PISA: giov 6 Aprile iniziativa su PSICHIATRIA di GUERRA c/o EXPLOIT

  • March 31, 2017 6:53 pm

GIOVEDì 6 APRILE c/o EXPLOIT in largo Pontecorvo 2

Il Collettivo Antipsichiatrico ANTONIN ARTAUD

l’Osservatorio Antiproibizionista CANAPISA CREW

organizzano:

“PSICHIATRIA di GUERRA. Sperimentazione e business in ambito militare dalla Prima guerra mondiale ai giorni nostri.”

dalle ore 17:30 Presentazione dell’opuscolo “CORRENTI di GUERRA. Psichiatria militare e faradizzazione durante la Prima guerra mondiale.” di Marco Rossi e proiezione del video documentario“ Il NEMICO NASCOSTO”

A seguire APERICENA

PER INFO: antipsichiatriapisa@inventati.org

LIVORNO sab 25/03 discussione ANTIPRO e ANTIPSICHIATRICA c/o Festa della Semina

  • March 22, 2017 6:23 pm

Sabato 25 marzo a Livorno alle 18:00 il collettivo Antipsichiatria Antonin Artaud sarà alla Festa della Semina presso l’Ex Caserma Occupata per fare due chiacchiere insieme ai compagni dell’Osservatorio Antiproibizionista-Canapisa Crew, a partire dal libro “La guerra con la droga” di Alessandro de Pascale https://goo.gl/PA7joD.

Vi aspettiamo!!!

A seguire cena con l’accompagnamento musicale del Coro Garibaldi d’Assalto, concerto dei Guerrilla Farming e dj set dub-reaggae-jungle-100%jamaican di Roots Militant Hi-Fi, Dj Vybzz e StanZion.

 

 

CORRENTI DI GUERRA. Psichiatria militare e faradizzazione durante le Prima guerra mondiale

  • March 16, 2017 6:17 pm

sotto il link alla versione pdf da scaricare dell’opuscolo di Marco Rossi “Correnti di guerra”. Sulla psichiatria militare e l’uso della corrente elettrica durante la prima guerra mondiale, autoprodotto dal Collettivo Artaud.

correnti di guerra pdf

L’8 MARZO, LOTTO SEMPRE!

  • March 3, 2017 4:53 pm

L’8 MARZO, LOTTO SEMPRE!

Il collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud di Pisa aderisce e partecipa allo sciopero globale femminista dell’8 marzo 2017.

Il movimento antipsichiatrico, come il femminismo e il transfemminismo, lotta da sempre per il diritto all’autoderminazione di tutte e tutti, contro la psichiatria come scienza del controllo sociale.

Religione e psichiatria si sono sempre preoccupate di esercitare il loro repressivo controllo su tutti quei comportamenti che, nelle differenti epoche, hanno suscitato e suscitano scandalo: dalla sessualità non convenzionale, al pensiero libertino; dalla disobbedienza alla famiglia, alla dissidenza politica; dalla diversità, alla stravaganza o incomprensibile stranezza. Ogni comportamento che si discosta dalla norma in una società che richiede efficienza, produttività e concorrenzialità, viene definito patologico.

Le carenze individuali della persona che vive una situazione di squilibrio vengono ricercate ed esaltate, anche quando si riconoscono le cause sociali del disagio. Ne è un chiaro esempio la categoria diagnostica del PTSD (disturbo da stress post-traumatico) che valuta il difetto della persona nel reagire a esperienze fortemente traumatiche, anziché il dramma sociale vissuto, invertendo così i termini di causa ed effetto.

I Manuali Diagnostici e Statistici dei Disturbi Mentali, DSM 1°, 2° e 3° includevano l’omosessualità tra le malattie mentali con annesse spiegazioni “scientifiche”. Solo nel DSM 4° del 1994, dopo un lungo dibattito e scontri interni, l’omosessualità come patologia non apparirà più, così come non vi si troverà l’isteria, che portò alla reclusione di migliaia di donne negli istituti manicomiali. Ma quante altre presunte malattie mentali sono state classificate col medesimo metodo “scientifico”?

