Archives for February, 2015

CORTEO per la CHIUSURA degli OPG SABATO 28 MARZO a REGGIO EMILIA

  • February 28, 2015 7:24 pm

CORTEO SABATO 28 MARZO a REGGIO EMILIA

CHIUDIAMO TUTTI I MANICOMI!
LIBERIAMOCI DALLA PSICHIATRIA!

NO OPG, NO REMS, NO PSICHIATRIA!

Esistono muri, a volte invisibili, che dividono la normalità dalla “follia”. Sono costruiti dal potere e rafforzati dal deserto che si trova al loro esterno.

La presunta, prorogata ormai da 4 anni, chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari (OPG) lascerà spazio all’istituzione delle Residenze per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza (REMS). Cambia il nome, gli internati sono deportati, gli appalti assegnati e lo slancio riformista soddisfatto. Ma le nuove strutture conservano la medesima attitudine repressiva e il concetto stesso di manicomialità, perpetuandone lo stigma. Lungi dal rappresentare un indebolimento della detenzione senza fine e della psichiatria, ne sono la continuazione aggiornata, calibrata su modelli detentivi improntati a esternalizzazione e privatizzazione, come avvenuto per i CIE.
(Centri di Identificazine ed Espulzione)

Da questa prospettiva, si intravede un sistema detentivo sempre più articolato in cui i concetti arbitrari di “malattia mentale” e “pericolosità sociale” acquistano maggior rilievo, avallati da perizie mediche incontrastabili. È importante e urgente riconoscere il ruolo centrale che ricopre la psichiatria nella nostra società, come uno dei mezzi più violenti, invisibili, versatili e repressivi in mano al potere.

A Reggio Emilia sono concentrati i principali organi repressivi e di detenzione quali: tribunale di Sorveglianza, Carcere, Opg, le Strutture ad Alta Sorveglianza Psichiatrica e sono già in costruzione le future Rems.

Le mura possono essere di cemento o chimiche, possono essere utilizzate per punire o per prevenire. Non esistono compromessi: i corpi e le menti non si rinchiudono.
Distruggiamo i manicomi, liberiamoci dalla psichiatria: perché i nostri pensieri siano sempre più pericolosi per chi li vorrebbe incatenati.

Corteo nazionale a Reggio Emilia il 28 marzo
concentramento in Piazza San Prospero (Piazza dei Leoni) ore 14:30
al termine del corteo saluto sotto l’OPG
RETE ANTIPSICHIATRICA
per info: violazione@autistici.org

 

NAPOLI 5/6 MARZO: partecipazione al 1°Premio Cinematografico “Fausto Rossano”

  • February 27, 2015 11:56 am

nell’ambito del 1° premio cinematografico “Fausto Rossano”
per il pieno diritto alla salute che si svolgerà a Napoli il 5 e 6 marzo 2015 c/o il Pan, Palazzo delle Arti di Napoli, in via dei Mille 60 parteciperemo come Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud alla giornata di venerdì 6 marzo.

venerdì 6 marzo

MATTINA 9.30/13.00
presentazione de libro:

Elettroshock.La storia delle terapie elettroconvulsive e racconti di chi lo ha vissute.
Il Collettivo Antipsichiatrico “Antonin Artaud” di Pisa incontra gli studenti delle università napoletane (Cattedre di Diritto Penale e Facoltà Scienze Politiche della Federico II, Facoltà Sociologia del Suor Orsola Benincasa, Cattedra di Diritto Internazionale dell’Università L’Orientale)
Proiezione del cortometraggio “Pietro” (Italia, 2005) di Alessio Valente

Dibattito :
Modera: Giovanni Villone – Medico docente Storia della Medicina e Bioetica Università del Molise, Presidente Centro Studi A. D’Errico

Partecipano:

Gianluigi di Cesare – psichiatra DSM ASL Roma e psicologo analista AIPA;
Peppe dell’Acqua – Psichiatra;
Diego Baldini, Andrea Maiorana, Elisabetta Cipolli, Selvaggio Casella e Alberto Mari – Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud

POMERIGGIO 16.00- 20.00

Dario Stefano Dell’Aquila Giornalista, ricercatore e membro dell’Osservatorio nazionale sulle condizioni di detenzione in Italia intervista il “Comitato Verità e Giustizia per Franco Mastrogiovanni” e il Collettivo Antipsichiatrico “Antonin Artaud” di Pisa.

