VICOPISANO: sab 29/02 presentazione di DIVIETO D’INFANZIA c/o Circolo Arci ORTACCIO

  • February 11, 2020 1:34 pm

a VICOPISANO SABATO 29 FEBBRAIO 2020 c/o Circolo Arci ORTACCIO
in via Loris Baroni, 14 alle ore 17:30

il Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud Presenta il libro:
“DIVIETO D’INFANZIA. PSICHIATRIA, CONTROLLO, PROFITTO”
di Chiara Gazzola e Sebastiano Ortu , Edizioni BFS.

A seguire APERITIVO

Per info: antipsichiatriapisa@inventati.org

sab 8/02 DJ SET ELETTRO TECNO con WANAGANA RED NOYZE c/o S.A. Newroz

  • February 5, 2020 6:44 pm

PISA SABATO 8 FEBBRAIO c/o Spazio Antagonista NEWROZ in via Garibaldi 72

Dopo lo spettacolo “LA TERAPIA DEL FULMINE” di WU MING CONTINGENT

DJ SET ELETTRO TECNO con WANAGANA RED NOYZE

Per info: antipsichiatriapisa@inventati.org

LA CONTENZIONE FARMACOLOGICA DELL’INFANZIA

  • January 21, 2020 1:43 pm

LA CONTENZIONE FARMACOLOGICA DELL’INFANZIA

a cura del COLLETTIVO ANTIPSICHIATRICO ANTONIN ARTAUD appendice al libro di Wiliam Frediani “Seduti e zitti! Invettiva sull’istituzione scolastica.” edizioni Sensibili alle foglie gennaio 2020

C’è qualcosa che deve essere ancora scoperto che possa identificare che cosa è l’ADHD e cosa non lo è. (Keith Conners)[1]

Il campo nel quale, negli ultimi anni, si è registrato il maggiore aumento di diagnosi psichiatriche e prescrizioni di psicofarmaci è senz’altro quello dell’infanzia e dell’adolescenza. Oggi a scuola sono sempre di più i bambini che hanno diagnosi psichiatriche, in particolare disturbo dell’adattamento, dell’attenzione, iperattività̀, depressione, disturbo bipolare. L’introduzione di nuove patologie infantili, nell’ultimo Manuale Diagnostico e Statistico (DSM) del 2013, allarga i confini diagnostici tra ciò che è normale e ciò che non lo è, favorendo l’entrata in psichiatria di un numero sempre più alto di bambini, a cui sono prescritti psicofarmaci per periodi più o meno lunghi della loro vita.

Il DSM è oggetto di profonde critiche di metodo e di merito, accusato di aver ampliato a dismisura lo spettro delle patologie psichiatriche. Si tratta di un aumento percentuale, senza precedenti in Italia, e che pone più di un dubbio sull’attuale boom terapeutico a cui sono sottoposte le giovani generazioni nel nostro Paese. Tutti i dati statistici confermano una sensazione diffusa tra chi passa la propria vita, professionale e non, nelle aule della scuola italiana: siamo di fronte a un aumento esponenziale di diagnosi e certificazioni di disabilità, di patologie psichiatriche, disturbi e difficoltà.

L’esplosione delle diagnosi (passate da 1,4% del 1997/98 a 3,1% del 2017/18), mostra come in venti anni esse siano più che raddoppiate: da 123.862 a 268.246. Salta agli occhi il fatto che attualmente la tipologia più diffusa è quella delle disabilità intellettive che da sole rappresentano il 68,4% del totale.[2]

L’attuale tendenza dell’insegnamento e della pedagogia è quella di farsi coadiuvare dalla neuropsichiatria ogni qualvolta un bambino disturba o contrasta i programmi formativi. Il “disagio” comportamentale, invece di essere valutato come un campanello d’allarme nella relazione con l’adulto, viene incasellato come un problema mentale del bambino, dispensando così l’educatore o l’insegnante dal modificare l’approccio educativo e delegando il problema a un neuropsichiatra. “L’educatore così – deresponsabilizzato e dispensato dal dover modificare il proprio approccio educativo – delegherà̀ a un esperto il problema (reale o apparente che sia), il quale lo affronterà̀ dal punto di vista della salute mentale. La pedagogia di stampo più repressivo si rinnova nel tentativo di contenere chimicamente quelle condotte non riconducibili alla norma; così si elimina la soggettività̀, si disciplina quella potenziale libertà presente nell’infanzia che, attraverso desideri e aspirazioni, porterebbe a una personale interpretazione dell’esistenza”.[3]

