SABATO 4 FEBBRAIO presentazione di “MALAPOLIZIA”

  • January 25, 2012 2:15 pm

SABATO 4 FEBBRAIO 2012
in via della pergola Pisa ore 18

OCCUPY PISA
COLLETTIVO ANTIPSICHIATRICO ANTONIN ARTAUD
ZONE DEL SILENZIO
presentano con l’autore
A.CHIARELLI il libro:

“MALAPOLIZIA”

un’inchiesta-verità sulle morti non chiarite
che svela tutti i retroscena degli abusi di potere
commessi dalle forze dell’ordine.

LINK INTERVISTA RADIO ONDA ROSSA sulla STORIA di G.B.

  • December 30, 2011 11:24 am

link ad intervista fatta su radio Onda Rossa di Roma
in merito alla situazione di G.B.

http://www.archive.org/download/111219pisaantipsichiatria/111219pisaantipsichiat…

http://www.ondarossa.info/

la storia di G. comunicato stampa: CHIEDI DIRITTI TI DANNO PSICHIATRIA!

  • December 18, 2011 2:49 pm

Chiedi diritti ti danno psichiatria!

G.B. è un ragazzo di 35 anni, vive a Pisa, i problemi che lo affliggono sono gli stessi che affliggono troppi ormai: anni di precariato alle spalle, poi un lavoro part-time a tempo determinato ed una causa per mobing in corso.
Su di lui grava una vecchia diagnosi psichiatrica risalente al 2006 anno in cui per la prima volta veniva ricoverato con la forza in seguito a degli attacchi di ansia seguiti alla morte del padre ed alla conseguente fine dell’attività lavorativa paterna nella quale lavorava.

Da allora inizia il suo calvario, invece di aiutarlo le istituzioni preposte gli rendono la vita ancora più difficile. I pregiudizi che diagnosi di questo tipo si portano appresso rendono ancora più difficile, quasi impossibile, trovare lavoro, ma G. essendo in grande difficoltà accetta di farsi inserire nelle categorie protette del lavoro. Questo fatto gli permette però di lavorare solo part-time e non arriva lo stesso a fine mese, dovendo pagare minimo 300 euro di affitto. A questo punto G. fa richiesta di alloggio popolare e si rivolge ai sevizi di assistenza sociale per avere un sostegno. La soluzione che gli viene fornita è il ricovero in una struttura residenziale psichiatrica e la nomina di un amministratore di sostegno. Una soluzione questa che avrebbe comportato lo sradicamento dalla sua vita sociale, l’imposizione di ritmi di vita controllati dalla struttura e l’amministrazione da parte di una terza persona del suo denaro, in poche parole la perdita di ogni autonomia e dignità. Per non vedersi costretto ad accettare la proposta indecente dei servizi sociale G. decide di occupare un appartamento abbandonato dove nel frattempo stabilirsi in attesa di un alloggio popolare; questo avveniva circa tre-quattro mesi fa.

Come se non bastasse a tutti questi problemi se ne somma un altro ancora: la necessità di un’operazione chirurgica, che non può essere ulteriormente rimandata e che richiede mesi e mesi di convalescenza, una convalescenza che di certo non può essere affrontata in mezzo alla strada.

Scoraggiato, vedendosi negare il diritto alla casa, il diritto al lavoro e il diritto alla salute si è rivolto nuovamente alla psichiatria: si è ingenuamente recato al CIM, il centro territoriale di igiene mentale, per chiedere allo psichiatra che lo segue da anni che gli venisse riconosciuta la sua sanità mentale; con la speranza di potersi liberare una volta per tutte dallo stigma psichiatrico e di poter far andare la propria vita in una nuova direzione. G. non sapeva che in psichiatria la guarigione non è contemplata.
Dopo il colloquio, una volta rientrato a casa, si è ritrovato circondato da un folto drappello di persone che gli intimavano di dover andare con loro in psichiatria. Al nostro arrivo abbiamo trovato quattro poliziotti municipali, otto vigili del fuoco, due operatori della croce rossa, due funzionari dell’ASL e lo psichiatra che ha ordinato il TSO. Questi ultimi, rimasti tutto il tempo in disparte, inizialmente non avevano ancora l’ordinanza che permetteva loro di privare della libertà a G. e quindi c’è stato il tempo di fare una mediazione e di spiegare ai poliziotti ed ai vigili cosa era successo prima di quel momento dato che non conoscevano G. e non sapevano assolutamente niente di lui . Una volta arrivata l’ordinanza, quando i vigili stavano per sfondare la porta, abbiamo convinto Gianluca a scendere e mostrare ai presenti che era tranquillo e che la sua agitazione era dovuta non ad un delirio ma al fatto che era andato gentilmente a chiedere diritti e gli è stato imposto un TSO. Il suo errore è stato quello di aver riferito allo psichiatra di sentirsi bene e di non prendere più i farmaci da almeno due anni. La mediazione che ha convinto G. a uscire di casa consisteva nell’impegno di poliziotti e vigili a non mettergli per nessun motivo le mani addosso, cosa che G. temeva, e che sarebbe andato autonomamente con la macchina di un amico all’ospedale S. Chiara di Pisa.

Tutto questo per scongiurare il TSO, convinto di poter ancora spiegare la sua situazione e non essere medicalizzato; ma così non è stato.
Il trattamento sanitario obbligatorio che costringe la persona a rimanere in ospedale e ad essere curate con psicofarmaci anche contro la propria volontà viene usato per medicalizzare e trattare come malate le persone che vivono un disaggio, qualunque esso sia, anche quando la causa di questo è chiaro a tutti e riguarda il lavoro e la casa. Si può concludere dicendo che il TSO spacciato come superamento dell’internamento in manicomio è solo propaganda e l’apparato di garanzie e di tutele messe in campo dalla legge 180 sono di fatto puramente teoriche e di facciata. Il sindaco che dovrebbe essere il primo garante contro gli abusi si limita a ratificare le richieste di TSO operate dagli psichiatri del CIM ed il giudice tutelare che dovrebbe sorvegliare si limita a verificarne la correttezza formale del procedimento, senza tenere conto della dinamica reale dei fatti.

Come collettivo antipsichiatrico, che da anni contrasta gli abusi e le pratiche psichiatriche, denunciamo il trattamento sanitario obbligatorio subito da G.B. come un atto ingiustificato, spropositato e dannoso, come un vero e proprio abuso di potere che ha lo scopo di cambiare discorso, di spostare l’attenzione dai motivi reali del disaggio di G., casa e lavoro, e ridurli a scompensi celebrali per rilevare i quali non esistono analisi da laboratorio, ma solo ed esclusivamente il giudizio di uno psichiatra.

Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud – Pisa

antipsichiatriapisa@inventati.org

www.artaudpisa.noblogs.org 335 7002669

 

INIZIATIVA ANTIPSICHIATRICA A Teatro Officina Refugio di LIVORNO

  • December 8, 2011 2:02 pm

DOMENICA 11 DICEMBRE 2011
c/o il TEATRO OFFICINA REFUGIO
scali del refugio 8 LIVORNO

dalle 18:30
NUOCE GRAVEMENTE ALLA SALUTE

MOSTRA di scritti e foto sulle istituzioni totali
(CARCERI-CIE-OPG-PSICHIATRIA) e le vittime di Stato

PRESENTAZIONE MOSTRA a cura del
COLLETTIVO ANTIPSICHIATRICO ANTONIN ARTAUD -Pisa

a seguire

INVENTORI DI MALATTIE
documentario sulle speculazioni farmaceutiche
a cura di I.Cambi, N.Dentico, F.Nava

articolo on line su incontro antipsichiatrico in 2 scuole superiori fiorentine

  • November 29, 2011 8:53 pm

http://www.stamptoscana.it/lista-articoli/societa

Psichiatria; il collettivo antipsichiatrico Antonin Artaud
interviene al dibattito al forum del Machiavelli-Capponi.
(2 scuole superiori di Firenze)

Il Collettivo antipsichiatrico Antonin Artaud di Pisa solleva un dibattito serrato sulla funzione della psichiatria: storie raccolte dai volontari sul campo, informazioni e tipologia dei farmaci utilizzati. Toccato anche il nodo dell’uso, tuttora vigente, dell’elettroshock

Psichiatria, dibattito al forum del Machiavelli-Capponi Firenze – Un dibattito sulla psichiatria, sul suo significato, evoluzione, sulla sua stessa ragion d’essere si è tenuto mercoledì 23 e sabato 26 novembre al liceo classico Machiavelli e al liceo linguistico Capponi nell’ambito dei 4 giorni di Forum organizzato dagli studenti.
Il collettivo antipsichiatrico di Pisa Antonin Artaud, associazione che da anni si batte contro la visione di una psichiatria ridotta a controllo sociale e mezzo di contenzione piuttosto che di cura, ha esposto brevemente le motivazioni che hanno indotto i suoi componenti a lavorare in team, delienando i due campi di azione su cui incentrano la loro attività: ascolto e difesa delle persone psichiatrizzate che si rivolgono all’associazione per chiedere aiuto, e ricerca e informazione sui farmaci utilizzati in psichiatria.
Infine il dibattito si è fatto serrato, in particolare quando sono state raccontate storie vissute sul campo dai volontari. In discussione, molti pregiudizi legati alle patologie mentali, alle istituzioni preposte a curarle (diffuso ad esempio il pregiudizio che chi viene “psichiatrizzato” sia ormai al di fuori di qualsiasi aiuto sociale, come se perdesse una parte di umanità). Da rilevare anche la spiccata paura e il disagio che solleva la malattia psichiatrica nella cosidetta “normalità”.
Un confronto proficuo anche a detta dei volontari, che hanno corretto alcune lacune informative circa il mondo della psichiatria. Come la pratica dell’elettroshock, da molti erroneamente ritenuta obsoleta e caduta in disuso, mentre viene ancora utilizzata nelle strutture “con finalità – ricordano i volontari – sostanzialmente punitive e legate a un business preciso che ne sostiene l’uso”.
Stefania Valbonesi

FIRENZE: STORIE DI SFRATTI E VIOLENZE IMPUNITE!

  • November 16, 2011 8:35 pm

sotto il link ad intervista fatta al collettivo antipsichiatrico antonin artaud sulla storia della malika e sulla battaglia del collettivo antipsichiatrico.

http://amisnet.org/agenzia/2011/11/09/firenze-storie-di-sfratti-e-violenze-impunite/

Firenze: storie di sfratti e violenze impunite

Nella giornata di mercoledì 12 ottobre abbiamo appreso dai legali di Malika Yacout che il medico legale e l’ufficiale Giudiziario imputati di “violenza privata” e “lesioni personali in concorso di reato”
NON SONO STATI RINVIATI A GIUDIZIO, questa è la decisione del Giudice dell’Udienza Preliminare, quindi il caso è chiuso,  e il procedimento archiviato.

Non è successo niente!!

Solo oggi dopo 6 anni, Malika ha ottenuto la dichiarazione di Ballerini (psichiatra, all’epoca primario di S:M:Nuova, ma che non era presente al momento del TSO)
il quale afferma che Malika non è e non era affetta da nessuna patologia psichiatrica.
Dichiarazione fondamentale che nessun giudice e nessun avvocato ha mai preso in considerazione.

Insieme a Malika e al suo avvocato è stato deciso di fare ricorso in appello per riaprire il caso e, qualora si chiudessero tutti i gradi di giudizio, faremo anche ricorso alla corte di giustizia europea.

Intanto in questi giorni è stato informato il consolato del Marocco, che avrebbe il dovere di prendere posizione.

le donne del Movimento di Lotta per la Casa e il collettivo antipsichiatrico Antonin Artaud continueranno la comune battaglia per richiedere VERITA’ E GIUSTIZIA sul quel terrificante episodio.

Le donne del movimento di lotta per la Casa di Firenze
Il collettivo antipsichiatrico Antonin Artaud di Pisa

LA STORIA DI MALIKA: NOI NON ARCHIVIAMO!!

  • October 31, 2011 7:28 pm


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sabato 12 novembre presidio 10.30 Piazza San Firenze
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a seguire conferenza stampa alle ore 11.30.


NON E’ SUCCESSO NIENTE…

Nella giornata di mercoledì 12 ottobre abbiamo appreso dai legali di Malika Yacout che il medico legale e l’ufficiale Giudiziario imputati di “violenza privata” e “lesioni personali in concorso di reato” NON SONO STATI RINVIATI A GIUDIZIO, questa è la decisione del Giudice dell’Udienza Preliminare, quindi il caso è chiuso, e il procedimento archiviato…

Non è successo niente…


Il giorno dello sfratto il 3 dicembre del 2004, Malika (cittadina italiana e marocchina) era in avanzato stato di gravidanza (al sesto mese), viene bloccata, strattonata e gettata per terra da cinque uomini, e mentre la tengono ferma, le vengono praticate due iniezioni pesantissime per sedarla, si saprà, diversi giorni dopo, che i farmaci in questione sono due neurolettici, Largactil e Farganese. Questi farmaci possono avere, come sottolineato anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità effetti dannosi sul feto in qualsiasi periodo della gravidanza.
La donna viene accompagnata al reparto di Psichiatria di S.M.NUOVA con un TSO, mai convalidato da nessuno…eppure il Trattamento Sanitario Obbligatorio le è stato APPLICATO…

Oltre al danno la beffa! Infatti questa settimana Malika ha avuto, dopo 6 anni, la dichiarazione di Ballerini (psichiatra, all’epoca primario di S:M:Nuova, ma che non era presente al momento del TSO) che Malika non è e non era affetta da nessuna patologia psichiatrica. Dichiarazione fondamentale che nessun giudice e nessun avvocato ha mai preso in considerazione.

Insomma, una serie di abusi che vanno dal sequestro di Persona alle minacce, dalla violenza privata all’abuso d’ufficio, alle lesioni (quelle provocate alla figlia che oggi ha 6 anni) ma secondo il Giudice non è successo niente.
Insieme a Malika e al suo avvocato è stato deciso di fare ricorso in appello per riaprire il caso e, qualora si chiudessero tutti i gradi di giudizio, faremo anche ricorso alla corte di giustizia europea.
Intanto in questi giorni è stato informato il consolato del Marocco, che avrebbe il dovere di prendere posizione.

le donne del Movimento di Lotta per la Casa e il collettivo antipsichiatrico Antonin Artaud continueranno la comune battaglia per richiedere VERITA’ E GIUSTIZIA sul quel BARBARO episodio.

Le donne del movimento di lotta per la Casa di Firenze

Il collettivo antipsichiatrico Antonin Artaud di Pisa

 

domani sab 29/10 al csa next emerson di firenze: presentazione di “il carcere manicomio”

  • October 28, 2011 12:23 pm

sabato 29 ottobre al
CSA nEXt EMERSON
in via bellagio a castello FIRENZE

ore 19 – 21: apericena
ore 21.30 presentazione del libro “Il carcere manicomio”
di Salvatore Verde
con la presenza dell’autore

Questo libro denuncia la proliferazione di nuovi luoghi dell’internamento,
indotta dal precipitare verso la forma carcere/manicomio di quel vasto panorama di istituzioni sociali nate con l’affermarsi dello stato sociale, e che avevano il compito di governare il disagio, la sofferenza, la devianza, la diversità.
Poiché si tratta di una dinamica estesa, diffusa, tendenzialmente prevalente, che dalla prigione e verso la prigione costruisce nuovi saperi e poteri di gestione della crisi sociale contemporanea, bisogna moltiplicare le vigilanze democratiche,
le azioni di tutela, le pratiche di aiuto a tutta quella umanità che è vittima, parafrasando Franco Basaglia, dei “crimini di pace”.

PER INFO:
www.csaexemerson.it
spazialtri@autoproduzioni.net

 

oggi ven 28/11 al Refugio di livorno : Nicola Valentino e Salvatore Verde presentano due libri sul carcere

  • October 28, 2011 12:14 pm

Venerdì 28 ottobre al Refugio di livorno :

Nicola Valentino e Salvatore Verde presentano due libri sul carcere

ore 21,30 – teatrofficina refugio, scali del refugio,8 livorno

TEATROFFICINA REFUGIO + COLLETTIVO ANTIPSICHIATRICO A.ARTAUD + ZONE DEL SILENZIO

presentano
SENSIBILI ALLE FOGLIE
il racconto di un progetto editoriale indipendente

presentazione di “Ergastolo” di Nicola Valentino
presentazione di  ”Il Carcere Manicomio” di Salvatore Verde

saranno presenti gli autori/ ingresso libero
per info: spazialtri@autoproduzioni.net/ spazialtri@autoproduzioni.net

  • October 26, 2011 11:47 am
27_10_2011