Comunicato su un TSO subito di recente…

  • February 25, 2015 8:36 pm

riceviamo e  pubblichiamo, su richiesta dell’autore, il suo comunicato su un Trattamento Sanitario Obbligatorio subito di recente in un reparto di psichiatria.
Comunicato – Il giorno 17 u.s., mentre curavo il mio limone, sono entrate tante persone
dentro casa mia senza che io le avessi chiamate e senza che io aprissi loro la porta.
Ho detto cosa stavo facendo, ma loro, senza voler sentire ragioni, mi hanno fatto due punture
e portato via in trattamento sanitario obbligatorio. Ci sono state parecchie altre punture fattemi,
e una di questa mentre, calmo, ero legato al letto. Stamattina mi hanno dimesso (il 23/02/15 ndr),
e tutto il tempo trascorso in psichiatria, ho parlato sempre per come mi hanno visto e sentito le persone che per telefono e/o di persona hanno dialogato armonicamente e in concordia con me. Reciprocità assoluta.

Chiedo a voi Signore e a voi Signori di denunciare in ogni dove questo orrore.
Io sto bene. Grazie. A presto. Cordialmente. Buona serata –

Dottor Natale Adornetto, Psicologo libero professionista.

denuncia pubblica.

  • February 25, 2015 11:44 am

riceviamo e  pubblichiamo, su richiesta dell’autrice,
la sua denuncia pubblica e il suo racconto dell’esperienza vissuta in un reparto di psichiatria.

 

DENUNCIA PUBBLICA DI PATRIZIA CORDONE
Mi chiamo Patrizia Cordone, ho cinquantadue anni, abito in un condominio Aler, in zona Moscova a Milano.
 
indirizzo di posta elettronica: pzerdana@gmail.com
Per quanto il proprio stile di vita sia improntato alla riservatezza rasente l’anonimato nè si è adusi ad esternare alcunchè, a fronte di  eventi criminosi, dolorosi ed umilianti la propria reputazione femminile, necessità impone la divulgazione degli stessi, affinchè si solleciti l’avvio di serie indagini, che conducano all’accertamento di autori e mandanti. Contestualmente ed esplicitamente rivolgo il mio appello alle lettrici e ai lettori, per segnalarmi via email informazioni, notizie, avvenimenti, pareri, opinioni, suggerimenti oppure quant’altro ritenuto utile riguardo i fatti riportati di seguito. Uguale appello è rivolto alla gran parte delle condomine e dei condomini dello stabile, ai residenti del quartiere, alcune/i ignare/i, mentre altre/i no, auspicando che chi fra esse/i è a conoscenza, possa collaborare e, laddove sussiste, spezzare la tradizione del fardello dell’omertà, che non è mai innocente. Ogni comunicazione potrà essere inoltrata aI mio indirizzo di posta elettronica pzerdana@gmail.com
La decorrenza degli eventi è databile  dal mese di dicembre 2008, con un’ impennata tra la primavera e l’estate del 2009, con altre manifestazioni a tutt’oggi perduranti e causanti danni, il cui dovuto ristoro non è stato riscontrato, nonostante denuncie documentatissime e relative integrazioni datate 18. e 30/8/2008, 16/11/2009, 22/10/10, 14/4/2011, 23/11/2012, 28/2/2013, 17/4/2013, 16/6/2014 e 23/7/2014, quest’ultimo quale ricorso ex art. 414. Tutto ciò nonostante, tra l’altro, la prevista normativa vigente della perseguibilità di ufficio pertinente ai reati penali a danno di persone portatrici di handicap fisici, qual è il mio caso.
Purtroppo, invece, quale ennesimo espediente per zittirmi e addirittura screditare le mie rivendicazioni civili, nuocere al mio nome ed alla mia reputazione, va rilevato un tentativo di psichiatrizzazione contro di me, attivato da un manipolo di inquilini, probabilmente gli stessi esecutori dei crimini denunciati, come da narrazione di seguito qui riportata, presso l’amministratore condominiale, Aler,che ha avallato ambiguamente nonostante ed a sua volta presso il Cps competente territorialmente, con l’attribuzione di una calunnia di comportamenti violenti fisicamente, nonostante la mie patologie fisiche siano inficianti l’autonomia ed accertate nella misura del 75% come da certificazione Asl, conseguita in tempi non sospetti; acquisita la cartella clinica del suddetto Cps ai sensi della L.241/90, ho sporto querela per diffamazione contro il Cps ed Aler.
 
