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LINK INTERVISTA a RADIO BLACKOUT: “IL SESTANTE; CARCERE E MANICOMIO”

  • November 24, 2021 4:55 pm

Sotto il link per ascoltare l’ intervista a radio BlackOut sulla situazione del reparto psichiatrico Sestante nel carcere di Torino. 

https://radioblackout.org/2021/11/il-sestante-carcere-e-manicomio/

La recente denuncia dell’associazione Antigone sulle condizioni inumane di detenzione al Sestante, il repartino psichiatrico del carcere delle Vallette, ha riaperto la questione dei manicomi criminali, poi ospedali psichiatrici giudiziari, chiusi per far posto alle REMS – residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza. Formalmente, pur essendo strutture chiuse, le REMS non sono più carceri, perché la competenza è passata dal ministero di giustizia a quello della sanità.
La chiusura degli OPG e la nascita delle REMS non ha tuttavia reciso il legame tra psichiatria e reclusione. Anzi.
I prigionieri delle REMS sono sedati chimicamente, non possono uscire, spesso sono legati ai letti.
In carcere, già prima della nascita delle REMS, sono stati aperti repartini dedicati alle persone psichiatrizzate. Veri e propri manicomi all’interno delle carceri. Come i vecchi manicomi criminali sono luoghi dove, ancor più che nei reparti “normali”, vige l’arbitrio e la violenza delle guardie. Celle buie, materassi marci, gabinetti intasati, persone incapaci di muoversi e parlare perché sedate con dosi massicce di psicofarmaci. La gabbia chimica e quella di mattoni si uniscono in questi nuovi manicomi. Il manicomio si è polverizzato in tante e diverse strutture più piccole, ma la reclusione psichiatrica resta l’orizzonte concreto per moltissime persone.
Oggi un detenuto su quattro è in terapia psichiatrica, nel 2020 c’erano 174 persone rinchiuse in carcere in attesa di venire imprigionate in una REMS.
La contenzione fisica, dentro e fuori dal carcere è aumentata, mentre si allunga l’elenco delle persone morte, dopo essere rimaste legate mani, piedi e spalle al letto. L’ultimo morto di cui si ha notizia è rimasto per quasi tre settimane crocefisso alla sua branda nel repartino dell’ospedale di Livorno. Due anni fa Elena Casetto, inchiodata da legacci al suo letto, morì atrocemente, bruciata viva, prima che qualcuno intervenisse. Per questa vicenda atroce sono indagati i vigili del fuoco: gli psichiatri non sono mai entrati nell’inchiesta.
La contenzione fisica, che, assieme alla gabbia chimica, è una vera forma di tortura, è stata abolita in numerosi paesi europei. In Italia solo 17 ospedali su 320 hanno deciso di buttare legacci e corde.
Ne abbiamo parlato con Alberto del Collettivo antipsichiatrico “Antonin Artaud” di Pisa

 

alla TRASMISSIONE RADIO “MEZZ’ORA D’ARIA” PUNTATA SULLA CONTENZIONE

  • November 15, 2021 9:07 pm

alla TRASMISSIONE RADIO “MEZZ’ORA D’ARIA” PUNTATA SULLA CONTENZIONE

Sulla contenzione meccanica in psichiatria. Pratica di tortura nel servizio sanitario.

A Mezz’ora d’aria, trasmissione radio anticarceraria bolognese su Radio Città Fujiko, a ridosso del presidio contro la contenzione a Livorno, una puntata dedicata alla contenzione fisica nei reparti psichiatrici e una testimonianza sulla contenzione ospedaliera. Sotto il link per ascoltare la trasmissione.

https://www.autistici.org/mezzoradaria/puntata-del-13-novembre-2021/

SU RADIO ONDAROSSA INTERVISTA al Collettivo SENZANUMERO

  • November 15, 2021 4:36 pm

SU RADIO ONDAROSSA INTERVISTA al Collettivo SENZANUMERO

Dalle giornate di lotta contro la contenzione psichiatrica

Con una compagna del Collettivo SenzaNumero raccontiamo la due giorni avvenuta a Livorno contro la contenzione, partendo dalla situazione nei reparti ospedalieri e passando in rassegna le vecchie riforme in campo psichiatrico alla luce delle dichiarazioni del Ministro Speranza sulla fine della contenzione meccanica nel 2023. Sotto il link per ascoltare la trasmissione.

http://www.ondarossa.info/newstrasmissioni/silenzio-assordante/2021/11/dalle-giornate-lotta-contro

LINK INTERVISTA a Radio OndaRossa: Livorno, 6 e 7 Novembre: BASTA MORIRE DI CONTENZIONE !