Vince così il paradigma biologico secondo cui questi bambini hanno qualcosa che non va nel loro cervello e per questo dovranno assumere psicofarmaci. Molti psichiatri trovano più semplice dire ai genitori e agli insegnanti che il bambino ha un disturbo mentale anziché́ suggerire dei cambiamenti rispetto alla genitorialità̀ o all’educazione. Il comportamento considerato deviante e non conforme ai canoni prestabiliti di normalità̀ viene isolato, fotografato, trasformato in diagnosi, strappato al rapporto relazionale insegnante-alunno e, sempre più spesso, curato con i farmaci. La medicalizzazione della scuola è inquadrabile all’interno dell’esigenza di ridurre a una risposta semplice e immediata l’interazione complessa dei diversi fattori che determinano i comportamenti in età̀ evolutiva.[4]

A partire dal 2012 una serie di circolari e direttive ministeriali ha imposto nelle scuole l’individuazione degli alunni con BES (Bisogni Educativi Speciali). I BES sono un immenso calderone che comprende, suddivisi in tre macro categorie, “disabilità”, “disturbi”, “disagi e svantaggi”. Di solito l’acronimo viene usato per indicare solamente i BES di terzo tipo, quelli del “disagio” o dello “svantaggio”.[5] A otto anni dall’avvio della farraginosa macchina dei BES, il MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università̀ e della Ricerca) non ha ancora fornito cifre attendibili sui cosiddetti BES di terzo tipo; ci sono comunque dati che stimano intorno a un milione la cifra totale, fra cui sarebbero compresi 80.000 studenti con ADHD (Disturbo da Deficit dell’Attenzione e Iperattività̀) e circa 400.000 con funzionamento intellettivo ridotto, con un’incidenza pari al 5% sull’intera popolazione studentesca italiana. In mancanza di statistiche più attendibili, sembrerebbe che proprio le difficoltà momentanee, come la timidezza, l’ansia, i dissesti economici, il lutto, i problemi di lingua conseguenti alle migrazioni, e le circostanze avverse della vita siano i principali protagonisti dei pervasivi meccanismi medicalizzanti e psichiatrizzanti che stanno scuotendo dalle fondamenta la scuola italiana.[6] È significativo il fatto che in Italia gli alunni stranieri siano 815.000, il 9,2% dell’intera popolazione scolastica e di questi il 12% sia stato certificato.[7]

Oggi, a scuola, si mira sempre più a un addestramento alla produttività̀, all’efficienza e alla centralità̀ del risultato. Molti insegnanti sono stati convinti dall’autorità̀ dello psichiatra che i bambini che esprimono comportamenti sofferenti abbiano bisogno di farmaci stimolanti per cui i maestri e le maestre hanno rinunciato alla ricerca di soluzioni in classe per risolvere i problemi. In realtà̀ questi docenti dovrebbero essere incoraggiati a cercare e trovare nuovi metodi nell’educazione.

Insegnare dovrebbe dare priorità̀ alla relazione, sapere e poter sperimentare approcci didattici e pedagogici a seconda della persona con la quale ci si rapporta. Esistono approcci didattici e pedagogici che, anziché́ sopprimere la spontaneità̀, aiutano gli studenti che manifestano “disagio” ed evitano di trattare il loro cervello in crescita con sostanze altamente tossiche come gli stimolanti. Insegnare è un’attività̀ fluida, cangiante, sfumata, che cambia da persona a persona, da situazione a situazione, proprio perché́ basata sull’interazione e non sui dogmi. L’attività̀ dell’insegnamento ha tante caratteristiche, ma non dovrebbe avere quella dell’assolutezza, dell’indiscutibilità̀, della categoricità̀. Non esistono metodi validi in assoluto: insegnare è un’attività̀ che fa interagire soggettività̀, singole e di gruppo. Significa condividere pezzi di vita, conoscenze ed esperienze. Non indottrinare, ma interagire; non preparare al lavoro, ma preparare alla vita.[8]

Una delle diagnosi fra le più diffuse a scuola è quella di ADHD, che raggruppa un insieme di comportamenti considerati inadeguati e anormali dello scolaro, che possono essere causati da innumerevoli fattori, come l’ansia per la scuola o per le verifiche, l’impreparazione scolastica, una classe noiosa, un insegnamento inadeguato, problemi e conflitti a casa o a scuola, cattiva alimentazione e insonnia. La diagnosi di ADHD non mette in relazione lo stato mentale, l’umore e i sentimenti del bambino e non dà luogo a una valutazione completa dei suoi bisogni reali per migliorare l’educazione e la genitorialità̀.