Antefatto
A causa di ingiurie, calunnie, diffamazione,  danneggiamento e minacce fisiche , presentavo relativa denuncia in data 18/8/2008 presso una sede operativa delle forze dell’ordine, il cui referente dell’iter era il sig. P.R.. Seguivano convocazioni per farmi desistere dal proposito della denuncia, prospettando eventuali ritorsioni, insistentemente fin dal primo incontro in sede svoltosi il 25/8/08 fino all’ultimo avvenuto il 17/11/08.Né… mi è chiaro, cosa intendesse P.R. con l’espressione “possibili ritorsioni” a fronte del mio secco, nonchè reiterato rifiuto a rimettere querela ed integrazione.
Ma non è tutto: a seguito dell’accesso agli atti presso la Procura, tra i documenti acquisivo una lettera di trasmissione della tal sede operativa delle forze dell’ordine agli uffici giudiziari, su cui risulta inequivocabilmente scritto, che la prova da me allegata alla denuncia veniva trattenuta negli uffici, in tal modo non si consentiva la conferma della veridicità della mia querela, che successivamente veniva archiviata. Inoltre, nell’ottobre del 2009 a seguito di una telefonata da me compiuta presso la suddetta sede, parlavo con il sovrintendente, sig. M., da cui risultava quanto segue: il funzionario asseriva, che tre accertamenti erano stati richiesti e compiuti, di cui l’ultimo in data 6/6/2009; quindi chiedevo accesso agli atti, che mi veniva negato. Di fatto, per me, gli accertamenti corrispondevano all’incremento esponenziale dei fatti da me subìti e oggetto di mia ulteriore denuncia: chi e perchè abbia richiesto tali verifiche, i cui periodi corrispondono ai danni inflitti, non è ancora dato a sapere, intanto, però,  né la mia denuncia, né la successiva integrazione datata 30/8/2008, quest’ultima da me depositata presso gli uffici centrali e di competenza trasmessa alla sede periferica risultavano agli atti della Procura, ciò fino a gennaio 2010, se non successivamente a seguito di mie lettere di sollecito trasmesse a mezzo fax alla sede terrritoriale in questione, oltre che per conoscenza alla sede centrale e alla Procura. Maggiori dettagli sono riferiti in narrazione nella denuncia del 2010.
In coincidenza temporale alle suddette denuncie del 2008 per ingiurie, calunnia, diffamazione, danni e minaccie, subisco una serie di reati in modo crescente ed esponenziale, tutti documentati e denunciati nelle date successive, come soprariportato, tutti sono ascrivibili a violazioni molteplici lesive l’integrità fisica, la salute, la reputazione, l’immagine sociale, il nome, l’identità personale, la riservatezza e la propria sicurezza, più precisamente: 1) numerose ingiurie, calunnie e diffamazioni, anche con disegni espliciti me riguardanti presenti all’ingresso condominiale; 2) molteplici violazioni domiciliarie anche notturne in mia presenza,con danni alla salute … femminile, con rinvenimenti offensivi alla mia condotta morale,anomali guasti, con sottrazioni documentarie, nonchè spostamento e rimaneggiamento di oggetti; 3) abusi e anomalie riguardo la mia corrispondenza cartacea ed elettronica, ibidem per il servizio di telefonia fissa; 4) interferenza nella mia vita privata; 5) rifiuto (omissione) di servizio presso pronto soccorso; 6) adulterazione e/o contraffazione di sostanze alimentari a casa e di bevande presso esercizi pubblici; 7) ininterrotta attività persecutoria e diffamatoria; 8) limitazione della mia sicurezza; 9) terrorismo psicologico; 10) isolamento sociale; 11) costrittività ambientale.
Particolarmente gli ultimi cinque volgono a un intento intimidatorio e dissuasivo contro ogni mia iniziativa a tutela dei miei diritti lesi con gli unici strumenti civili, che conosco, ovvero diffide e denuncie.
 
