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Promozione di iniziative

sab 6 e dom 7 Novembre a Livorno: BASTA MORIRE DI CONTENZIONE !! STOP ALLA CONTENZIONE!!

  • October 18, 2021 6:38 pm

BASTA MORIRE DI CONTENZIONE !! STOP ALLA CONTENZIONE!!

a LIVORNO, Sabato 6 Novembre:

– PRESIDIO CONTRO LA CONTENZIONE piazza Damiano Chiesa davanti l’Ospedale nel pomeriggio dalle ore 16

– alle ore 20 PIZZATA + MUSICA all’ Ex Caserma Occupata in via Adriana 16

Domenica 7 novembre: – ore 10 all’ Ex Caserma Occupata inizio assemblea antipsichiatrica – ore 13 Pranzo a cura di Cucina IppoOasi nel pom proseguimento assemblea

LIVORNO sab 6 e dom 7 Novembre: BASTA MORIRE DI CONTENZIONE !!

  • October 16, 2021 11:41 am

Programma e Appello 2 gg CONTRO LA CONTENZIONE A LIVORNO!

BASTA MORIRE DI CONTENZIONE !! STOP ALLA CONTENZIONE!!

a LIVORNO:

Sabato 6 Novembre:

– PRESIDIO CONTRO LA CONTENZIONE piazza Damiano Chiesa davanti l’Ospedale nel pomeriggio dalle ore 16

– alle ore 20 PIZZATA + MUSICA all’ Ex Caserma Occupata in via Adriana 16

Domenica 7 novembre:

– ore 10 all’ Ex Caserma Occupata inizio assemblea antipsichiatrica

– ore 13 Pranzo a cura di Cucina IppoOasi nel pom proseguimento assemblea

BASTA MORIRE DI CONTENZIONE!! ABOLIAMO LA CONTENZIONE!!

Sono ancora scarse le informazioni riguardanti la morte della persona, originaria della Val di Cornia, ricoverata nel reparto di psichiatria dell’ospedale di Livorno deceduta a inizio aprile di quest’anno dopo essere stato legata al letto per oltre una settimana. Le generalità non sono ancora state rese pubbliche. Non sappiamo se è stata fatta un’autopsia e se c’è un indagine della magistratura in corso. Non sappiamo quante contenzioni vengono fatte nel reparto di Livorno.

Di sicuro nei reparti psichiatrici italiani si continua a morire di contenzione meccanica, sia in regime di degenza che durante le procedure di TSO.

Il 13 agosto del 2019, nel reparto psichiatrico dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo è morta durante un incendio Elena Casetto, 19 anni, bruciata viva nel letto al quale era legata: la contenzione non le ha permesso di fuggire. A oggi per quel terribile evento sono indagati solo i due addetti della ditta che aveva in appalto il servizio antincendio dell’ospedale.

Un episodio simile era accaduto nel Manicomio Giudiziario di Pozzuoli nel 1974, quando Antonia Bernardini morì per le ustioni riportate dopo l’incendio che l’aveva avvolta nel letto di contenzione al quale era stata legata ininterrottamente per 43 giorni.

Il 4 agosto del 2009 Francesco Mastrogiovanni è morto per edema polmonare dopo 87 ore consecutive di contenzione nel reparto di psichiatria dell’Ospedale di Vallo della Lucania, provincia di Salerno. Era stato ricoverato in TSO, trattamento sanitario obbligatorio, senza rispettare le procedure previste dalla legge; sedato e legato con fascette ai polsi e alle caviglie, è rimasto senza mangiare, senza bere e senza nessuno che si preoccupasse di lui fino alla morte.

Nel caso Mastrogiovanni la Corte di Cassazione ha definito l’uso della contenzione meccanica un presidio restrittivo della libertà personale che non ha né una finalità curativa né produce l’effetto di migliorare le condizioni di salute del paziente. La contenzione non è un atto medico e non ha alcuna valenza terapeutica: è un evento violento e dannoso per la salute mentale e fisica di chi la subisce; offende la dignità delle persone e compromette gravemente la relazione terapeutica.

