corteo a livorno contro i morti di stato !
a Livorno, una manifestazione organizzata da Maria Ciuffi, madre di
Marcello Lonzi morto 7 anni fa nel carcere di Livorno.
Manca ormai poco tempo affinchè questo omicidio possa essere portato a
processo ma la Procura di Livorno, nonostante abbia già prove e
iscritti nel registro degli indagati sta indugiando. Maria Ciuffi ha
convocato a Livorno molti dei parenti delle vittime dello Stato.
Una manifestazione contro le impunità di Stato, gli insabbiamenti, per
chiedere verità e giustizia.
Per ricordare le morti avvenute nelle carceri, nei reparti psichiatrici e
negli opg e nei cie..
noi ci saremo sotto il nostro volantino
collettivo antipsichiatrico a.artaud-pisa
nè in cella nè in reparto..BASTA MORTI DI STATO!!
27 ottobre 2005: muore a Trieste Riccardo Rasman di anni 33 nella sua
abitazione durante l’ esecuzione di un provvedimento di ricovero coatto.
Venne ammanettato con le mani dietro la schiena e gli
furono legate le caviglie con un filo di ferro.
Gli agenti effettuarono su Rasman una prolungata pressione sul dorso e lo
lasciarono nella predetta posizione prona per diversi minuti soffocandolo.
21 giugno
2006: muore a Cagliari in seguito a una tromboembolia venosa Giuseppe
Casu, venditore ambulante ricoverato con un Trattamento Sanitario
Obbligatorio(TSO) nel reparto psichiatrico di Cagliari, dopo essere
rimasto legato mani e piedi al letto per 7 giorni e sedato
farmacologicamente.
28 agosto
2006: muore a Palermo A.S., donna di 63 anni entrata in reparto
psichiatrico il 17 agosto e qui trattenuta per accertamenti; dopo alcuni
giorni di stato comatoso (dal 25 al 27) la donna si sarebbe risvegliata
per morire nella notte tra il 28 e il 29.
26 maggio
2007: muore a Bologna Edmond Idehen, nigeriano di 38 anni; l'uomo si era
sottoposto volontariamente alle cure, ma alla richiesta di poter andare a
casa i medici hanno deciso per il TSO e chiamato la polizia in seguito
alle sue insistenze; le indagini sulla sua morte sono ancora in corso,
la versione
ufficiale parla di una crisi cardiaca avvenuta mentre infermieri e
poliziotti
tentavano di portare l'uomo sul letto di contenzione..
12 giugno
2007: muore a Empoli Roberto Melino, 24 anni, per arresto
cardiocircolatorio; il giovane era entrato il 4 giugno in reparto in
Trattamento Sanitario Volontario (TSV), tramutato dai medici in TSO alla
richiesta di andare a casa;
resta da chiarire se la morte sia avvenuta per cause naturali o in
seguito alla somministrazione di qualche farmaco.
4 agosto 2009: muore Francesco Mastrogiovanni, anni 58, maestro di scuola
elementare ricoverato 4 giorni prima in TSO a Vallo della Lucania.
Durante tutto il suo ricovero fu alimentato solo con soluzioni
fisiologiche, legato al letto per 80 ore in una posizione in cui è
compromessa la normale funzione respiratoria, sedato con farmaci
antipsicotici, senza essere monitorato dal personale. Ai polsi e alle
caviglie recava escoriazioni larghe 4 centimetri.
Queste morti sono soltanto alcune di una lunga lista avvenute all’interno
di reparti psichiatrici.
Decessi in certi casi accaduti in circostanze sospette, le cui cause
rimangono oscure, gravissimi episodi che però non suscitano alcun
interesse nell'opinione pubblica e nei mass-media. Non può che rimanere
il dubbio su queste vicende, vere e proprie morti di Stato sulle quali è
necessario fare
chiarezza.
I reparti psichiatrici come le carceri, gli Ospedali Psichiatrici
Giudiziari, i Centri di Identificazione e di Espulsione sono istituzioni
totali in cui i diritti umani sono costantemente violati, zone d’ ombra
impenetrabili e lontane dagli sguardi della collettività in cui è
possibile commettere ogni sorta di abuso avvalendosi di sicura impunità.
La psichiatria, pseudoscienza priva di comprovate basi scientifiche e ben
inserita nelle dinamiche economiche del profitto, agisce somministrando
farmaci
ed evitando di informare il paziente riguardo la natura, la posologia e
le possibili contro-azioni dei composti chimici somministrati, effetti
collaterali che vengono ignorati o tralasciati dai medici stessi; questi
contro-effetti vanno dai disturbi dell’ attenzione e della memoria alla
confusione mentale, da problemi nel funzionamento di organi a disturbi
neurologici, fino al blocco
cardio-circolatorio e cardio-respiratorio causando quindi la morte.
Costante è il ricatto della psichiatria e spesso impossibile per la
persona il sottrarsi al suo pressante controllo.
Assistiamo giornalmente a TSO totalmente arbitrari, spesso effettuati con
l'uso della violenza, ricoveri volontari che diventano obbligatori nel
momento in cui il paziente chiede di poter tornare a casa.
Sono ancora in uso l’elettroshock e la contenzione fisica, che possono
giungere ad esiti tragici come nel caso di Giuseppe Casu e Francesco
Mastrogiovanni.
La violenza psichiatrica non è limitata all’arco temporale del ricovero
ospedaliero ma vede una sua continuazione anche all’esterno del reparto,
nella vita quotidiana del paziente che sarà stigmatizzato per sempre
come “malato mentale”, “pazzo”, persona da normalizzare o da emarginare.
L'invito è a rompere il silenzio, a denunciare gli abusi psichiatrici
perpetrati ai danni di individui troppo spesso impotenti perché
intrappolati nella solitudine psichiatrica, a distruggere quei miti di
cui la psichiatria si è circondata e a spezzare il muro di silenzio che
da sempre la circonda e la difende da attacchi esterni.
collettivo antipsichiatrico a.artaud-pisa
NE’ IN CELLA , NE’ IN REPARTO: BASTA MORTI DI STATO!
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27 ottobre 2005: muore a Trieste Riccardo Rasman di anni 33 nella sua abitazione durante l’ esecuzione di un provvedimento di ricovero coatto. Venne ammanettato con le mani dietro la schiena e gli furono legate le caviglie con un filo di ferro.
Gli agenti effettuarono su Rasman una prolungata pressione sul dorso e lo lasciarono nella predetta posizione prona per diversi minuti soffocandolo.
21 giugno 2006: muore a Cagliari in seguito a una tromboembolia venosa Giuseppe Casu, venditore ambulante ricoverato con un Trattamento Sanitario Obbligatorio(TSO) nel reparto psichiatrico di Cagliari, dopo essere rimasto legato mani e piedi al letto per 7 giorni e sedato farmacologicamente.
28 agosto 2006: muore a Palermo A.S., donna di 63 anni entrata in reparto psichiatrico il 17 agosto e qui trattenuta per accertamenti; dopo alcuni giorni di stato comatoso (dal 25 al 27) la donna si sarebbe risvegliata per morire nella notte tra il 28 e il 29.
26 maggio 2007: muore a Bologna Edmond Idehen, nigeriano di 38 anni; l'uomo si era sottoposto volontariamente alle cure, ma alla richiesta di poter andare a casa i medici hanno deciso per il TSO e chiamato la polizia in seguito alle sue insistenze; le indagini sulla sua morte sono ancora in corso, la versione ufficiale parla di una crisi cardiaca avvenuta mentre infermieri e poliziotti tentavano di portare l'uomo sul letto di contenzione..
12 giugno 2007: muore a Empoli Roberto Melino, 24 anni, per arresto cardiocircolatorio; il giovane era entrato il 4 giugno in reparto in Trattamento Sanitario Volontario (TSV), tramutato dai medici in TSO alla richiesta di andare a casa; resta da chiarire se la morte sia avvenuta per cause naturali o in seguito alla somministrazione di qualche farmaco.
4 agosto 2009: muore Francesco Mastrogiovanni, anni 58, maestro di scuola elementare ricoverato 4 giorni prima in TSO a Vallo della Lucania. Durante tutto il suo ricovero fu alimentato solo con soluzioni fisiologiche, legato al letto per 80 ore in una posizione in cui è compromessa la normale funzione respiratoria, sedato con farmaci antipsicotici, senza essere monitorato dal personale. Ai polsi e alle caviglie recava escoriazioni larghe 4 centimetri.
Queste morti sono soltanto alcune di una lunga lista avvenute all’interno di reparti psichiatrici. Decessi in certi casi accaduti in circostanze sospette, le cui cause rimangono oscure, gravissimi episodi che però non suscitano alcun interesse nell'opinione pubblica e nei mass-media. Non può che rimanere il dubbio su queste vicende, vere e proprie morti di Stato sulle quali è necessario fare chiarezza.
I reparti psichiatrici come le carceri, gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, i Centri di Identificazione e di Espulsione sono istituzioni totali in cui i diritti umani sono costantemente violati, zone d’ ombra impenetrabili e lontane dagli sguardi della collettività in cui è possibile commettere ogni sorta di abuso avvalendosi di sicura impunità.
La psichiatria, pseudoscienza priva di comprovate basi scientifiche e ben inserita nelle dinamiche economiche del profitto, agisce somministrando farmaci ed evitando di informare il paziente riguardo la natura, la posologia e le possibili contro-azioni dei composti chimici somministrati, effetti collaterali che vengono ignorati o tralasciati dai medici stessi; questi contro-effetti vanno dai disturbi dell’ attenzione e della memoria alla confusione mentale, da problemi nel funzionamento di organi a disturbi neurologici, fino al blocco cardio-circolatorio e cardio-respiratorio causando quindi la morte.
Costante è il ricatto della psichiatria e spesso impossibile per la persona il sottrarsi al suo pressante controllo.
Assistiamo giornalmente a TSO totalmente arbitrari, spesso effettuati con l'uso della violenza, ricoveri volontari che diventano obbligatori nel momento in cui il paziente chiede di poter tornare a casa.
Sono ancora in uso l’elettroshock e la contenzione fisica, che possono giungere ad esiti tragici come nel caso di Giuseppe Casu e Francesco Mastrogiovanni.
La violenza psichiatrica non è limitata all’arco temporale del ricovero ospedaliero ma vede una sua continuazione anche all’esterno del reparto, nella vita quotidiana del paziente che sarà stigmatizzato per sempre come “malato mentale”, “pazzo”, persona da normalizzare o da emarginare.
L'invito è a rompere il silenzio, a denunciare gli abusi psichiatrici perpetrati ai danni di individui troppo spesso impotenti perché intrappolati nella solitudine psichiatrica, a distruggere quei miti di cui la psichiatria si è circondata e a spezzare il muro di silenzio che da sempre la circonda e la difende da attacchi esterni.
Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud
www.artaudpisa.noblogs.org
www.artaudpisa.blogspot.com
tel. 3357002669LIBERI/E SUBITO, LIBERI/E TUTTI/E!
L’iniziativa di oggi serve per finanziare le spese legali
dei compagni che sono stati arrestati
in seguito ai fatti avvenuti l’11 ottobre a Pistoia, quando, con la
scusa di un’irruzione nella sede di Casa Pound, avvenuta circa tre ore
prima, la polizia ha fatto un blitz al circolo Primo Maggio,
vicino alla sede dei nazi-fascisti, e ha portato in caserma
tutti i compagni che si trovavano dentro, nonostante fossero del tutto
estranei ai fatti, e “rei” solo di partecipare ad un’assemblea pubblica per
lanciare un coordinamento regionale contro le ronde.
La dinamica degli arresti è stata del tutto ingiustificata: i
compagni sono stati tenuti in fermo per 12 ore, senza essere informati sui
motivi, senza poter avvisare nessuno, senza che chi ne avesse bisogno
ricevesse cure indispensabili per la propria salute, nonché interrogati senza la
presenza di avvocati. In seguito sono scattati gli arresti per tre compagni/e, uno
di Massa e due di Livorno, che sono attualmente uno in carcere e due
agli arresti domiciliari, nonostante l’assoluta mancanza di prove.
A conferma dell’assurdità e dell’arbitarietà nella quale si muove la giustizia italiana, ecco che il 9 novembre vengono fatte nuove perquisizioni e, sebbene anche stavolta non abbiano portato a nulla, viene disposta la custodia cautelare per altri quattro compagni (due di Livorno e due di Pistoia) che erano stati denunciati circa un mese prima!
Vogliamo ribadire l’irregolarità di
tali manovre legali, mandate avanti nei confronti di persone estranee ai
fatti, e atte palesemente a colpire i movimenti che lavorano sul territorio
contro il razzismo ed il fascismo.
Vogliamo denunciare come il reato di
devastazione e saccheggio sia oggi usato per colpire più duramente chi
lavora e lotta sul proprio territorio.
Chiediamo l’immediata libertà per i compagni e le compagne.
Rilanciamo le lotte antirazziste e antifasciste sul territorio.
tutti soldi della serata andranno a coprire le spese legali per
i/le compagni/e arrestati/e
per contribuire a sostenere le spese legali
conto corrente intestato a: senza soste
causale:sottoscrizione spese processuali
codice IBAN it67 v076 0113 9000 000 6830 122
Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud
Spazio antagonista newroz
Precari Autorganizzati
Progetto Prendocasa
sab 28 nov serata benefit per gli arrestati di pistoia
SERATA BENEFIT PER GLI ARRESTATI DI PISTOIA
lo spazio antagonista NEWROZ
presentano
LIBERI/E TUTTI LIBERI/E SUBITO!!
SABATO 28 NOVEMBRE 09
c/o spazio antagonista NEWROZ
via garibaldi 72 PISA
SERATA BENEFIT PER GLI ARRESTATI DI PISTOIA
APERITIVO E CENA BUFFET
e a seguire dalle 23
DJ HUT electro dj set
DJ COOD electro live set
tutte le entrate andranno a coprire le spese legali per
i/le compagni/e arrestati/e per i fatti di pistoia
per contribuire a sostenere le spese legali
conto corrente intestato a: senza soste
causale:sottoscrizione spese processuali
codice IBAN