Esiti delle violazioni domiciliarie
Numerose violazioni domiciliarie sono avvenute con danni rilevanti, descritti e documentati, come sempre, trattasi di sottrazioni di documenti anche medici, vecchissime dichiarazioni di redditi e documentazione fiscale/contributiva Inps, in regime di lavoratrice dipendente, nonchè di denaro; danni all’impianto hi-fi, al telefono, alla segreteria telefonica. Ma il maggiore danno ha riguardato la cucina e l’impianto a gas, che  pur essendo stato riparato più volte da ditte specializzate rilascianti adeguata certificazione di esecuzione dei lavori in conformità della vigente normativa, è stato sempre danneggiato fino alla chiusura da parte di A2a, per motivi di sicurezza, Si precisa, che tale disagio è stato sempre riportato in ogni mia denuncia, con una dettagliata ricostruzione. Da ciò ne consegue, che a tutt’oggi per l’igiene personale e la cottura dei cibi mi avvalgo di un fornellino da campeggi, comportandomi enormi difficoltà, riferite al mio stato di handicap chiaramente rilevato in perizia medico-legale.  Ancora in riferimento alle numerose violazioni domiciliarie subìte, dileggiando i miei valori, iho rinvenuto quale sgradevole sorpresa delle fotocopie di dubbia etica con una scelta antologica di brani della letteratura, cheleggendo, anche svogliatamente, pervengono allala risultante dell’insulto: suore-meretrici, fatue velleità culturali, colto-idiota; inedia-esibizionismo (evidenti riferimenti di ingiurie ad attività di prostituzione!). Ciò fa il paio con i disegni presenti apparsi all’ingresso condominiale raffiguranti l’ubicazione del mio appartamento, cioè A12; un grasso maiale trafitto da una freccia; un fiore con sfumatura; una silhouette femminile, con il capo cinto da una corona e dalla scritta “drug”.
Inoltre menziono, in riferimento ai miei risvegli mattutini, varie sorprese in casa. Associare le ripetute violazioni domiciliarie anche notturne, le ingiurie, le calunnie e le diffamazioni lesive della mia integrità morale, compresi i disegni oscenamente offensivi all’ingresso condominiale, i disturbi ginecologici alla probabile fraudolenta somministrazione delle sostanze stordenti, riferite più avanti, mi ha richiesto tempo, dato lo shock traumatico causato dall’incalzare degli eventi. Purtroppo un’accurata elaborazione richiede spazio e concentrazione, eppure ciò nonostante il tutto è stato da me documentato, riferito e ribadito in tutte le denunce depositate.
Tutt’altro che rari sono stati i miei risvegli mattutini improvvisi, altre volte, invece, difficilissimi con torpore diffuso, colta da un acuto stato di malesseri; strani indolenzimenti “femminili”, muscolari ed osteoarticolari. Nonostante cure e terapie appropriate, concomitanti alle violazioni domiciliarie erano i perduranti disturbi femminili, che decorrevano inesorabilmente e risulteranno difficili da eradicare  i cui esiti diagnostici sono stati riprodotti in allegazione alle denuncie, ivi comprese le relazioni del mio medico di base e successivamente riportate dal mio perito medico legale nella sua sopramenzionata relazione. Cosa sia accaduto durante le ore notturne, non lo so, patendo una pressocchè totale amnesia. Da  ricerche compiute si evince l’esistenza di droghe inabilitanti la coscienza, la volontà e la memoria, riducenti la vittima a un totale stato di passività finalizzata all’accondiscendenza forzata della vittima, tutte peculiarità indispensabili a garantire l’impunità e il non riconoscimeno dei rei … Il sito web è Favis, droghe delle sette, di cui riporto il link:http://www.favis.org/favis2/le-droghe-nelle-sette.html
Contestualmente ho subìto ingiurie gravi, di cui ne riporto alcune al termine del presente testo.

Segnalazioni ad Aler
Sempre per iscritto e dal mese di marzo 2009, a mezzo fax e/o lettera raccomandata chiedevo ad Aler l’adozione di un sistema di video sorveglianza e di monitoraggio, onde individuare gli esecutori dei crimini a mio danno, previa debita documentazione degli accadimenti incorsi. Di fatto nessuna operatività veniva avviata, subendo, di contro, atteggiamenti sfottenti e, ancora peggio, ridanciani anche da parte del personale stesso, come riferito in tutte le denunce menzionanti i contatti e i tentativi presso Aler.
 
Settore Handicap del Comune di Milano, Coordinamento nuclei distrettuali disabili
Neanche dal suddetto ufficio, attraverso l’assistente sociale di riferimento, sig.a P. ottenevo alcun esito, anzi al contrario: dopo pochi mesi il servizio di assistenza domiciliare da me fruito veniva interrotto bruscamente, ne seguiva una debita contestazione da parte dell’avv. O., a mezzo lettera racc. del 12/10/2009, mai riscontrata. Più diffusamente è riportato nella mia denuncia del 2010.

Condizioni di salute
Concomitanti agli eventi tutt’altro che infrequenti sono stati i miei ricorsi all’intervento della guardia medica e del pronto soccorso, come debitamente documentato e trascritto in ogni denuncia con i relativi aggiornamenti, nonchè riferito ulteriormente in perizia medico-legale, dalla quale si evince il seguente passaggio:”una tale concentrazione di serissimi problemi di salute, tutt’oggi perduranti e affatto risolvibili costituiscono una rilevante e considerevole eccezione nel curriculum della paziente; non è superfluo rimarcare inoltre, che si aggiungono a cronici e ingravescenti disfunzioni osteoarticolari”.
Infatti, la perizia medico-legale redatta in data 22/5/2014 distingue nettamente il mio stato di salute ante e post gli eventi traumatici, ciò è di fondamentale importanza; descrive dettagliatamente le patologie sopraggiunte concomitanti agli eventi in corso ivi incluse ovviamente le aggressioni subìte, con l’indispensabile supporto degli esiti da indagini strumentali, di relazioni fisiatriche e ortopediche; di certificazioni redatte dal medico curante; della terapia farmacologica seguita e delle spese sostenute. Particolare attenzione è altresì riservata ai disturbi femminili, agli inquietanti risvegli mattutini con annesse sorprese rinvenute in casa, oltre ad altre rinvenute al mio rientro; alle anomale acutissime tendiniti tutt’oggi perduranti; alle intossicazioni fraudolente subìte da sostanze stupefacenti verosimilmente;  alla tachicardia parossistica sopraggiunta, così come all’ipotensione cronicizzata; alle fibromiagie diffuse; alla poliartralgia ed altro di seguito meglio specificato nella suddetta relazione.
Come se ciò non bastasse, da ben sei anni devo limitare le mie uscite utili per seguire cicli di terapie fisiatriche, peraltro a me necessitanti stante le mie condizioni di salute. Della preesistente situazione di salute l’A.G. ne è già a conoscenza, attraverso la denuncia del 30/8/2008; del 16/11/2009, nonchè del peggioramento fisico a seguito degli eventi in itinere come da ulteriori allegati documentari riprodotti alle stesse; altra querela-integrazione presentata in data 22/10/2010 con dossier medico all. 229; lo stesso valga per le successive querele-integrazioni del 14/4/2011, del 23/11/2012, del 28/2/2013, del 17/4/2013, 16/6/2014 e 23/7/2014.
 