Purtroppo contenzione meccanica e farmacologica sono praticate diffusamente anche nelle strutture che ospitano persone anziane e/o non autosufficienti. In nessun caso la carenza di personale e di strutture può giustificare il ricorso a pratiche coercitive. Anche la logica dei “motivi di sicurezza”, dello “stato di necessità” o delle “persone aggressive” a cui sovente si fa appello nei reparti, deve essere respinta poiché fondata sul pregiudizio ancora diffuso della potenziale pericolosità della “pazzia”. Molti ritengono, per atteggiamento culturale o per formazione, che sia giustificabile sottoporre persone diagnosticate come “malate mentali” a mezzi coercitivi, che sia nell’ordine delle cose e corrisponda al loro stesso interesse. Chi condivide questa opinione non considera adeguatamente, sia in termini esistenziali che giuridici, il valore imprescindibile della libertà della persona, tanto più rilevante quanto più attinente a libertà minime, elementari e naturali, come la libertà di movimento.

Oltre al ricorso alla contenzione meccanica e farmacologica, continua ancora oggi a prevalere nei servizi psichiatrici un atteggiamento custodialistico e l’impiego sistematico di pratiche e dispositivi manicomiali: obbligo di cura, porte chiuse, grate alle finestre, sequestro dei beni personali, limitazione e controllo delle telefonate e di altre relazioni e abitudini.

Sappiamo inoltre, di numerose esperienze in Italia e all’estero dove viene evitata la contenzione. In solo 15 reparti italiani su 320 viene praticata la terapia no restraint, la contenzione è stata abolita e le porte sono aperte.

Sappiamo che questi dispositivi sono strutturali ai luoghi di reclusione e abbandono, ma ribadiamo la necessità di proibire, senza alcuna eccezione, la contenzione meccanica nelle istituzioni sanitarie, assistenziali, penitenziarie italiane e in tutti i luoghi di reclusione.

Continueremo a lottare con forza contro ogni dispositivo manicomiale e coercitivo (obbligo di cura, trattamento sanitario obbligatorio, uso dell’elettroshock, contenzione meccanica, farmacologica e ambientale, ecc) e per il superamento e l’abolizione di ogni pratica lesiva della libertà personale.

PISA Ven 1/10 presentazione di “IL POTERE DELLA PAROLA” di Sara Manzoli c/o S.A. Newroz

  • September 15, 2021 8:38 pm

PISA VENERDI’ 1 OTTOBRE c/ lo Spazio Antagonista NEWROZ in via Garibaldi 72 alle ore 18 il Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud presenta:

Il libro “IL POTERE DELLA PAROLA. La carenza dialogica nelle relazioni tra utenti e operatori nell’istituzione psichiatricadi Sara Manzoli edizioni Sensibili Alle Foglie

Questo libro nasce dall’esperienza di un cantiere di socioanalisi narrativa svolto con persone che fanno riferimento al servizio di salute mentale di Modena e provincia; un territorio che viene portato come esempio positivo a livello nazionale rispetto al proprio approccio alla cura del disagio psichico. Dalle narrazioni raccolte appare però evidente che non tutto scorra liscio come lo si racconta. La restituzione sociale del cantiere qui proposta si pone come obiettivo il mettere in luce quanto a livello di ascolto e scambio dialogico sia ancora necessario fare per poter arrivare a un reale processo di condivisione del percorso terapeutico. Spostarsi dalla centralità del farmaco alla centralità della parola sembra un passaggio imprescindibile da qualsiasi altra pratica proposta. Gli ambiti presi in considerazione sono i ricoveri psichiatrici, i dispositivi di controllo che vengono applicati nei contesti residenziali, la terapia farmacologica, lo stigma.

sarà presente l’autrice

a seguire APERICENA

l’evento si svolgerà seguendo le misure di prevenzione anti Covid

per info:

Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud
via San Lorenzo 38, 56100 Pisa
antipsichiatriapisa@inventati.org
www.artaudpisa.noblogs.org 3357002669

 