Tale diagnosi ha determinato il ricorso sempre più massiccio all’utilizzo di sostanze psicotrope come il Ritalin, uno stimolante a base di metilfenidato prodotto dalla Novartis Farma Spa, che ha effetti simili a quelli delle anfetamine. Il Ritalin agisce principalmente sulla ricaptazione della dopamina, ma non sono chiare né la gamma completa delle sue interazioni biochimiche, né la modalità̀ d’azione.[9]

Un altro farmaco utilizzato è lo Strattera (atomoxetina), un inibitore della ricaptazione della noradrenalina. La casa produttrice Ely Lilly non è riuscita a farlo approvare per la depressione, ma lo vende come trattamento “non stimolante” per l’ADHD. Molti bambini hanno sviluppato impulsi suicidi e omicidi sotto l’effetto dell’atomoxetina, che può̀ inoltre provocare insufficienza epatica.[10] Negli Stati Uniti, negli ultimi anni, ai bambini piccoli con diagnosi di ADHD viene somministrato l’Adderall, un composto di sali di anfetamina precedentemente utilizzato per la riduzione di peso con il nome di Obetrol, screditato e ritirato dal mercato poiché́ creava dipendenza. Questo farmaco è stato ritirato dal mercato canadese nel 2005 dopo che quattordici bambini sono morti improvvisamente e due hanno avuto un ictus.[11]

Di certo gli stimolanti a qualcosa servono: aiutano il contenimento di comportamenti considerati anormali. I farmaci per l’ADHD sono popolari tra gli insegnati perché́ rendono il loro lavoro più facile, ma è giusto dare farmaci ai bambini per renderli meno disturbanti? Gli stimolanti non producono miglioramenti duraturi rispetto all’aggressività̀, al disturbo della condotta, agli atteggiamenti violenti, all’efficacia negli apprendimenti, alle relazioni.[12]

Ebbene, anche nel caso in cui gli psicofarmaci producessero risultati positivi dal punto di vista del comportamento a scuola, sarebbero d’aiuto per il bambino? Oltre ad agire solo sui sintomi e non sulle cause della sofferenza della persona, gli psicofarmaci alterano il metabolismo e le percezioni, rallentano i percorsi cognitivi e ideativi contrastando la possibilità̀ di fare scelte autonome, generando fenomeni di dipendenza e assuefazione del tutto pari – se non superiori – a quelli delle sostanze illegali classificate come droghe pesanti. Presi per lungo tempo, possono portare a danni neurologici gravi che faranno del bambino un disabile.

È compito degli adulti difendere le nuove generazioni tornando a riflettere sull’importanza dell’ambito sociale, comunitario e relazionale per la loro educazione. È necessario che genitori, insegnanti, educatori e tutti coloro che hanno a che fare con i bambini, non cedano al riduzionismo psichiatrico, non psichiatrizzino ogni comportamento disturbante e/o sofferente, affinché́ la fantasia, il senso critico e la libertà di scelta possano continuare a caratterizzare l’infanzia.[13]

 

Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud-Pisa
antipsichiatriapisa@inventati.orgwww.artaudpisa.noblogs.org 335 7002669 via San Lorenzo 38 Pisa 

[1] Keith Conners, psicologo americano, storico pioniere degli studi sull’ADHD e “padre” del test Conners Rating Scale, uno degli strumenti diagnostici più utilizzati nelle scuole per accertare l’ADHD.

[2] http://www.giornale.cobas-scuola.it/ossessione-diagnostica/

[3] Gazzola C., Ortu S., Divieto d’infanzia, BFS Edizioni, Pisa, 2018, p. 11.

[4] http://www.giornale.cobas-scuola.it/richiamo-allordine/

[5] Gazzola C., Ortu S., Divieto d’infanzia, op. cit.

[6] http://www.giornale.cobas-scuola.it/ossessione-diagnostica/

[7] Santerini M., “Diamo a ciascuno il tempo di cui ha bisogno”, in: Conflitti. Rivista italiana di ricerca e formazione psicopedagogica, n. 3, 2017, p. 32.

[8] http://www.giornale.cobas-scuola.it/richiamo-allordine/

[9] Esposito A., Le scarpe dei matti, Ad Est dell’Equatore Editore, Napoli, 2019.

[10] Whitely M., “Strattera a sad story (warning it may make you want to kill your- self)”, 2015, su http://www.speedupsitstill.com/strattera/

[11] Gotzsche P.C., Psichiatria letale e negazione organizzata, Fioriti Editore, Ro- ma, 2017.