Altre ripercussioni subìte
Va annoverato principalmente l’isolamento sociale. Inoltre conseguentemente agli eventi criminosi il mio livello di guardia è altissimo e ad ampio spettro, tutte le mie energie sono state assorbite dagli eventi in corso: la mia vita relazionale, le mie abitudini quotidiane, i miei interessi culturali sono trascuratissimi, dato che devo anteporre l’emergenza in questione. Ma soprattutto il mio stato di salute ne sta risentendo in modo immane.

Considerazioni finali
E’ grave il comportamento di chi avvalendosi di una posizione professionale di autorità ordisca una trama delittuosa a danno di una cittadina perbene, il cui difetto è reclamare l’applicazione della tutela dei propri diritti offesi e che di contro subisce il ribaltamento netto a suo danno, attraverso il compimento di eventi nocivi ad ampissimo spettro ed invasivi ogni aspetto della vita altrui, con un’efficienza da organizzazione paramilitare applicata impropriamente alla più vile criminalità, per effetto teoricamente non escludibile da scambi di favori da crediti millantati. E che inoltre, in funzione del suo ruolo e dei suoi spropositati mezzi, abbia altresì coinvolto ed assicurato finora l’impunità a corresponsabili ed esecutori, interni ed esterni, i quali, va detto, se colti da sensi di colpa, non inveiscono contro il tale ideatore, bensì si rivoltano contro la vittima: di lui temono la reazione.
Che la persona singola, in taluni contesti privi di alcun freno inibitorio, possa essere considerata “l’elemento variabile” ridotta a puro oggetto della pornografia altrui con il ricorso a sistemi annichilenti l’arbitrio e l’autodeterminazione individuale, è un dato di fatto non escludibile assolutamente a priori, tant’è che ciò può avvenire tanto da parte maschile che da parte femminile, all’insegna della bulimia, dell’orda di crimini collettivamente compiuti, sotto la protezione di facciata della famiglia. Retrive e becere mentalità da presunti impuniti, pur tuttavia, persistono prostituendo credibilità con maschere da subdoli devoti di moralità e religiosità d’accatto: questa è l’ampiezza (?) degli orizzonti esistenziali, culturali, oltre che spirituali di pacchiana marca. Del resto le stesse Sacre Scrittute ne menzionano: “Il cuore dei saggi è in una casa di lutto e il cuore degli stolti in una casa di festa” (cit. Qoelet, Ecclesiaste, La Sacra Bibbia, ed. Cei, 1982) oppure più esplicita è la traduzione edita da Adelphi nel 2001: “Il cuore degli stolti abita in un bordello”, cap. 7, 4.
Troppi sono gli atti ritorsivi e intimidatori scatenati a danno della vittima, nel vano tentativo di condizionarla mentalmente e manipolarle il comportamento, il cui evidente intento è la riduzione al silenzio e all’isolamento sociale, oltre che criminalizzarla, ribaltando i ruoli. A tale ambito annichilente pertengono proprio le ingiurie, le calunnie e le diffamazioni, come se la prova della propria verità ed innocenza fosse la delegittimazione altrui, semmai è vero il contrario, occorrerebbe sempre porsi il quesito: “qual è l’interesse del calunniatore”, “che la tale o il tale stia forse tentando di tutelare se stessa/o”. La/il criminale confida nell’efficacia manipolatoria della sua diffamazione in ordine a un presunto ed errato parterre a suo favore per proprio calcolo opportunistico a sua discolpa.
Non ho tv, detestabile nè è l’uso improprio, l’immondezzaio esibizionistico lo lascio ad altri, a chi meno è e più si mostra: ugualmente chi non ha niente da dire, non è capace di fare silenzio o forse …si: diffamare ulteriormente. Una diceria, calunniosa o meno o anche peggio si diffonde con tanto maggiore rapidità quanto più incontra bestiali istinti diffusi come un’aspettativa bulimica, senza identità morale nè sessuale. Uomini contro donne, ma anche donne contro donne, in una perversissima spirale antagonista, senza esito per la persecutrice e il persecutore. La diffamazione è come il potere mediatico, perchè esige la spettacolarizzazione e il suo eccesso, occulta i crimini di alcuni e crea l’artefizio dell’immondo mostro qual non è la vittima, persona integerrima moralmente. Anche questo è pornografia, ad uso di coloro le quali e i quali in assenza di vita propria ricorrono a distruggere l’indiscussa probità altrui. Del resto gli scandali sessuali sono montati da chi è privo di ogni ambizione di esemplarità morale forse anche istituzionale. A tale attività mistificatoria screditante la persona-bersaglio, si tenta talvolta la carta della pazzia, supportata da motivazioni fallaci e facilmente smontabili, attivando il solito canale preferenziale del “mi manda Picone”, talvolta con l’uso di personaggi corruttibili e compiacenti. Per meccanismi oscuri e perversi tale ulteriore offesa è a volte recepita dai vari supporters, compreso qualche Centro psico-sociale, salvo poi a un tentativo di psichiatrizzazione seguire la denuncia per diffamazione da parte della persona offesa: è forse già successo?