COMUNICAZIONE PAUSA ESTIVA

  • August 7, 2021 10:00 am

Le attività del Collettivo Artaud verranno sospese per le prossime due settimane causa pausa estiva. Lo sportello d’ascolto antipsichiatrico e le assemblee settimanali riprenderanno da martedì 24 agosto. Per le urgenze e per fissare eventuali incontri telefonateci al 335 7002669 oppure contattateci via email a antipsichiatriapisa@inventati.org

Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud
via San Lorenzo 38, 56100 Pisa
antipsichiatriapisa@inventati.org
www.artaudpisa.noblogs.org 3357002669

LIVORNO: Ven 6/08 “ABBATTIAMO I MURI CHE CI RINCHIUDONO” dibattito a EFFETTO REFUGIO

  • August 4, 2021 4:30 pm

VENERDì 6 AGOSTO a LIVORNO c/o EFFETTO REFUGIO Scali del Refugio 8 alle ore 20 ABBATTIAMO I MURI CHE CI RINCHIUDONO! ”

I volti dell’internamento lungo la rotta balcanica, dall’isola prigione di Lesvos al controllo psichiatrico dei migranti in Italia.

Dibattito e interventi di Giacomo Sini, Dario Antonelli e del Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud

saremo presenti per tutto la durata del festival dal 4 a 8 agosto con il banchetto della distribuzione di libri e materiale informativo.

Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud
via San Lorenzo 38, 56100 Pisa
antipsichiatriapisa@inventati.org
www.artaudpisa.noblogs.org 3357002669

 

PISA: ven 4/6 “INTONACO IRRITATO” esposizione dell’intonaco con DISEGNI e SCRITTE MURALI del spdc Ospedale Santa Chiara di Pisa + presentazione libro “L’ARTE IRRITATA SI RACCONTA”

  • May 25, 2021 5:44 pm

PISA VENERDI’ 4 GIUGNO c/ lo Spazio Antagonista NEWROZ in via Garibaldi 72 alle ore 17:30 il Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud presenta:

INTONACO IRRITATO

per la PRIMA VOLTA ESPOSIZIONE dell’INTONACO con DISEGNI E SCRITTE MURALI del Reparto di Psichiatria dell’Ospedale Santa Chiara di Pisa

Presentazione del libro:

L’ARTE IR-RITATA SI RACCONTA di Nicola Valentino Ed. Sensibili Alle Foglie

Questo libro nasce in occasione del trentennale (1990 – 2020) dell’attività di Sensibili alle foglie e del suo peculiare modo di guardare le risorse espressive che si manifestano nelle condizioni di reclusione e difficoltà a vivere. È sulla spinta di questo segno di radicamento nel tempo che l’autore, direttore artistico dell’Archivio di scritture scrizioni e arte ir-ritata, decide di chiedere ad alcune persone, che nel corso degli anni hanno collaborato con l’Archivio, di offrire un loro contributo, in modo che l’arte ir-ritata si potesse raccontare attraverso punti di vista variegati e ambiti sociali e professionali diversificati. Prendendo forza dalle esperienze fatte questo lavoro si proietta nella possibilità che l’arte ir-ritata continui a costituire una modalità sociale e culturale per rendere visibili, valorizzandone i linguaggi, le persone costrette all’invisibilità.

Presentazione dell’Opuscolo Disegni e scritte murali sull’intonaco del muro del reparto di psichiatria “ a cura del collettivo Artaud

In seguito alla ristrutturazione del reparto di psichiatria dell’Ospedale Santa Chiara di Pisa è stato rimosso l’intonaco che andava a rivestire le pareti della stanza “ricreativa” dove è permesso fumare. L’intonaco, la cui superficie è rivestita lineolum, è stato trovato, recuperato e donato al collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud.

a seguire APERICENA

l’evento si svolgerà seguendo le misure di prevenzione anti Covid

per info:

Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud
via San Lorenzo 38, 56100 Pisa
antipsichiatriapisa@inventati.org
www.artaudpisa.noblogs.org 3357002669

BASTA MORTI IN CONTENZIONE NEL REPARTO PSICHIATRIA!!

  • May 23, 2021 4:37 pm

LIVORNO SABATO 29 MAGGIO in PIAZZA DAMIANO CHIESA dalle ore 10:30 alle ore 12:30

VOLANTINAGGIO INFORMATIVO CONTRO LA CONTENZIONE MECCANICA NEI REPARTI PSICHIATRICI e PER L’ABOLIZIONE DELLA CONTENZIONE !

BASTA MORTI IN CONTENZIONE NEL REPARTO PSICHIATRIA!! ABOLIAMO LA CONTENZIONE!!

Non si sa ancora niente del paziente originario della Val di Cornia ricoverato nel reparto di psichiatria dell’ospedale di Livorno e morto a inizio aprile di questo anno dopo essere stato legato al letto per una settimana. Ciò che sappiamo è che nei reparti psichiatrici italiani si continua a morire di contenzione meccanica, sia in regime di degenza che durante le procedure di TSO.

Il 13 agosto del 2019, nel reparto psichiatrico dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo è morta durante un incendio Elena Casetto, 19 anni, bruciata viva nel letto al quale era legata: la contenzione non le ha permesso di fuggire. A oggi per quel terribile evento sono indagati solo i due addetti della ditta che aveva in appalto il servizio antincendio dell’ospedale.

Un episodio simile era accaduto nel Manicomio Giudiziario di Pozzuoli nel 1974, quando Antonia Bernardini morì per le ustioni riportate dopo l’incendio che l’aveva avvolta nel letto di contenzione al quale era stata legata ininterrottamente per 43 giorni.

Il 4 agosto del 2009 Francesco Mastrogiovanni è morto per edema polmonare dopo 87 ore consecutive di contenzione nel reparto di psichiatria dell’Ospedale di Vallo della Lucania, provincia di Salerno. Era stato ricoverato in TSO, trattamento sanitario obbligatorio, senza rispettare le procedure previste dalla legge; sedato e legato con fascette ai polsi e alle caviglie, è rimasto senza mangiare, senza bere e senza nessuno che si preoccupasse di lui fino alla morte.

Nel caso Mastrogiovanni la Corte di Cassazione ha definito l’uso della contenzione meccanica un presidio restrittivo della libertà personale che non ha né una finalità curativa né produce l’effetto di migliorare le condizioni di salute del paziente. La contenzione non è un atto medico e non ha alcuna valenza terapeutica: è un evento violento e dannoso per la salute mentale e fisica di chi la subisce; offende la dignità delle persone e compromette gravemente la relazione terapeutica.

Purtroppo contenzione meccanica e farmacologica sono praticate diffusamente anche nelle strutture che ospitano persone anziane e/o non autosufficienti. In nessun caso la carenza di personale e di strutture può giustificare il ricorso a pratiche coercitive. Anche la logica dei “motivi di sicurezza”, dello “stato di necessità” o delle “persone aggressive” a cui sovente si fa appello nei reparti, deve essere respinta poiché fondata sul pregiudizio ancora diffuso della potenziale pericolosità della “pazzia”. Molti ritengono, per atteggiamento culturale o per formazione, che sia giustificabile sottoporre persone diagnosticate come “malate mentali” a mezzi coercitivi, che sia nell’ordine delle cose e corrisponda al loro stesso interesse. Chi condivide questa opinione non considera adeguatamente, sia in termini esistenziali che giuridici, il valore imprescindibile della libertà della persona, tanto più rilevante quanto più attinente a libertà minime, elementari e naturali, come la libertà di movimento.

Oltre al ricorso alla contenzione meccanica e farmacologica, continua ancora oggi a prevalere nei servizi psichiatrici un atteggiamento custodialistico e l’impiego sistematico di pratiche e dispositivi manicomiali: obbligo di cura, porte chiuse, grate alle finestre, sequestro dei beni personali, limitazione e controllo delle telefonate e di altre relazioni e abitudini.

Sappiamo inoltre, di numerose esperienze in Italia e all’estero dove viene evitata la contenzione. In solo 15 reparti italiani su 320 viene praticata la terapia no restraint, la contenzione è stata abolita e le porte sono aperte.

