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MARCO CREA – VERITÀ PER UNA MORTE IN SPDC

  • Maggio 26, 2026 2:32 pm

MARCO CREA – VERITÀ PER UNA MORTE IN SPDC

Il 15 febbraio 2024 Marco Crea non si sente bene. Decide quindi di recarsi al reparto psichiatrico dell’ospedale Sant’Antonio a Padova e di sottoporsi volontariamente a una terapia e a un ricovero. Uscirà da quell’ospedale dopo sei giorni, morto. Aveva trentotto anni. Era in cura presso il Centro Salute Mentale sul territorio.

Non conosciamo tutte le fasi che hanno portato a questo epilogo. Sappiamo però che a un certo punto la richiesta volontaria di cura si è trasformata in qualcosa d’altro. Marco Crea si è ritrovato legato a un letto, in una contenzione forzata.

In quella condizione riesce in qualche modo a chiedere aiuto al padre. Vincenzo Crea, al cospetto del suo unico figlio in quelle condizioni, in qualche modo fa sentire la propria voce, esprime la sua perplessità e poi la sua contrarietà. Ma è costretto a desistere: interviene direttamente una volante della polizia, che lo costringe ad allontanarsi.

La mattina seguente però, all’alba del 21 febbraio, lo richiamano urgentemente in ospedale insieme alla famiglia: Marco è in condizioni critiche. Morirà poco dopo per “insufficienza respiratoria”. La famiglia da subito non accetta le conclusioni sbrigative dei medici. Il padre è stato presente, ha visto, si è opposto da subito al trattamento che i medici avevano riservato a Marco. Viene aperta un’inchiesta per omicidio colposo ed è disposta un’autopsia, ma la prima fase delle indagini si chiude con una richiesta di archiviazione.

Ad aprile 2026, e siamo all’oggi, c’è una svolta: il GIP ha accolto l’opposizione all’archiviazione dell’inchiesta avanzata dalla famiglia, quindi di fatto ordinando un supplemento di indagine. Il PM ha iscritto nel registro degli indagati cinque medici dell’ospedale Sant’Antonio (tre psichiatri e due anestesisti) con l’accusa di omicidio colposo. La famiglia è convinta che sarebbe stato un mix di psicofarmaci somministrato a dosaggi eccessivi a provocare la morte del figlio. I medici, inoltre, non avrebbero sottoposto Marco a un monitoraggio respiratorio adeguato durante il ricovero. Il ricorso alla contenzione meccanica e a quella farmacologica sembrerebbe dunque essere stato letale.

Come collettivo seguiamo da vicino gli sviluppi di questa brutta storia. Sappiamo quanto può essere importante ottenere una risposta, una ricostruzione accettabile e non sbrigativa di ciò che è successo veramente durante i sei giorni del ricovero. Per questo continueremo a tenere alta l’attenzione, affinché la famiglia di Marco Crea non sia costretta ad affrontare un doppio lutto: la morte di un figlio, e la privazione di una spiegazione plausibile delle cause e dei motivi che hanno portato alla sua morte, legato a un letto d’ospedale e imbottito di psicofarmaci.

Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud

via San Lorenzo 38, 56100 Pisa

antipsichiatriapisa@inventati.org

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3357002669

domenica 31 maggio a FemmFest: “ANTIPSICHIATRIA PRATICHE LOTTE E VISIONI”

  • Maggio 25, 2026 4:38 pm

a FEMMFEST 2026 DOMENICA 31 MAGGIO ore 15 a Savignano sul Panaro, Modena:

“ANTIPSICHIATRIA PRATICHE LOTTE E VISIONI”

incontro con Brigata Basaglia e il Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud

LINK VIDEO TRASMISSIONE “Il Diritto Fragile” dove presentiamo il nostro libro PAZZI DA MORIRE

  • Maggio 21, 2026 8:48 pm

https://www.facebook.com/…/pcb…/1338017728178919

106 storie. 106 persone morte negli ultimi vent’anni in Italia, in contesti legati alla psichiatria. Non episodi isolati. Ma un quadro che pone interrogativi profondi. Il libro raccoglie dati, luoghi, cause di morte e ricostruisce i principali dispositivi: contenzione, TSO, REMS e strutture detentive, psicofarmaci, incuria e imperizia, suicidi. Un lavoro che mette in discussione le pratiche e il sistema. Cosa accade quando i luoghi della cura diventano, per alcune persone, luoghi di morte? Ne parliamo a Il Diritto Fragile con la conduzione di Michele Capano e Cristina Paderi di “Diritti alla Follia”

SESTRI LEVANTE : 24/05 presentazione di PAZZI DA MORIRE c/o circolo Matteotti

  • Maggio 13, 2026 9:23 pm

SESTRI LEVANTE domenica 24 MAGGIO alle ore 15 c/o il Circolo Matteotti in via per Santa Vittoria 121 il Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud presenta :

“PAZZI DA MORIRE. Le Storie delle persone decedute e i dispositivi mortificanti della psichiatria”

Edizioni Sensibili alle foglie

GENOVA 23/05 presentazione di PAZZI DA MORIRE c/o Libera Collina di Castello

  • Maggio 10, 2026 6:40 pm

A GENOVA SABATO 23 MAGGIO alle ore 18

c/o Libera Collina di Castello Piazza Santa Maria in Passione

il Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud presenta :

“PAZZI DA MORIRE. Le Storie delle persone decedute e i dispositivi mortificanti della psichiatria”.
106 storie di persone uccise dalla psichiatria in Italia: non casi eccezionali ma racconti di alcune delle vite spezzate dagli abusi e la violenza strutturale e sistemica della psichiatria.


