Appuntamenti

Promozione di iniziative

EMPOLI: giov 4/07 dibattito sulla Salute mentale e psichiatria c/o festival “Settembre Rosso”

  • June 18, 2019 7:26 pm

come Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud parteciperemo al dibattito

“Salute mentale – verso una felicità sotto controllo”            

durante la sesta edizione del festival “Settembre Rosso”

a EMPOLI GIOVEDì 4 LUGLIO c/o il Parco di Serravalle alle ore 18
con:
Alberto Zino – psicanalista e scrittore
Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud

PISA: sab 1/06 PRESIDO CONTRO L’ELETTROSHOCK !!!

  • May 24, 2019 4:35 pm

NO ELETTROSHOCK!

PRESIDIO INFORMATIVO CONTRO L’USO DELL’ELETTROSHOCK

SABATO 1 GIUGNO alle ore 16  a PISA

c/o Ingresso Ospedale S. Chiara in Via Paolo Savi angolo via Niccolò Pisano

STOP ELETTROSHOCK!

L’elettroshock oggi viene chiamato TEC (terapia elettroconvulsiva) ma rimane la stessa tecnica inventata nel 1938 da Cerletti e Bini. Si tratta di corrente elettrica che passando dalla testa  e attraversando il cervello produce una convulsione generalizzata. Migliorandone le garanzie burocratiche, così come introducendo alcune modifiche nel trattamento, vedi anestesia totale e farmaci miorilassanti , non si cambia la sostanza della TEC.

A più di ottanta anni dalla sua invenzione, possiamo affermare che l’elettroshock è l’unico trattamento, che prevede come cura una grave crisi organica dei soggetti indotta a tale scopo, mai dichiarato obsoleto.

Perché questo trattamento medico – che per stessa ammissione di molti psichiatri che lo hanno applicato e che continuano ad applicarlo – utilizzato in passato come metodo di annichilimento dell’umano, come strumento di tortura, come mezzo repressivo contro la disobbedienza, non viene dichiarato superato dalla storia e dalla scienza?

È sufficiente praticare un’anestesia totale per rendere più umana e dignitosa la sua applicazione?

Basta chiamarla terapia per renderla legittima?

Possono dei benefici temporanei, che per avere effetto devono comunque essere accompagnati dall’assunzione di psicofarmaci, essere un valido motivo per usare questo trattamento?

Si possono ignorare gli effetti negativi dell’elettroshock?

In Italia, sul finire degli anni novanta, i presidi sanitari dove era possibile praticare l’elettroshock erano nove – sei pubblici e tre privati. Venne presentata una campagna, “Sdoganare l’elettroshock”, dai più illustri psichiatri organicisti aderenti all’AITEC (Associazione Italiana Terapie Elettroconvulsive), che principalmente chiedeva due cose: un aumento dei presidi autorizzati tale che si potesse coprire la richiesta di una struttura ogni milione di abitanti e la promozione di iniziative culturali tese ad una rivalutazione di quella che era la percezione pubblica dell’elettroshock. Fu così che gli apparati politici italiani intervennero in materia predisponendo, per la prima volta, un percorso teorico e normativo che identificasse delle linee guida condivise tra apparati istituzionali pubblici e privati e le richieste della psichiatria.

In Italia negli ultimi anni si tende a incentivare l’utilizzo delle terapie elettroconvulsive, non solo come estrema ratio ma anche come prima scelta. Per esempio nel trattamento delle depressioni femminili entro i primi tre mesi di gravidanza, poiché ritenuto meno pericoloso degli psicofarmaci nei primi periodi di gestazione umana. Anche per quanto riguarda ipotetici problemi di depressione post partum  la TEC viene addirittura pro-posta quale terapia adeguata e meno invasiva per le neo mamme rispetto agli psicofarmaci o ad un Trattamento Sanitario Obbligatorio.

Nel 2011 le strutture ospedaliere coinvolte, cioè quelle che hanno eseguito almeno una TEC in un anno, erano 91. Nel triennio che va dal 2008 al 2010, 1.406 persone sono state sottoposte a elettroshock. La maggioranza dei trattamenti riguarda le donne, 821 contro 585 uomini, e la fascia d’età va in media dai 40 ai 47 anni. Nel 2008 i pazienti over 75 che hanno subito la TEC erano 21, l’anno dopo 39.

Oggi i centri clinici dove si fa l’elettroshock sono 16 e i pazienti all’incirca 300 l’anno.