Ribadiamo la necessità di proibire, senza alcuna eccezione, la contenzione meccanica nelle istituzioni sanitarie, assistenziali e penitenziarie italiane.

Continueremo a lottare con forza contro ogni dispositivo manicomiale e coercitivo (obbligo di cura, trattamento sanitario obbligatorio, uso dell’elettroshock, contenzione meccanica, farmacologica e ambientale, ecc) e per il superamento e l’abolizione di ogni pratica lesiva della libertà personale.

Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud-Pisa

antipsichiatriapisa@inventati.org www.artaudpisa.noblogs.org 335 7002669

via San Lorenzo 38 Pisa

Livorno sab 29/05 VOLANTINAGGIO CONTRO LA CONTENZIONE!

  • May 20, 2021 6:46 pm

LIVORNO SABATO 29 MAGGIO in PIAZZA DAMIANO CHIESA dalle ore 10:30 alle ore 12:30

VOLANTINAGGIO INFORMATIVO CONTRO LA CONTENZIONE MECCANICA NEI REPARTI PSICHIATRICI e PER L’ABOLIZIONE DELLA CONTENZIONE !

BASTA MORTI IN CONTENZIONE NEL REPARTO di PSICHIATRIA!!

Nei reparti psichiatrici italiani si continua a morire di contenzione meccanica, sia in regime di degenza che durante le procedure di TSO. La contenzione non è un atto medico e non ha alcuna valenza terapeutica: è un evento violento e dannoso per la salute mentale e fisica di chi la subisce; offende la dignità delle persone e compromette gravemente la relazione terapeutica.

Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud-Pisa

per info: antipsichiatriapisa@inventati.org / artaudpisa.noblogs.org / 335 7002669

LIVORNO: lun 17/05 ASSEMBLEA PUBBLICA con il COLLETTIVO Antipsichiatrico Antonin Artaud

  • May 15, 2021 12:38 pm

A LIVORNO LUNEDì 17 MAGGIO ORE 18:00 c/o il Teatro Officina Refugio, scali del Refugio 8

ASSEMBLEA PUBBLICA CON IL COLLETTIVO Antipsichiatrico Antonin Artaud

Ospitiamo il Collettivo Antipsichiatria Antonin Artaud per una serata di sensibilizzazione e informazione sull’uso della contenzione meccanica negli ospedali. Qualche settimana fa, infatti, proprio nella nostra città è morta una persona nel reparto di psichiatria, mentre era sottoposta a contenzione meccanica. Questa è solo l’ultima di una lunga serie di morti di Stato garantite dai metodi disumanizzanti attuati nei reparti psichiatrici: ricordiamo Elena Casetto, 19 anni, bruciata viva nel letto al quale era legata, Franco Mastrogiovanni, morto per edema polmonare dopo 87 ore consecutive di contenzione.

Sabato 29 maggio insieme al Collettivo Artaud faremo un volantinaggio presso l’ospedale di Livorno.

Lunedì ci incontriamo c/o il Teatro Officina Refugio alle ore 18 per organizzarci e informare chiunque ha voglia di partecipare…

per info: https://www.facebook.com/events/200282138603434/

Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud-Pisa antipsichiatriapisa@inventati.org / www.artaudpisa.noblogs.org / 335 7002669

lo SPORTELLO d’ASCOLTO ANTIPSICHIATRICO è APERTO PREVIA APPUNTAMENTO

  • March 11, 2021 6:38 pm

Visto il permanere delle restrizioni nei movimenti causa emergenza Covid-19 lo SPORTELLO d’ASCOLTO si terrà martedì prossimo 16 marzo dalle ore 15:30 alle 18:30 solo previa appuntamento telefonico al 3357002669 o tramite messaggio mail all’indirizzo antipsichiatriapisa@inventati.org

Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud-Pisa
antipsichiatriapisa@inventati.org
artaudpisa.noblogs.org 335 7002669
via San Lorenzo 38 Pisa