A seguire dibattito, chiacchiere ed apericena insieme al collettivo genovese Collepsikattiv3.


Il paradigma psichiatrico fra scuola e società – A cura del Collettivo antipsichiatrico Antonin Artaud e Acacia scuola

  • Maggio 5, 2026 8:29 pm
Programma del corso
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🎬 Tutti gli interventi.

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📊 Tutte le slide del corso

📚 Bibliografia

Bibliografia Collettivo Artaud

  • Basaglia, F. (a cura di), L’istituzione negata, 2018.
  • Basaglia, F. e Ongaro Basaglia, F., Crimini di pace, 2009.
  • Antonucci, G., Il pregiudizio psichiatrico, 1989.
  • Antonucci, G., Critica al giudizio psichiatrico, 2005.
  • Breggin, P. R., La sospensione degli psicofarmaci, 2018.
  • Collettivo Antonin Artaud, Elettroshock, 2014.
  • Collettivo Antonin Artaud, Pazzi da morire, 2026.
  • Ambroset, S., Hanno legato la zia Lia, 2020.
  • Valentino, N., Istituzioni post manicomiali, 2005.
  • Esposito, A., Come Cristo in croce, 2024.
  • Dell’Aquila, D. S. e Esposito, A., Storia di Antonia, 2017.
  • Frances, A., Primo, non curare chi è normale, 2013.
  • Cerrai, S., Siamo tutti legati, 2021.
  • Jona, L., Franco Basaglia, 2025.
  • Banfi, A., Tanto scappo lo stesso, 2024.
  • Gallini, L., Socialmente pericoloso, 2024.
  • Goussot, A., Educazione Democratica, 2015. 🔗
  • Novara, D., Non è colpa dei bambini, 2017.
  • Whitaker, R., Indagine su un’epidemia, 2013.
  • Caputo, A. e Milanese, R., Psicopillole, 2017.
  • Catapano, S., Il sopravvissuto.
  • Valentino, N., La contessina, 2012.
  • Guerra, L., Gandolfi, M. e Maviglia, M., Sospendere gli psicofarmaci, 2024.
  • Gazzola, C. e Ortu, S., Divieto d’infanzia, 2018.
  • Gazzola, C., Fra diagnosi e peccato, 2015.
  • Healy, D., Pharmageddon, 2016.
  • Moncrieff, J., Le pillole più amare, 2020.
  • Gøtzsche, P. C., Psichiatria legale, 2017.
  • Freire, P., Pedagogia degli oppressi, 2022.
  • Freire, P., L’educazione come pratica della libertà, 2024.
  • Foucault, M., Storia della follia, 2011.
  • Foucault, M., Sorvegliare e punire, 2014.
  • Goffman, E., Asylums, 2010.
  • Szasz, T. S., Il mito della malattia mentale, 1966.

Bibliografia Laura Guerra

  • Boshes, R. A., «The CATIE schizophrenia trial», 2007.
  • Moncrieff, J., Le pillole più amare, 2020.
  • Maviglia, M., Guerra, L. e Gandolfi, M., Sospendere gli psicofarmaci, 2024.
  • Breggin, P. R., La sospensione degli psicofarmaci, 2018.
  • Whitaker, R., Indagine su un’epidemia, 2013.
  • Gøtzsche, P. C., «Suicidality and aggression», 2016.
  • Breggin, P. R., Medication madness, 2009.
  • Schwarz, A., ADHD nation, 2016.
  • Timimi, S., «ADHD as a cultural construct», 2004.
  • Staton, T., «Harvard docs punished», 2011.

Bibliografia Rocco Canosa

  • Basaglia, F., L’istituzione negata, 1968.
  • Basaglia, F. e Ongaro Basaglia, F., La maggioranza deviante, 1971.
  • Basaglia, F., Scritti 1953-1980, 2023.
  • Basaglia, F., Conferenze brasiliane, 2018.
  • Colucci, M. e Di Vittorio, P., Franco Basaglia, 2024.
  • Foot, J., La repubblica dei matti, 2014.
  • Slavich, A., All’ombra dei ciliegi giapponesi, 2022.

