr).

Riconosce più cautamente, invece, che gli antidepressivi provocano un aumento dei livelli di alcuni neurotrasmettitori come la serotonina e la noradrenalina e che il cervello si adatta lentamente, nel tempo, ai nuovi livelli.

La conseguenza di ciò è che se un antidepressivo viene sospeso rapidamente, il cervello avrà bisogno di tempo per adattarsi alla sua assenza. Questo periodo di riadattamento, si suppone, è ciò che determina la reazione da sospensione.

L’opuscolo informativo, quindi, suggerisce che la sospensione del farmaco deve avvenire in modo molto graduale e ad un ritmo in linea con i bisogni e le esperienze della persona, cosa che gli attivisti chiedono da molto tempo. Offre, inoltre alcuni protocolli generici di sospensione come guida iniziale.

Le informazioni contenute nel nuovo opuscolo informativo riguardo ai potenziali rischi legati alla sospensione degli antidepressivi contrastano significativamente con quelle date da molti psichiatri dell’establishment fino a un paio di anni fa.

Davies ritiene che questo importante risultato sia anche il frutto dell’impegno dei membri del CEP, attraverso la loro ricerca e le pubblicazioni pertinenti, l’avvio della recente revisione della Public Health England sulla dipendenza da farmaci da prescrizione e la loro sospensione, e il lavoro come esperti consulenti sulla revisione, la collaborazione con il NICE nell’ottenere aggiornate le linee guida per la sospensione e il feedback dato al Royal College per quanto riguarda le questioni spinose relative alla sospensione degli antidepressivi più in generale.

Infine, continua Davies, una grossa parte del merito va soprattutto agli utenti dei servizi psichiatrici, agli enti di beneficenza per la sospensione degli psicofarmaci, ai membri dei forum di supporto on-line, ai membri delle comunità dei danneggiati da farmaci che si sono battuti con coraggio su questo tema e “A loro va la nostra più grande gratitudine e per loro dobbiamo tutti continuare la lotta per un adeguato sostegno e supporto nazionale per la sospensione degli psicofarmaci”.

LO SPORTELLO D’ASCOLTO E’ SOSPESO

  • November 24, 2020 10:50 pm

CAUSA EMERGENZA COVID LO SPORTELLO D’ASCOLTO ANTIPSICHIATRICO E’ SOSPESO. RIAPRIREMO APPENA SARà POSSIBILE.

Collettivo Antipsichiatrico Antonino Artaud

antipsichiatriapisa@inventati.org
www.artaudpisa.noblogs.org 335 7002669