I meccanismi di azione della TEC non sono noti. Per la psichiatria «rimane irrisolto il problema di come la convulsione cerebrale provochi le modificazioni psichiche» e «non è chiaro quali e in che modo queste modificazioni (dei neurotrasmettitori e dei meccanismi recettoriali) siano correlate all’effetto terapeutico» (G. B. Cassano, Manuale di Psichiatria). Ma per chi subisce tale trattamento la perdita di memoria e i danni cerebrali sono ben evidenti e possono essere rilevati attraverso autopsie e variazioni elettroencefalografiche anche dopo dieci o venti anni dallo shock.

Ciò che resta di certo, quindi, è la brutalità, la totale mancanza di validità scientifica e l’assenza di un valore terapeutico comprovato.

Ci teniamo, quindi, a ribadire che nonostante le vesti moderne l’elettroshock rimane una terapia invasiva, una violenza, un attacco all’integrità psicologica e culturale di chi lo subisce. Insieme ad altre pratiche psichiatriche come il TSO, l’elettroshock è un esempio, se non l’icona, della coercizione e dell’arbitrio esercitato dalla psichiatria. Il percorso di superamento dell’elettroshock e di tutte le pratiche non terapeutiche deve essere portato avanti e difeso in tutti i servizi psichiatrici, in tutti i luoghi e gli spazi di cultura e formazione dove il soggetto principale è una persona, che insieme ai suoi cari, soffre una fragilità.

 COLLETTIVO ANTIPSICHIATRICO ANTONIN ARTAUD – PISA antipsichiatriapisa@inventati.org

COLLETTIVO ANTIPSICHIATRICO SENZANUMERO – ROMA senzanumero@autistici.org

PISA: sab 1/06 PRESIDIO NO ELETTROSHOCK !

  • May 18, 2019 12:59 pm

NO ELETTROSHOCK!

PRESIDIO INFORMATIVO CONTRO L’USO DELL’ELETTROSHOCK

SABATO 1 GIUGNO alle ore 16  a PISA

c/o Ingresso Ospedale S. Chiara in Via Paolo Savi angolo via Niccolò Pisano

 COLLETTIVO ANTIPSICHIATRICO ANTONIN ARTAUD – PISA antipsichiatriapisa@inventati.org

COLLETTIVO ANTIPSICHIATRICO SENZANUMERO – ROMA senzanumero@autistici.org

PISA sab 1 e dom 2 giugno: APPELLO PRESIDIO NO ELETTROSHOCK+ASSEMBLEA ANTIPSICHIATRICA

  • April 29, 2019 3:28 pm

La psichiatria è un’istituzione medica basata su falsi assunti (anche scientifici) e funzionale al controllo sociale. Sostenuta da potenti lobby del farmaco che vedono aumentare i loro profitti, la psichiatria sta facendo grandi passi nell’affermazione di se stessa all’interno della società.

Il Manuale Diagnostico e Statistico (DSM), giunto alla quinta edizione, annovera ormai più di trecento diagnosi psichiatriche e definisce sempre più i confini tra ciò che è normale e ciò che non lo è, psichiatrizzando un numero sempre più alto di persone considerate “inadeguate”.

A scuola il “disagio” comportamentale invece di essere valutato come un campanello d’allarme nella relazione adulto-bambino, viene incasellato come un problema mentale del bambino; dispensando così l’educatore o l’insegnante dal modificare l’approccio educativo, e delegando il problema ad un neuropsichiatra attraverso diagnosi stigmatizzanti di deficit di attenzione, sin dai primissimi anni d’infanzia.

Le pratiche psichiatriche (uso massiccio di farmaci e minacce di trattamenti sanitari obbligatori) dilagano anche all’interno dei luoghi di reclusione, siano essi galere o CPR (Centri Per il Rimpatrio).

È sempre più diffuso l’utilizzo di psicofarmaci introdotti nel mercato come innovativi, innocui e adatti a tutte le fasce di età ma con innumerevoli effetti collaterali. Questi, oltre ad agire solo sui sintomi e non sulle cause della sofferenza della persona, alterano il metabolismo e le percezioni, rallentano i percorsi cognitivi ed ideativi, contrastando la possibilità di fare scelte autonome, generando fenomeni di dipendenza ed assuefazione, del tutto pari -se non superiori- a quelli delle sostanze illegali classificate come droghe pesanti. Presi per lungo tempo possono portare a danni neurologici gravi che potrebbero provocare disabilità permanenti.