Tali soggetti vivono soltanto in contrapposizione al prossimo considerato estraneo, usano la prevaricazione e la sopraffazione secondo un criterio sistematico, aduso tipico dei sadici. Ma questo non basta loro, vogliono privarlo della sua identità e della sua rettitudine, riversando il fango che a loro stessi esubera; vogliono privarlo del valore migliore della vita, che loro stessi ignorano riversi come sono alle piccinerie, agli infantilismi, alle meschinità e ai crimini turpi; il loro obiettivo è l’annientamento altrui come prova della loro esistenza, se tale può definirsi una vita sprecata all’insegna del sadismo e della persecuzione. Vivono come animali da branco, che continuamente devono braccare chiunque capiti loro sotto tiro, meglio se con determinati requisiti atti a garantire l’impunità, secondo la loro mentalità ristretta, ammesso che comunque ne abbiano una.
Da troppi anni si rileva il deterioramento di ogni etica, l’erosione del concetto di rispetto e del riconoscimento del prossimo come proprio pari: il chiaro riferimento è rivolto alla crescente misoginia, che riguarda anche le donne medesime l’una contro l’altra, secondo criteri dettati da pregiudizi, che parevano morti e sepolti alla fine degli anni settanta. Invece …. invece rieccoli ridestati come l’idra di Lerna, più feroci che mai. Questa non è la sede adatta all’analisi del tal fenomeno spaventoso, nondimeno alcune convinzioni pertinenti urgono di essere dette e scritte, la cui principale è relativa alla dicotomia tra femminilità e spettacolarizzazione, ancor di più se la femminilità è quella di un soggetto comunemente definito handicappato.
Se molto è il vissuto della donna handicappata, scarsa o nulla è la considerazione usata riguardo la sua fisicità, esperita a senso unico purtroppo proprio dalle patologie più o meno palesi, dalle malattie, dagli esami medici di routine, ect. In altre parole si tratta di una fisicità vissuta spesso soltanto con la sintassi della sofferenza, a cui di pari passo si costruisce e si evolve il senso della sacralità inviolabile del proprio organismo, la cui base principale è costituita proprio dall’indispensabile pudore. La presenza di una malattia viene compensata dalla valorizzazione di altri pregi morali, culturali e spirituali, non costituenti nè merce di scambio, nè baratto corrente. Raramente si conosce l’altro livello, mi riferisco a quello della maternità ed alla possibilità di una famiglia propria, che potenzialmente potrebbero risanare gli altri limiti esistenti. Se ciò non avviene, non è conseguenza di una propria scelta, al contrario è l’esito della discriminazione sociale, machista, condivisa dalle concittadine di genere, che se maritate anche a una nullità, a torto intendono assurgere a un elevato rango sociale, con buona pace dei contenuti morali, ma vanno persino oltre, al ribasso. Ritengono la fisicità della donna handicappata al pari della terra di nessuno, insomma una vera e propria zona franca da regole, dove tutto può essere ordito per variegare il ménage coniugale, parentale, amicale e via di seguito, anche di gruppo, scambiando, diffondendo anche via web e lucrando dai filmati pornografici. A danno della persona-bersaglio predestinato.
Redarre la presente denuncia pubblica finalizzata anche all’acquisizione di maggiori elementi utili all’investigazione giudiziaria mi ha comportato immane sacrificio relativamente all’anonimato e alla riservatezza, come assunti comportamentali di un’intera vita affatto improntato nè all’esibizionismo, nè al chiacchericcio vacuo e fatuo, men che mai al vittimismo. A tutt’altro si può improntare la propria esistenza cioè a coltivare le capacità volte all’affermazione tanto professionale che sociale. Del resto a difesa del proprio pudore non è dignitoso esporre deficit, fossero specialmente quelli fisici. Ma se altri strumentalizzano lo stato di portatrice di handicap fisici, ritenendo a torto che tale condizione sia sinonimo di handicap mentale e/o anche considerarsi un essere inferiore privo di moralità e status sociale o di altro, e in funzione di tale convinzione usare il discrimine mirato al compimento di reati in uno stato di presunta impunibilità, sono in errore. Ma c’è di più: loro stessi dimostrano di non essere degni del diritto di cittadinanza di un consorzio civile, sono proprio loro gli inferiori da perseguire a causa dei reati compiuti.
 Aggiornata al 28/2/2015
 