  • November 4, 2021 5:48 pm

a questo link trovate il podcast della chiacchierata con radio OndaRossa che abbiamo fatto come collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud
https://www.ondarossa.info/redazionali/2021/11/livorno-6-e-7-novembre-basta-morire

Livorno, 6 e 7 Novembre: basta morire di contenzione!

Nei reparti psichiatrici italiani si continua a morire di contenzione meccanica, sia in regime di degenza che durante le procedure di TSO. Contenzione meccanica e farmacologica sono praticate diffusamente anche nelle strutture che ospitano persone anziane e/o non autosufficienti. In nessun caso la carenza di personale e di strutture può giustificare il ricorso a pratiche coercitive. Anche la logica dei “motivi di sicurezza”, dello “stato di necessità” o delle “persone aggressive” a cui sovente si fa appello nei reparti, deve essere respinta poiché fondata sul pregiudizio ancora diffuso della potenziale pericolosità della “pazzia”. Molti ritengono, per atteggiamento culturale o per formazione, che sia giustificabile sottoporre persone diagnosticate come “malate mentali” a mezzi coercitivi, che sia nell’ordine delle cose e corrisponda al loro stesso interesse. Chi condivide questa opinione non considera adeguatamente, sia in termini esistenziali che giuridici, il valore imprescindibile della libertà della persona, tanto più rilevante quanto più attinente a libertà minime, elementari e naturali, come la libertà di movimento. Sabato 6 novembre si terrà un presidio a Livorno contro la contenzione e domenica sempre a Livorno un’assemblea antipsichiatrica. Di seguito il programma dettagliato della due giorni.

Qui tutte le info: https://artaudpisa.noblogs.org/post/2021/10/30/livorno-sab-6-e-dom-7-no…

A LIVORNO:

Sabato 6 Novembre:

– PRESIDIO CONTRO LA CONTENZIONE piazza Damiano Chiesa davanti l’Ospedale nel pomeriggio dalle ore 16

Domenica 7 novembre:

– ore 10 all’ Ex Caserma Occupata inizio assemblea antipsichiatrica

– ore 13 Pranzo a cura di Cucina IppoOasi

nel pom proseguimento assemblea

RECENSIONE del Libro “IL POTERE DELLA PAROLA” uscita su Umanità Nova

  • October 31, 2021 7:15 pm

È uscita su Umanità Nova la recensione, che abbiamo scritto come collettivo Artaud, del libro “il potere della parola” di Sara Manzoli edizioni Sensibili Alle Foglie. Sotto trovate il link.

https://umanitanova.org/il-potere-della-parola-recensione/

IL POTERE DELLA PAROLA. La carenza dialogica nelle relazioni tra utenti e operatori nell’istituzione psichiatricadi Sara Manzoli edizioni Sensibili Alle Foglie, 2021.

Questo libro è frutto di un cantiere di socioanalisi narrativa svolto dall’autrice Sara Manzoli con persone che sono seguite dai servizi psichiatrici di Modena e provincia.

Nella socioanalisi la narrazione dell’esperienza su cui si vuole portare l’attenzione diventa un dispositivo di ricerca che consente, attraverso il lavoro di gruppo, di fare emergere i molti non detti, ovvero quei dispositivi occulti e totalizzanti che, per le persone implicate, risultano alienanti, mortificanti e fonte di malessere. Attraverso le narrazioni d’esperienza, con l’intervento socioanalitico, si cerca di mettere a fuoco le varie modalità attraverso cui le persone si adattano o resistono in modo creativo all’azione dei dispositivi di potere. La narrazione e il racconto sono potenti strumenti di elaborazione del proprio vissuto, servono per crescere, per migliorarsi, per mettersi in discussione e per andare avanti nel viaggio della vita; questa è l’ottica con cui le persone che hanno partecipato al cantiere si sono approcciate a questa esperienza collettiva.

Gli ambiti emersi dai racconti e presi in considerazione in questo lavoro sono la mancanza di dialogo fra paziente e psichiatra, i ricoveri psichiatrici, i Trattamenti Sanitari Obbligatori (TSO), i dispositivi di controllo che vengono applicati nei reparti ospedalieri e nei contesti residenziali, la terapia psicofarmacologica, lo stigma.

In questo testo abbiamo trovato spunti di riflessione e meccanismi della psichiatria che da anni denunciamo come collettivo antipsichiatrico. I colloqui troppo brevi dove ti tengono giusto il tempo per darti la terapia e non c’è la possibilità di essere ascoltati o di esprimere i dubbi e le difficoltà. La parola della persona diagnosticata (marchiata) malata di mente non viene presa in considerazione, anzi spesso, considerata sintomo della malattia. Le persone protagoniste del cantiere raccontano che sono obbligate a frequentare i servizi psichiatrici e costrette ad assumere psicofarmaci e che devono continuare a prenderli per il resto della vita, proprio come un “diabetico prende l’insulina”. L’unico interesse della psichiatria non sembra essere quello dichiarato della “cura”, ma la progressiva cronicizzazione del malessere: tutte le altre discipline mediche hanno come obiettivo la dimissione del malato, il sistema psichiatrico, invece, ti prende in carico a vita.