Siamo certamente testimoni di un passaggio che vede una recrudescenza di concetti e pratiche che si pensavano superate.

In assenza di un’assunzione collettiva e di base del benessere di tutti, la delega alle istituzioni  si rafforza. Le politiche securitarie la fanno da padrone. Tutto è concesso, pur di rispondere ad un bisogno di “tranquillità” indotto da campagne mediatiche fondate sulla paura.

Recentemente anche in Italia è iniziata la sperimentazione del taser, la pistola che sembra un giocattolo,  ma che in realtà è uno strumento pericolosissimo (ne sono prova le numerose morti causate dal suo utilizzo negli Stati Uniti) e di una violenza sofisticata. I primi a farne da cavia in Italia, e non ci sorprende, sono state due persone con presunte diagnosi psichiatriche. Quando il taser colpisce non lascia tracce sanguinolente, non turba il nostro immaginario ma immobilizza attraverso scariche elettriche che paralizzano i muscoli.

Ed è proprio l’elettricità che torna in auge nella “cura” di chi viene diagnosticato “malato di mente”. Da qualche anno, la cosiddetta comunità scientifica, ha riaperto il dibattito sulle scariche elettriche al cervello. Stiamo parlando del tristemente famoso elettroshock, che molti di noi pensavano fosse un trattamento superato. Così non è.

Oggi viene somministrato con l’uso dell’anestesia (onde evitare reazioni di opposizione) ed  ha  cambiato nome in TEC (terapia elettro-convulsiva).

Ad oggi in America duecentomila persone ogni anno sono sottoposte a questo trattamento, mentre in Italia circa trecento! Ciò, nonostante le conoscenze sugli effetti biochimici dell’uso dell’ elettricità non siano conosciuti. Si sa qualcosa in più sugli effetti collaterali, invece.

L’elettroshock provoca un notevole stress per il sistema cardiocircolatorio, con un aumento relativo dei rischi di infarto ed ha un effetto devastante sulla memoria provocandone una perdita permanente  in un intervallo che va dal 29% al 55% dei casi.

D’altronde la perdita della memoria è stato proprio uno degli obiettivi dell’elettroshock, sin dalla sua scoperta che risale ad 80 anni fa. Infatti, gli stessi inventori, gli italiani Ugo Cerletti e Lucio Bini, lo definivano «metodo dell’annichilimento» basato sulla quasi totale amnesia per i pazienti più refrattari attraverso ripetuti elettroshock. L’elettroshock fu  sperimentato su un 40enne senza fissa dimora; un escluso, un anomalo, qualcuno da normalizzare.

Uno dei luoghi in cui l’elettroshock viene praticato è l’Ospedale Santa Chiara a Pisa.

Per questo saremo lì davanti, in un presidio di contro-informazione e di denuncia di quella pratica come di altre, tutte orientate alla costruzione di un futuro che si vorrebbe fatto di persone annichilite e ammansite, non oppositive e quindi facili da gestire. Un futuro in cui non è previsto il riconoscimento di alcun valore alla peculiarità dei singoli; ora più che mai riteniamo necessario unire le  nostre forze per contrastare questa deriva uniformante.

Invitiamo tutti/e a partecipare ai seguenti appuntamenti:

-PRESIDIO INFORMATIVO CONTRO L’USO DELL’ELETTROSHOCK

SABATO 1 GIUGNO alle ore 16  c/o Ingresso Ospedale S. Chiara in Via Paolo Savi angolo via Niccolò Pisano

 -ASSEMBLEA ANTIPSICHIATRICA

DOMENICA 2 GIUGNO alle ore 10:30 c/o Spazio Antagonista Newroz in via garibaldi 72

 

COLLETTIVO ANTIPSICHIATRICO ANTONIN ARTAUD – PISA antipsichiatriapisa@inventati.org

COLLETTIVO ANTIPSICHIATRICO SENZANUMERO – ROMA senzanumero@autistici.org

FIRENZE: ven 19/04 presentazione di “ELETTROSHOCK” c/o La Polveriera Spazio Comune

  • April 9, 2019 3:46 pm

FIRENZE VENERDI’ 19 APRILE c/o La Polveriera Spazio Comune via Santa Reparata 12/r

alle ore 18 l’Ateneo Libertario presenta:

“ELETTROSHOCK”  La storia delle terapie elettroconvulsive e i racconti di chi le ha vissute.”

a cura del Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud

Edizioni Sensibili Alle Foglie.

a seguire cena benefit Torino + OpenMic / Acoustic Jam

per info: antipsichiatriapisa@inventati.org www.artaudpisa.noblogs.org

 

FIRENZE: ven 5/04 presentazione di “DIVIETO D’INFANZIA” c/o Ateneo Libertario

  • March 18, 2019 6:05 pm

FIRENZE VENERDI’ 5 APRILE c/o Ateneo Libertario in via Borgo Pinti 50/r

alle ore 18 il Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud

Presenta:

“DIVIETO D’INFANZIA. Psichiatria, controllo, profitto.”

A cura di Chiara Gazzola e Sebastiano Ortu, edizioni BFS

Saranno presenti gli autori.

A seguire cena sociale

Per info: antipsichiatriapisa@inventati.org

presentazioni di “LE ISTITUZIONI DELL’AGONIA” giov 21/03 a Livorno e ven 22/03 a Pisa

  • March 4, 2019 10:26 pm

Il Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud  e il Teatro Officina Refugio

presentano in toscana:

“LE ISTITUZIONI DELL’AGONIA. Ergastolo e pena di morte” di Nicola Valentino , Edizioni Sensibili Alle Foglie

GIOVEDì 21 MARZO  a LIVORNO  alle ore  18 c/o il Teatro Officina Refugio, Scali del Refugio 8

VENERDI’ 22 MARZO  a PISA alle ore 17 c/o aula magna della Facoltà di Scienze Politiche in via Serafini 3

Sarà presente l’autore

Per info: antipsichiatriapisa@inventati.org

VIAREGGIO: giovedì 7/03 presentazione di “DIVIETO d’ INFANZIA” c/o SARS

  • February 23, 2019 7:10 pm

VIAREGGIO GIOVEDì 7 MARZO c/o c.s.o.a. SARS in Via del Balipedio 

(zona ex-piscine comunali quartiere Darsena)

Il SARS e il Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud

Presentano alle ore 18:30 il libro:
“DIVIETO D’INFANZIA.Psichiatria, controllo, profitto.”
a cura di Chiara Gazzola e Sebastiano Ortu, edizioni BFS

Saranno presenti gli autori.

a seguire… GIROPIZZA nel forno a legna!!

LINK INTERVISTA a Antonio Esposito su “Storia di Antonia”

  • February 20, 2019 9:27 am

questo è il LINK dell’intervista a Radio Wombat che abbiamo fatto come Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud a Antonio Esposito autore, insieme a Dario Stefano Dell’Aquila, di “Storia di Antonia”.

https://wombat.noblogs.org/2019/02/19/stampa-rassegnata-054-11-17feb/

Antonia Bernardini muore nel 1974 a causa delle ustioni riportate per l’incendio del letto di contenzione sul quale era legata da 43 giorni nell’O.P.G. di Pozzuoli. La sua vicenda raccontata nel Libro “Storia di Antonia; Viaggio al termine di un manicomio” è l’occasione per attualizzare il dibattito sull’autoritarismo psichiatrico e giudiziario di oggi e di ieri. Ne parliamo con uno degli autori Antonio Esposito.

presenteremo il libro a PISA GIOVEDI’ 21 FEBBRAIO 2019 c/o aula magna della Facoltà di Scienze Politiche in via Serafini 3 Alle ore 17 con la presenza degli autori

 per info:

Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud
via San Lorenzo 38 56100 Pisa antipsichiatriapisa@inventati.org
www.artaudpisa.noblogs.org / 335 7002669

PISA: giovedì 21/02 presentazione di “STORIA di ANTONIA” c/o facoltà di Scienze Politiche

  • February 9, 2019 4:13 pm

PISA GIOVEDI’ 21 FEBBRAIO 2019

c/o aula magna della Facoltà di Scienze Politiche in via Serafini 3

 Alle ore 17 il Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud organizza la presentazione di:

 “Storia di Antonia. Viaggio al termine di un manicomio” di Dario Stefano Dell’Aquila e Antonio Esposito, edizioni Sensibili Alle Foglie

con la presenza degli autori

 per info:

Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud
via San Lorenzo 38 56100 Pisa antipsichiatriapisa@inventati.org
www.artaudpisa.noblogs.org / 335 7002669