 
 
Ingiurie subìte:
1) Che ne so se mi fotografano con le abitudini che hanno qua dentro e riprendono abusi sessuali che simulano”, ingiuria rivoltami dall’addetto alle pulizia, in dipendenza da Aler, amministratore del condominio, quale riscontro a una mia richiesta compiuta riguardo i rifiuti nella coorte condominiali;
2) improperie a volte velate altre meno da parte di T.“Lei si è fatta tutte le caserme” detta da G.A.; “libertà per una donna sola di ricevere chi si vuole….anche le puttane vanno salutate”, dette da A.S.N;
3) Put…., te la farò pagare anche a costo di andare in galera, pazza, figlia di bastardi”, “ brutta troia, puttana, bastarda”, “deficiente, zoc…, cretina“: tali ingiurie mi furono profferite la prima da G. A., la seconda da C., la terza dal figlio di A., come riferito nella denuncia del 18/8/2008. “
4) Put…., fitusa” profferiti dal figlio di A. sottolineati da una volgare gesticolazione ripetuta, consistente nel simulare una circonferenza, unendo indici con i pollici di entrambe le mani, tenendo a pugno chiuso il resto delle dita, come riportato in integrazione del 30/8/2008. Minaccie e danneggiamenti sono anch’essi descritti nella suddetta denuncia, oltre che nell’integrazione s.m.
5) Vac…”,“M., questa ieri ne ha ricevuti cinque”: queste espressioni venivano usate da A., come riportato nella denuncia del 16/11/2009. Sempre A. guardava con morbosa animalità e insistenza, ghignando; al mio invito di volgere lo sguardo in basso, la A. rispondeva “ti devi nascondere, con quello che hai fatto”. Altra grave ingiuria circa uso di sostanze stupefacenti, rivoltami da A. Illazione identica accompagnata da sollazzo generale.
6) Comportamenti ed espressioni a me lesive usate da T., che sicuramente …sa.
7) comportamento molesto da parte di G.P.
8) Altre ingiurie accompagnate da comportamenti terroristici, mi erano rivolte da F.R. Attenzioni non gradite (sguardi insistenti) dal personale di una ditta presente nello stabile.
9) Atteggiamento non gradito da parte di personale dell’amministratore condominiale.
10) Tutt’altro che rari i “convegni” con personaggi assidui nel 2009, da me riconosciuti: tale movimento continuo, soprattutto serale, talvolta a notte fonda, mi procurava apprensione. Ancora oggi, incessantemente dall’appartamento di A./C. giungono ingiurie indirette “ma sta buttana picchi un sinni va in Palemmu (questa p. perché non se ne va a Palermo), “deficiente, handicappata, disoccupata, troia, malata di mente, non la cerco nessuno, perché non si trova un maschio?….”
11) Due episodi di massimo volume dell’audio della televisione, dialoghi pornografici, provenieniente dai piani superiori al mio appartamento.
12) Grave allusione, a una mia presunta scostumatezza nota a tutti, mi veniva rivolta da un titolare di un negozio di ferramenta presente in zona.
13) Inoltre subìvo due aggressioni. In data 31/7/2010, nella coorte condominiale, G.P. avanzava minacciosamente contro di me, per farmi indietreggiare, tentando di avvicinare la sua faccia alla mia, urlandomi. Non era solo, fra gli altri accorreva A.a unirsi alle ingiurie e al comportamento identico, assieme a una decina di persone. Tutti gli altri assistevano impavidi, come a uno spettacolo. Lo stesso mi strattonava pesantemente fino a farmi male alla spalla sinistra, tanto da dovere ricorrere al P.S.: l’episodio è riportato in denuncia,con relativa documentazione medica, nonché ripreso in perizia medico-legale.
14) In data 14/1/2011 subìvo altra aggressione, stavolta da G.D.A.. Ero in attesa dell’ascensore, quando la tal vicina mi colpiva alla nuca e alle spalle, strattonandomi e profferendo ingiurie, come riportato in denuncia, unitamente alla descrizione delle cure mediche a cui mi sottoposi.
 

lo SPORTELLO d’ASCOLTO ANTIPSICHIATRICO è APERTO MARTEDì 24 FEBBRAIO

  • February 18, 2015 9:17 am

lo SPORTELLO d’ASCOLTO ANTIPSICHIATRICO  a FEBBRAIO CI SARA’ anche  MARTEDì 24 .

il prossimo appuntamento è:

MARTEDI’ 24 FEBBRAIO 2015
in via San Lorenzo 38 a Pisa
dalle ore 15:30 alle 18:30

sarà presente la dottoressa Chiara Uderzo,
medico neurologo nutrizionista.

per chiunque abbia bisogno di informazioni e/o consigli medici sugli psicofarmaci, i TSO e sulla psichiatria in generale.

Siamo aperti il 2° e 4° MARTEDI’ di OGNI MESE dalle 15:30 alle 18:30.

per info e contatti:
Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud
via San Lorenzo 38 56100 Pisa
antipsichiatriapisa@inventati.org
www.artaudpisa.noblogs.org / 335 7002669

MARTEDI’ 17 FEBBRAIO: Laboratorio di MusicArteTerapia nella Globalità dei Linguaggi

  • February 13, 2015 10:42 am

Laboratorio espressivo di MusicArterapia nella Globalità dei Linguaggi
con Lisa Doveri MusicArterapeuta nella GdL

martedì 17 febbraio ore 17
presso lo spazio di documentazione del

Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud
via san Lorenzo 38 a Pisa

per info:

3331104379/ 3357002669

antipsichiatriapisa@inventati.org

www.artaudpisa.noblogs.org

 

FIRENZE SABATO 14 FEBBRAIO: presentazione di “ELETTROSHOCK” c/o “il Giardino dei Ciliegi”

  • February 7, 2015 11:57 am

FIRENZE Sabato 14 febbraio ore 17,30

al Centro Ideazione Donna “Il Giardino dei Ciliegi” 

in via dell’Agnolo 5

Parliamo di elettroshock a partire dal libro:

ELETTROSHOCK, la storia delle terapie elettroconvulsive e i racconti di chi le ha vissute
a cura del Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud di Pisa
(ed. Sensibili alle Foglie 2014)

Introduce Alessandra Vannoni

Partecipano:

Alberta Bigagli, poeta, presidente dell’Ass.ne ABBI Psicologia e parola poetica,
collaboratrice dell’Ospedale Psichiatrico di S. Salvi
Niccolò Trevisan, psichiatra
Federica Russo, Associazione per una Fondazione per una memoria viva di S. Salvi Carmelo Pellicanò

MARTEDI’ 10 FEBBRAIO è APERTO lo SPORTELLO d’ASCOLTO ANTIPSICHIATRICO

  • February 6, 2015 9:55 am

lo SPORTELLO d’ASCOLTO ANTIPSICHIATRICO è APERTO a FEBBRAIO:

il prossimo appuntamento è:

MARTEDI’ 10 FEBBRAIO 2015
in via San Lorenzo 38 a Pisa
dalle ore 15:30 all3 18:30

sarà presente la dottoressa Chiara Uderzo,
medico neurologo nutrizionista.

per chiunque abbia bisogno di informazioni e/o consigli medici sugli psicofarmaci,
i TSO e sulla psichiatria in generale.

Siamo aperti il 2° e 4° MARTEDI’ di OGNI MESE dalle 15:30 alle 18:30.

per info e contatti:
Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud
via San Lorenzo 38 56100 Pisa
antipsichiatriapisa@inventati.org
www.artaudpisa.noblogs.org / 335 7002669

VOLTERRA: SAB 7 FEBBRAIO: presentazione di “ELETTROSHOCK” c/o Spazio Libertario Pietro Gori

  • February 2, 2015 10:55 am

volterra okVOLTERRA SABATO 7 FEBBRAIO
c/o Spazio Libertario Pietro Gori
Via Don Minzoni, 58

presentazione di

“ELETTROSHOCK”
La storia delle terapie elettroconvulsive e i racconti di chi le ha vissute.”

a cura del Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud
Edizioni Sensibili Alle Foglie.

per info:
antipsichiatriapisa@inventati.org
www.artaudpisa.noblogs.org

LIBERI DALL’ERGASTOLO!!

  • February 2, 2015 10:47 am

logo liberi dall'ergastolocome Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud

abbiamo adottato il logo di LIBERI DALL’ ERGASTOLO

https://liberidallergastolo.wordpress.com/