[12] Whitaker R., Indagine su un’epidemia, Fioriti Editore, Roma, 2013. 13 Gazzola C., Ortu S., Divieto d’infanzia, op. cit.

[13] Gazzola C., Ortu S., Divieto d’infanzia, op. cit.

PISA: sab 8/02 LA TERAPIA DEL FULMINE di WU MING CONTINGENT c/o S.A. Newroz

  • January 14, 2020 10:09 am


PISA SABATO 8 FEBBRAIO c/o Spazio Antagonista NEWROZ in via Garibaldi 72 alle ORE 21:30
Il Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud e 
il Newroz presentano:
LA TERAPIA DEL FULMINE lettura concerto del WU MING CONTINGENT

<<Lo spettacolo, a cura del Wu Ming Contingent, racconta il rapporto tra elettricità e follia, dai tempi delle streghe fino ai giorni nostri, passando per la Prima Guerra Mondiale, lo studio di Cerletti, le idee di Basaglia, le parole di Lou Reed, Ernest Hemingway, Janet Frame, i documenti d’archivio.>>

Alle ore 20 APERICENA
Per info: 
antipsichiatriapisa@inventati.org

PISA: ven 31/01 presentazione di LE SCARPE DEI MATTI c/o Aula Magna di Scienze politiche

  • January 10, 2020 6:34 pm

PISA VENERDI 31 GENNAIO c/o l’aula magna della facoltà di SCIENZE POLITICHE
in via serafini 3 alle ore 17
il Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud, in collaborazione con Aula R, presenta:

il libro “LE SCARPE DEI MATTI ”

di Antonio Esposito
edizioni Ad Est dell’Equatore
sarà presente l’autore

per info  antipsichiatriapisa@inventati.org

2 presentazioni di “DIVIETO D’INFANZIA” : ven 17/01 a MILANO e sab 18/01 a TORINO

  • January 5, 2020 12:29 pm

nel mese di GENNAIO 2 PRESENTAZIONI di

“DIVIETO D’INFANZIA. PSICHIATRIA, CONTROLLO, PROFITTO” di Chiara Gazzola e Sebastiano Ortu , Edizioni BFS.

iniziative promosse da SpotelloTiAscolto:

a MILANO VENERDì 17 GENNAIO c/o Circolo Arci LATO B viale Pasubio 14 alle ore 21

Interverranno: Chiara Gazzola, Sebastiano Ortu, Matteo Caletti e il Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud

a TORINO SABATO 18 GENNAIO c/o Polo Culturale Lombroso 16 in via Cesare Lombroso 16 alle ore 17:30

interverranno: Chiara Gazzola, Sebastiano Ortu, Giuseppe Virciglio e il Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud

PISA sab 11/01 presentazione di “DIVIETO D’INFANZIA” c/o Caracol

  • December 27, 2019 4:52 pm

PISA SAB 11 GENNAIO 2020 c/o Circolo Arci CARACOL in via 64 alle ore 18

Presentazione del libro:

“DIVIETO D’INFANZIA. PSICHIATRIA, CONTROLLO, PROFITTO”

di Chiara Gazzola e Sebastiano Ortu , Edizioni BFS.

Dialoga con gli autori Sabrina Pezzini.

Letture di Alessandro Benassi in collaborazione con il Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud

 

Inaugurazione Mostra DELIRIUM OF BEAUTY

Photographer Alessio Mariotti, in frame Federica Gado

A seguire APERICENA/DJ SET Disease & Rozza dalle 20

LABORATORI “D’ARTE-ARTAUD” sabato 30/11 ore 18 c/o sede Collettivo Artaud a Pisa

  • November 25, 2019 7:10 pm

LABORATORI ”D’ARTE-ARTAUD”

“Persona e personaggio – attraverso gli archetipi jungiani scopriamo il proto-agonista che c’è in noi”

Riprende il gruppo di auto-aiuto attraverso percorsi espressivo-corporei nella Globalità dei Linguaggi (GdL). Il laboratorio è gratuito e si tiene SABTO 30 NOVEMBRE 2019 alle 18.00 presso la sede del Collettivo Antipsichiatrico “Antonin Artaud” in Via San Lorenzo 38, Pisa.