Sopravvive ad esempio, seppur cambiato di nome, il disturbo dell’identità di genere, oggi disforia di genere. Proliferano le categorie diagnostiche associate alla vita della donna, dalla depressione post-partum, al disturbo disforico premestruale, e il sesso femminile è addirittura considerato un fattore di rischio nella depressione.

Anche l’infanzia è sotto i riflettori della psichiatria, così come il mondo migrante e quello precario: i soggetti improduttivi o socialmente “deboli” incarnano oggi tutta la sintomatologia del divario economico e sociale che viviamo e diventano destinatari di “cure”, anche obbligatorie, giacché la famigerata chiusura dei manicomi non ha intaccato il ricovero coatto e il trattamento sanitario obbligatorio (TSO).

Gli psichiatri si ergono a “curatori dell’infelicità” a sostegno dell’industria farmaceutica: più la nostra esistenza si complica, più ci propongono di alleviare le nostre difficoltà con molecole (psicofarmaci) che diluiscono silenziosamente la nostra capacità di reazione. Veniamo spinte a ricorrere al camice bianco come sostituto della solidarietà spontanea fra le persone. Si risponde alla necessità di riconoscimento delle esperienze drammatiche e delle sofferenze esistenziali, con diagnosi che vanificano la volontà di riprendere in mano le nostre vite, perché il problema siamo noi, che siamo “malate”.

CONTRO CHI CI VUOLE SUCCUBI, OBBEDIENTI E INQUADRATE.

CONTRO OGNI ETICHETTA PSICHIATRICA. CONTRO L’OBBLIGO DI CURA.

CONTRO LA PSICHIATRIA SCIENZA DEL CONTROLLO SOCIALE.

PER IL DIRITTO ALL’AUTODETERMINAZIONE E IL RICONOSCIMENTO DELLE DIFFERENZE:

NOI SCIOPERIAMO!!!

 

Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud Pisa

www.artaudpisa.noblogs.org

VIAREGGIO giov 23 c/o SARS INIZIATIVA ANTIPSICHIATRICA e CINEFORUM con TITICUT FOLLIES

  • February 2, 2017 9:07 pm

INIZIATIVA ANTIPSICHIATRICA e CINEFORUM

VIAREGGIO  GIOVEDI’ 23 FEBBRAIO c/o c.s.a. SARS Via del Balipedio

in occasione del carnevale abbiamo scelto come tema mensile LA PSICHIATRIA , un tema tabu che riguarda molti e sulla quale serve fare informazione.
programma della serata:

alle ore 18 : chiaccherata / dibattito con il Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud

alle ore 20 : aperiPIZZA (in collaborazione con il nostro amato forno a legna)

alle ore 22 : proiezione del film “TITICUT FOLLIES”
Titicut Follies fa paura. Oltre ad essere un documento storico fenomenale il film possiede una forza suggestiva estrema, dovuta in parte alla drammaticità delle immagini e in parte allo stile con il quale Wiseman ci mostra la vita dei pazienti all’interno dell’istituto. Se vedere i deliri dei pazienti può toccarci umanamente, ciò che ci colpisce come un pugno allo stomaco è il comportamento dei dottori e degli addetti ai lavori: la freddezza, l’arroganza e la violenza con le quali i pazienti vengono trattati sono a tratti insopportabili. E sono quelle sigarette costantemente accese in mano ai dottori (anche mentre intubano un uomo) a diventare un simbolo di fastidiosa superiorità. I pazienti sono personaggi ai quali Wiseman cerca di restituire tutta l’umanità che all’interno dell’istituto viene loro tolta, così come vengono loro tolti i vestiti, mero accessorio che a gente “ritardata” non serve. Il piano sequenza con il quale viene seguito un uomo che, spogliato dagli infermieri, viene chiuso nudo in una cella in isolamento è qualcosa di indimenticabile

 

presentazioni ELETTROSHOCK sab 17 SCHIO e dom 18 MONTECCHIO (VICENZA)

  • December 11, 2016 12:03 pm

locandina-elettroshock-schio-viSABATO 17 DICEMBRE SCHIO (VICENZA) 

c/o il bar Due Mori in via Pasubio

alle ore 21 presentazione di:

“ELETTROSHOCK”  La storia delle terapie elettroconvulsive e i racconti di chi le ha vissute.”

a cura del Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud.