L’inganno maggiore di questo sistema sta nel credere che un Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO) duri in fondo solo sette giorni, o quattordici nel caso peggiore; e nel pensare che, sì, in effetti è un sequestro di persona legalizzato. La verità è che il Trattamento Sanitario Obbligatorio implica una coatta presa in carico della persona da parte dei Servizi di salute mentale del territorio che può durare per decenni, proprio come è successo a vari partecipanti al cantiere. Una volta entrato in questo meccanismo infernale, una volta bollato con l’infamia della malattia mentale, il paziente vi rimane invischiato a vita, costretto a continue visite psichiatriche e soprattutto, a trattamenti con farmaci obbligatori pena un nuovo ricovero. Per i pazienti ricoverati in TSO e considerati “agitati” si ricorre ancora al”isolamento e alla contenzione fisica, mentre i cocktails di farmaci somministrati mirano ad annullare la coscienza di sé della persona, a renderla docile ai ritmi e alle regole ospedaliere. Il grado di spersonalizzazione ed alienazione che si può raggiungere durante una settimana di TSO ha pochi eguali, anche per il bombardamento chimico a cui si è sottoposti. Ecco come l’obbligo di cura oggi non significhi più necessariamente la reclusione in una struttura, ma si trasformi nell’impossibilità di modificare o sospendere il trattamento psichiatrico sotto costante minaccia di ricorso al ricovero coatto sfruttato come strumento di ricatto e repressione.

Un altro capitolo del libro è dedicato all’obbligo di cura e di assunzione di psicofarmaci. Gli psicofarmaci, oltre ad agire solo sui sintomi e non sulle cause della sofferenza della persona, se presi per lunghi periodi alterano il metabolismo e le percezioni, rallentano i percorsi cognitivi ed ideativi contrastando la possibilità di fare scelte autonome, generano fenomeni di dipendenza ed assuefazione del tutto pari, se non superiori, a quelli delle sostanze illegali classificate come droghe pesanti. Sappiamo bene che le persone trattate con psicofarmaci aumentano la probabilità di trasformare un episodio di sofferenza in una patologia cronica. La maggior parte di coloro che ricevano un trattamento farmacologico va incontro a nuovi e più gravi sintomi psichiatrici, a patologie somatiche e a una compromissione cognitiva. Quello che finora ci ha proposto la psichiatria è la centralità degli “squilibri chimici” nel funzionamento del cervello, ha cambiato il nostro schema di comprensione della mente e messo in discussione il concetto di libero arbitrio. Come collettivo, non condanniamo a priori l’utilizzo di psicofarmaci ma pensiamo che spetti all’individuo deciderne in libertà e consapevolezza l’assunzione.

Poiché la risposta psichiatrica è sempre la stessa per tutte le situazioni: diagnosi, etichetta e cura farmacologica crediamo che rivendicare il diritto ad avere parola e all’autodeterminazione in ambito psichiatrico significhi riappropriarsi delle proprie esperienze, delle difficoltà, delle sofferenze e della molteplicità di maniere per affrontarle. La logica psichiatrica sminuisce le sofferenze delle persone, riducendo le reazioni dell’individuo al carico di stress cui si trova sottoposto a sintomi di malattia e medicalizzando gli eventi naturali della vita.

È necessario operare contro l’invalidante stigma psichiatrico affinché l’Istituzione psichiatrica dia ascolto e credito alle parole delle persone. La restituzione sociale del cantiere proposta nel libro si pone come obiettivo il mettere in luce quanto a livello di ascolto e scambio dialogico sia ancora necessario fare per poter arrivare a un reale processo di condivisione del percorso terapeutico. Dalle narrazioni emerge una precisa richiesta di un maggior dialogo tra utenti e operatori, di sviluppare pratiche alternative alla cura farmacologica, nella prospettiva di elaborare un metodo che modifichi radicalmente, sovvertendole, le Istituzioni psichiatriche nel loro complesso.

Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud

antipsichiatriapisa@inventati.org

www.artaudpisa.noblogs.org

355 7002669

 

Il PROSSIMO SPORTELLO D’ASCOLTO SI TERRA’ MARTEDì 9 NOVEMBRE

  • October 27, 2021 8:47 pm

Vi informiamo che lo SPORTELLO D’ASCOLTO ANTIPSICHIATRICO previsto per martedì 2 novembre non sarà effettuato. Lo SPORTELLO si terrà regolarmente martedì 9 novembre allo stesso orario , dalle ore 15:30 alle 18:30 presso la nostra sede in via San Lorenzo 38 a Pisa.

Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud
via San Lorenzo 38, 56100 Pisa
antipsichiatriapisa@inventati.org
www.artaudpisa.noblogs.org 3357002669

IL PROSSIMO SPORTELLO D’ASCOLTO SI TERRA’ MARTEDì 27 LUGLIO

  • July 13, 2021 10:59 pm

Lo sportello d’ascolto antipsichiatrico previsto martedì prossimo verrà spostato a martedì 27 luglio causa manifestazione a Genova a 20 anni dai fatti G8 del 2001. Chi ha urgenza di contattarci può farlo telefonando al 335 700269 oppure scrivendo una mail a: antipsichiatriapisa@inventati.org

IL PROSSIMO SPORTELLO D’ASCOLTO SI TERRA’ MARTEDì 27 LUGLIO IN VIA SAN LORENZO 38 dalle ore 15:30 alle ore 18:30

Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud
via San Lorenzo 38, 56100 Pisa
antipsichiatriapisa@inventati.org
www.artaudpisa.noblogs.org 3357002669

COMUNICATO in SOLIDARIETA’ con il CSA Next EMERSON di Firenze

  • July 10, 2021 3:50 pm

Solidarietà ai compagne e alle compagne del Csa Next Emerson! Non tutto è in vendita! Apprendiamo la notizia dell’asta giudiziaria ma sappiamo bene che questo non fermerà le vostre attività. Come collettivo antipsichiatrico Antonin Artaud esprimiamo tutta la nostra solidarietà al centro sociale sperando di poter tornare presto da voi a fare belle iniziative come abbiamo fatto tempo fa. NO ALLO SGOMBERO!

Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud

Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud via San Lorenzo 38, 56100 Pisa antipsichiatriapisa@inventati.org www.artaudpisa.noblogs.org 3357002669

LINK INTERVISTA a Radio OndaRossa: CONTENZIONE PSICHIATRICA: LA VERGOGNA DEL SILENZIO

  • July 8, 2021 4:11 pm

Sotto il link per ascoltare l’intervista fatta a Radio OndaRossa come collettivo Artaud sul tema della Contenzione in psichiatria.

Contenzione psichiatrica: la vergogna del silenzio

https://archive.org/details/ror-210708_1032-1104-contenzione

La contenzione si nasconde in quelli che dovrebbero essere luoghi della cura. Nel nostro paese, in gran parte dei servizi psichiatrici ospedalieri di diagnosi e cura, la contenzione è pratica diffusa,  La pratica della contenzione – meccanica e farmacologica – è ben conosciuta negli istituti che si occupano di persone anziane (rsa) e nei luoghi che accolgono bambini e adolescenti, nelle REMS, nelle carceri. In molti di questi luoghi si lega ma si fa di tutto per non parlarne. Salvo quando avviene qualcosa. Francesco Mastrogiovanni, maestro di cinquantotto anni, muore nel servizio psichiatrico di Vallo della Lucania (SA) ai primi di agosto del 2009, dopo 4 giorni di contenzione; tre anni prima, nel 2006, moriva nel Servizio psichiatrico dell’ospedale “Santissima Trinità” di Cagliari, Giuseppe Casu dopo che per una settimana era rimasto legato al letto. Elena Casetto, ragazza di 19 anni morta arsa viva dalle fiamme di un incendio sviluppatosi nel reparto di psichiatria del “Papa Giovanni” di Bergamo nel 2020 e che non ha potuto mettersi in salvo perché legata al letto. In occasione della Seconda Conferenza Nazionale sulla salute mentale del giugno scorso che ha tracciato la road map per rilanciare l’assistenza territoriale per la salute mentale allo scopo di “migliorare la qualità e la sicurezza dei servizi a beneficio di pazienti e operatori”, il ministro Speranza ha annunciato anche che è pronto l’accordo con le Regioni per “il superamento della contenzione meccanica nei luoghi di cura della salute mentale”. Eppure nel Pnrr di fragilità psichica non si parla. Ne parliamo con un compagno del collettivo antipsichiatrico Antonin Artaud.

LINK INTERVISTA a MALARADIO come collettivo Artaud sul TSO e sui fatti di Fano

  • May 24, 2021 6:02 pm

sotto trovate il link per ascoltare l’intervista che abbiamo fatto come collettivo antipsichiatrico Antonin Artaud a Malaradio sul TSO, partendo spunto dai fatti di Fano. La nostra intervista parte dal minuto 56 in poi.

https://malaradio.noblogs.org/post/category/podcastmalaradio/

 

Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud-Pisa

per info: antipsichiatriapisa@inventati.org / artaudpisa.noblogs.org / 335 7002669