 Per info: 3357002669 – Collettivo “Antonin Artaud” , 3331104379  – Lisa Doveri – MusicArterapeuta nella Globalità dei Linguaggi (GdL), metodo Stefania Guerra Lisi

 Il laboratorio nasce dall’idea di creare un gruppo di pari che si sostiene a vicenda senza autorità e non propone pertanto nessuna terapia alternativa. La presenza della musicArterapeuta  ha come finalità quella di e-durre, cioè di tirare fuori, di promuovere l’espressione e la comunicazione con tutti i linguaggi creando i presupposti per il benessere e la crescita dell’individuo attraverso percorsi di auto-aiuto nel gruppo.  Le attività rappresenteranno occasioni per conoscere sé stessi, i propri potenziali tracciando quindi un percorso individuale e di gruppo attraverso il piacere dell’espressione di sé nel gruppo: la parola “piacere” viene da placet, placenta, ed è così che in un vissuto di gruppo, che diventa grembo sociale, non giudicante, che ognuno può riscoprire o rafforzare il piacere personale di vivere. Promuove pertanto la crescita e lo sviluppo attraverso la musica, il movimento, il gioco, la produzione creativa, la capacità di improvvisazione con momenti di sdrammatizzazione, alla scoperta di nuovi canali espressivi partendo dal corpo, capace di comunicare sempre e comunque. L’intento è quello quindi di attivare il più possibile la creatività personale, facendo riemergere i potenziali inespressi contenuti in ognuno di noi, attraverso il gruppo che metterà al centro la persona rendendolo protagonista di una storia unica e personale, che viene così valorizzata.

La Globalità dei Linguaggi (GdL) è una disciplina della comunicazione e dell’espressione con tutti i linguaggi, più precisamente una disciplina formativa nella comunicazione ed espressione degli e fra gli esseri umani, con finalità di ricerca, educazione, animazione, terapia. Il campo, l’oggetto specifico della disciplina è precisamente la comunicazione e l’espressione degli e tra gli esseri umani. “Con tutti i linguaggi” o “globalità dei linguaggi” significa anzitutto apertura e disponibilità a tutte le possibilità comunicative ed espressive, verbali e non verbali senza previe esclusioni. In questo senso la Gdl assume un significato antropologico, bio-fisio-psicologico e sociale.

Il gruppo di auto-aiuto si inserisce in questo contesto nelle attività del collettivo antipsichiatrico e in continuità con le attività che la Globalità dei Linguaggi percorre da ormai 40 anni. La Gdl nasce infatti proprio come pratica antipsichiatrica negli anni ottanta, dall’esigenza dell’ideatrice del metodo, Stefania Guerra Lisi, di aiutare la figlia Elvira, celebrolesa e autistica dalla nascita. Partendo dal corpo come “corpo sensibile” in comunicazione emo-tonica costante, la GdL mette tutti su un piano comune, per cui abbiamo tutti competenze a potenzialità comuni, pur presentando situazioni psico-fisiche diverse. L’altro viene percepito come parte integrante dello stesso, cioè di noi. Nel momento in cui noi abbiamo questa percezione, pur rispettando l’altro nella sua diversità, lo integriamo nella possibilità di condividere la nostra amicizia. Questa è la premessa sostanziale perché non ci sia la violenza intesa come appropriazione e spossessamento dell’identità dell’altro. I comportamenti dell’altro acquisiscono inoltre un valore diverso, e anche quando sembrano apparentemente insensati la Gdl, dà comunque “senso al nonsenso”, partendo e passando dal corpo che esprime un’innata voglia di vivere e di sopravvivere.

PISA: ven 6/12 presentazione Agenda Scarceranda 2020 e del libro “ESCLUSI DAL CONSORZIO SOCIALE” c/o S.A. Newroz

  • November 21, 2019 4:18 pm

PISA VENERDì 6 DICEMBRE c/o Spazio Antagonista NEWROZ in via garibaldi 72 alle ore 18

“ESCLUSI”

Presentazione dell’Agenda Scarceranda 2020 e del libro “ESCLUSI DAL CONSORZIO SOCIALE” con:

  • Salvatore Ricciardi, redazione RadioOndaRossa (ROMA)e autore del libro
  • Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud (PISA)

 

LINK intervista a Radio Wombat sulla morte di Elena e la contenzione in psichiatria

  • November 19, 2019 5:47 pm

sotto il LINK all’intervista su radio Wombat al collettivo Artaud sulla morte di Elena e sulla contenzione meccanica in psichiatria.

Muore bruciata a 19 anni in psichiatria: sulla morte di Elena a Bergamo le amare considerazioni sulla contenzione con il Collettivo Antonin Artaud

https://wombat.noblogs.org/category/podcast/pno-stampa-rassegnata/