Edizioni Sensibili Alle Foglie.

 

 

locandina-elettroshock-montecchio-viDOMENICA 18 DICEMBRE MONTECCHIO (VICENZA)

c/o Circolo La Mesa in via Leonardo da Vinci (zona Alte Ceccato)

alle ore 16:30 presentazione di:

“ELETTROSHOCK”  La storia delle terapie elettroconvulsive e i racconti di chi le ha vissute.”

a cura del Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud

Edizioni Sensibili Alle Foglie.

 

per info: antipsichiatriapisa@inventati.org  www.artaudpisa.noblogs.org

 

 

sab 17 e dom 18 DICEMBRE 2 presentazioni di ELETTROSHOCK in provincia di VICENZA

  • December 8, 2016 9:44 am

a DICEMBRE 2016  in provincia di VICENZA 2 PRESENTAZIONI del LIBRO:

“ELETTROSHOCK”  La storia delle terapie elettroconvulsive e i racconti di chi le ha vissute.”

a cura del Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud. Edizioni Sensibili Alle Foglie.

SABATO 17 DICEMBRE a SCHIO  c/o il bar Due Mori in via Pasubio alle ore 21

DOMENICA 18 DICEMBRE a MONTECCHIO  c/o Circolo La Mesa in via Leonardo da Vinci (zona Alte Ceccato) alle ore 16:30

per info: antipsichiatriapisa@inventati.org / www.artaudpisa.noblogs.org

PISA: VEN 9 DIC presentazione di SCARCERANDA 2017 c/o S.A. NEWROZ

  • November 26, 2016 11:27 am

scar017VENERDì 9 DICEMBRE c/o lo Spazio Antagonista NEWROZ

In via Garibaldi 72 a Pisa

NEWROZ e il COLLETTIVO ANTIPSICHIATRICO ANTONIN ARTAUD Organizzano la presentazione di:

SCARCERANDA 2017 – dalle ore 18 interveranno:

Radio Onda Rossa, il Collettivo Artaud e alcuni compagni colpiti dai DASPO di Piazza

a seguire SERATA BENEFIT per le spese legali  contro i DASPO di Piazza

CONTRO il PROIBIZIONISMO: DIFESA ATTIVA…

  • November 16, 2016 4:59 pm

locandina-telefono-antipro

 A Pisa è nato lo SPORTELLO e il TELEFONO CONTRO IL PROIBIZIONISMO con CONSIGLI MEDICI e LEGALI

A cura di Osservatorio Antipro CANAPISA

PER INFO E CONTATTI:  370 3002016 / www.osservatorioantipro.org

OMICIDIO CASU: INGIUSTIZIA E’ FATTA…

  • November 11, 2016 4:23 pm
Omicidio Casu – ingiustizia è fatta
 
Il 26 Ottobre 2016, a dieci anni dalla morte di Giuseppe Casu, l’interminabile vicenda processuale legata alla sua uccisione nel reparto di psichiatria di Cagliari, è giunta alla sua assurda e grottesca conclusione: tutti innocenti i responsabili dell’assassinio di quest’uomo, unici colpevoli i militanti antipsichiatrici che hanno osato sollevare il caso. Questa tragica storia merita di essere ricordata ancora una volta, per come riassume in se la natura criminale del potere, in tutte le sue articolazioni.
Nel Giugno 2006 viene sottoposto a TSO un venditore ambulante di Quartu Sant’Elena, Giuseppe Casu. La richiesta parte dall’amministrazione comunale di Quartu (sindaco Ruggeri) impegnata in un’aggressiva campagna per cacciare i venditori ambulanti dal centro. Poiché, nonostante le numerose multe, Giuseppe Casu insiste a presentarsi in piazza con la sua motocarrozzella piena di verdure, dal comune organizzano per lui una vera e propria trappola. Tutto avviene molto rapidamente, i giornalisti sono stati preavvisati e attendono dietro l’angolo, intervengono i carabinieri con le guardie municipali, spunta anche un’ambulanza. Gli agenti lo afferrano con la forza, di fronte a tutti, lo sbattono a terra, lo immobilizzano. Giuseppe Casu viene caricato, ammanettato alla barella e portato via. È in atto un ricovero coatto in psichiatria. Il signor Casu non era mai stato in “cura” da uno psichiatra, il suo ricovero all’ospedale SS. Trinità di Cagliari, oltre a non avere alcuna giustificazione “medica”, è illegittimo ed illegale, infatti il giudice non ha convalidato il TSO entro la scadenza stabilita per legge. Tecnicamente si tratterebbe di abuso di potere e sequestro di persona, cosa per cui sono stati incriminati, processati, e poi naturalmente assolti, sette medici del reparto di psichiatria, a cominciare da Turri, allora primario. Dopo sette giorni di contenzione ininterrotta (legato al letto mani e piedi) e di sevizie impropriamente spacciate come “cure”, Giuseppe Casu muore.
Per la morte, non certo accidentale, di quest’uomo vengono incriminati e processati il primario Turri e la dottoressa Cantone. I periti del tribunale attribuiscono la sua morte a diversi fattori, dalla lunghissima stasi dovuta alla contenzione, a uno psicofarmaco fortemente tossico per il cuore l’Aloperidolo che gli è stato somministrato in dosi massicce assieme ad altri farmaci pericolosi e inutili. Immediatamente dopo la sua morte, i familiari e il “Comitato verità e giustizia per Giuseppe Casu” chiedono giustizia per quest’uomo e per tutta risposta i resti anatomici della vittima vengono fatti sparire dall’ospedale e sostituiti con quelli di un altro paziente! Lo scandalo che ne segue è tale che i primari dei reparti coinvolti vengono sospesi dal servizio e in psichiatria si avvia un timido tentativo di riforma, per ridurre almeno le pratiche più violente e letali. Poi, poco a poco, tutto torna come prima: viene reintegrato in servizio l’ex primario dott. Turri, che viene poi assolto nel processo di primo grado, assieme alla dottoressa Cantone. Il primario di anatomia patologica invece, dopo una prima assoluzione in primo grado, viene condannato in appello ad Aprile 2013, per aver fatto sparire i resti anatomici del signor Casu. La sparizione dei resti della vittima ha però sortito il suo malefico effetto, infatti, il 19 Settembre 2013, i giudici di appello, non potendo accertare precisamente le cause della morte di signor Casu, assolvono i medici Turri e Cantone anche nel secondo e terzo grado di giudizio. Evidentemente il delitto paga!!
Per la morte del signor Giuseppe Casu nessuno è colpevole. Colpevoli sono invece alcune/i attiviste/i, per aver volantinato davanti al reparto di psichiatria, nel 2009, quando il dott. Turri dopo un anno e tre mesi di sospensione preventiva, viene reintegrato. La rabbia per l’arroganza di questa imposizione fa loro utilizzare per il primario l’appellativo, forse poco elegante, di assassino. Nell’occasione vengono identificat* da una volante della polizia e in seguito denunciat* dagli avvocati di Turri per “diffamazione” e processat*. Assolt* in primo grado, vengono poi condannat* in appello, su richiesta della procura generale.
Una condanna che ha il sapore di una intimidazione e di una vendetta. Il messaggio è chiaro, sulla tragica vicenda del signor Giuseppe Casu va messa una pietra tombale, i responsabili, tutti inseriti nelle schiere dei poteri forti locali, non ammettono critiche. Noi siamo invece di parere opposto, per tutta la durata dei processi non abbiamo mai smesso di denunciare l’accaduto e la necessità di sostenere, anche economicamente i militant* che hanno subito una condanna, sarà l’occasione per continuare a farlo. Contro le sevizie psichiatriche di ieri e di oggi.
G.A.P. Cagliari