🎬 Filmografia

  • Collettivo antipsichiatrico Violetta Van Gogh, No loco, documentario, 2003. 🔗
  • Valente, A., Pietro, [s.d.].
  • Giovanardi, V., Neri, V. e Dicorato, A., Reparto 14, documentario. 🔗
  • D’Oronzo, M. R., Gli occhi non li vedono, documentario, 2014. 🔗
  • Klayman, A., Take your pills (Hai preso le pillole?), Netflix, 2018.
  • Quatriglio, C., 87 ore: Gli ultimi giorni di Francesco Mastrogiovanni, DVD, 2015.
  • Tepedino, D., Le regole di Arnold per il successo, 2018. 🔗
  • Catapano, S., Dagli O.P.G. alle R.E.M.S., 2015. 🔗
  • RaiNews24, Spotlight 2022/23 – Storia di Mattia, RaiPlay, 2023. 🔗

📚 Sitografia

🎧 Podcast

  • Zanni, F. e Bergianti, E. – Come una marea (Radio 24, 2024) 🔗
  • Roghi, V. – Archivi della follia (RaiPlay Sound, 2024) 🔗
  • Jona, L. e Storace, F. – Tutta colpa di Basaglia (Spotify, 2024) 🔗

FIRENZE: venerdì 8/05 presentazione di NEANCHE UN FILO D’ERBA c/o comunità delle Piagge

  • Aprile 22, 2026 4:47 pm

VENERDÌ 8 MAGGIO COMUNITÀDI BASE delle PIAGGE alle ore 18

c/o il centro sociale il Pozzo in piazza I. Alpi-M. Hrovatin 2 FIRENZE

il COLLETTIVO ANTIPSICHIATRICO ANTONIN ARTAUD presenta

NEANCHE UN FILO D’ERBA Socioanalisi narrativa di un carcere minorile

edizioni Sensibili alle foglie

a cura di PAOLO BELLATI e RENATO CURCIO

interverranno gli autori

a seguire Apericena

LINK per ascoltare l’intervista sulla donna morta a Vigevano su Radio OndaRossa

  • Aprile 21, 2026 2:42 pm

Questo sotto è il link per ascoltare l’intervista fatta, come Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud,
a Radio Ondarossa sulla vicenda della donna morta in chiesa a Vigevano ammanettata e contenuta.

https://www.ondarossa.info/newsredazione/2026/04/morire-contenzione-vigevano

Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud

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MORIRE IN CHIESA, AMMANETTATA E CONTENUTA

  • Aprile 14, 2026 11:31 pm

MORIRE IN CHIESA, AMMANETTATA E CONTENUTA

Novembre 2023. Vigevano, Pavia. Chiesa della Madonna Pellegrina.

I giornali raccontano che è in corso un funerale. Una donna, già in carico ai servizi psichiatrici, entra, si inginocchia, va in crisi, alza la voce. «Non aveva la percezione del luogo in cui si trovava. Abbiamo quindi pensato di chiedere un intervento di natura sanitaria e di pubblica sicurezza», racconta il parroco alla stampa. Sembrerebbe dunque un TSO in piena regola, ma i resoconti cronachistici sono reticenti e contraddittori. Di certo si capisce che c’è stato l’intervento di due agenti della polizia locale, che avrebbero in qualche modo fermato e contenuto la donna. «La donna era a pancia in giù: uno le teneva la testa bloccata per impedirle di picchiarla contro il pavimento mentre i colleghi le aveva bloccato le gambe», secondo un altro quotidiano.

La donna muore durante il fermo.

C’è un processo attualmente in corso. I due agenti devono difendersi dall’accusa di omicidio colposo. «I poliziotti, infatti, avrebbero immobilizzato e ammanettato la donna […] la quale subito dopo sarebbe morta. La Procura dovrà chiarire se il decesso sia stato causato dalle modalità con cui la 39enne è stata fermata o se sia morta per cause naturali», riferisce ancora la stampa.

Fin qui i resoconti cronachistici. Malgrado le nostre ricerche non c’è stato possibile avere ulteriori informazioni sugli sviluppi del procedimento in corso.

Da quello che risulta, e da quello che siamo riusciti a sapere direttamente, la vittima non era una persona aggressiva, né in quel momento stava commettendo violenza contro altre persone. Esprimeva sicuramente a suo modo uno stato di profonda sofferenza interiore, di difficoltà personale. Sarebbe stato necessario prendersi carico, attuare modalità di protezione, ascolto e cura. Invece sembra ormai una pratica ordinaria, normale, accettabile quella di rispondere all’inquietudine, allo smarrimento, all’evidente sofferenza, all’intimo turbamento in maniera repressiva e violenta, anche con lo schiacciamento a terra, le manette, la contenzione, il soffocamento. Con i mezzi tipici del trattamento sanitario obbligatorio, l’unica pratica “medica” che si mette in atto con l’intervento della forza pubblica, con l’imposizione della “cura”. A migliaia ne vengono praticati ogni anno in Italia, decine ogni giorno. E troppo spesso finiscono così, con la morte “accidentale” di chi li subisce.

Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud

Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud

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LIVORNO: venerdì 17/04 presentazione di PAZZI DA MORIRE c/o Teatro Officina Refugio

  • Aprile 12, 2026 4:42 pm

VENERDÌ 17 APRILE a LIVORNO c/o il Teatro Officina Refugio Scali del Refugio 8 alle ore 18:30

presentazione diPAZZI DA MORIRE. Le storie delle persone decedute e i dispositivi mortificanti della psichiatria”. Edizioni Sensibili alle foglie

a cura del Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud