COMUNICATI di SOLIDARIETA’ con il COLLETTIVO ARTAUD

  • May 17, 2018 3:32 pm

Sotto i vari comunicati di solidarietà con il Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud che ci sono arrivati in questo periodo. Ringraziamo tutti i singoli, i collettivie le strutture che ci hanno scritto parole solidali e di sostegno.

Care compagne e cari compagni del Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud,
come OfficinePeregrine Teatro vi scriviamo dalla Gallura per darvi tutta la nostra solidarietà e vi offriamo il nostro sostegno nella risposta che vorrete mettere in atto contro l’attacco costruito da potere medico e potere giudiziario.
Un abbraccio teatrantico e di forza,
OfficinePeregrine Teatro

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COMUNICATO CAMAP PER SOLIDARIETA’ AL COLLETTIVO ARTAUD

…’Le violenze’ dalla parte del manico…

Esprimiamo con queste righe la nostra solidarietà ai compagni del Collettivo Antipsichiatrico Artaud di Pisa accusati di violenza privata.Oltre ad appoggiare il comunicato scritto dai pisani ci sentiamo di aggiungere qualche parola sia perchè siamo fermamente certi della totale infondatezza delle accuse sia perchè altrettanto certi siamo dell’audacia e della bontà dei compagni da anni coinvolti nel perseguire l’attività volontaria contro gli abusi e le violenze (queste sì, reali) dell’istituzione psichiatrica. La riflessione alla base del nostro ragionamento ci fa pensare che le accuse oggi piovute sui pisani sarebbero potute arrivare a noi (avendo conosciuto, tra l’altro, direttamente l’accusatrice ed il suo modo di attaccare) così come su qualsiasi collettivo o realtà che si apre al debole, alla persona in difficoltà oppure in un momento di fragilità. Siamo pertanto ben consci che tale apertura può diventare un’arma a doppio taglio se, per qualsivoglia motivo, il soggetto coinvolto decide di cambiare bandiera e screditare in maniera inopinata le persone legate alla resistenza antipsichiatrica. Non abbiamo, volutamente, le spalle coperte da partiti ed associazioni pertanto siamo altresì facilmente attaccabili. Siamo attaccabili non solo con la menzogna, lo siamo anche in nome del bieco sfruttamento della propria condizione e del proprio personale. Il proprio tornaconto si appaga proiettando il proprio disagio nella direzione sbagliata…D’altra parte siamo pronti ad afferrare il coltello che ci viene puntato dalla parte della lama poichè non esiste vergogna delle nostre pratiche politiche e sociali, la nostra volontà e volontarietà  sono la spinta per fornire aiuto gratuito a qualsivoglia oppresso, disagiato, fragile. Non mancherà mai la nostra azione di libertà ed accoglienza, di aiuto e condivisione, di supporto ed ascolto nell’accettazione più completa. L’accettazione ci sarà sempre, la pazienza quasi. Solidarietà ad oltranza ai pisani, alla loro sensibilità ed alla loro storia fatta di accoglienze e non di violenze.

CAMAP – Collettivo Antipsichiatrico Camuno

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Cari compagni/e,

Ho appreso con grande dolore la notizia delle denunce rivolte a due di voi. Vi invio tutta la mia solidarietà. Se c’è qualcosa che posso fare per aiutarvi….ditemelo. Mi avete aiutato in momenti di grande difficoltà, e vorrei poterlo ricambiare. Soprattutto spero che insisterete nella lotta, perchè quello che fate è di vitale importanza per molti. Non scoraggiatevi! Cercherò di passare da voi nelle prossime settimane, e di nuovo: se posso aiutarvi in qualche cosa, lo farò volentieri. 

Nella solidarietà e nella lotta

Fabrizio Cucchi – Empoli

_______________________________________________________________________Conoscendo direttamente da anni sia l’impegno svolto dal Collettivo antipsichiatrico “A. Artaud” che le persone inquisite, intendo manifestare lo stupore per le accuse loro rivolte riguardo presunte minacce che avrebbero rivolto nei confronti di chi stava cercando un aiuto.

L’approccio critico nei confronti del sistema psichiatrico che anima l’attività di base svolta dal Collettivo, senza alcuno scopo di lucro o di potere, verso persone che in primo luogo esprimono il bisogno di un ascolto sensibile e un sostegno paritario, si concretizza attraverso relazioni umane libere. Libere dallo schema che definisce come “malati mentali” quanti vivono disagi e sofferenze determinate in primo luogo da rapporti sociali, familiari e culturali tendenti a negare le diversità e i problemi individuali.

Tale impegno volontaristico è, a tutti gli effetti, l’opposto delle logiche coercitive – e quindi violente – con i quali “normalmente” si vogliono curare persone in difficoltà, sovente strette fra trattamenti sanitari obbligatori e psico-farmaci.

Per questo, l’ipotesi che alcuni aderenti al Collettivo abbiano esercitato una qualche forma di oppressione ai danni di una persona in difficoltà appare paradossale e il processo intentato assume connotazioni kafkiane.

Nel comune rifiuto di ogni discriminazione, esprimo la mia più affettuosa e incondizionata solidarietà.

Marco Rossi

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 «Non si rovescerà il potere come si rovescia un Governo.

Il fronte unito contro l’autorità copre l’estensione della vita quotidiana

e impegna l’immensa maggioranza degli uomini.

Saper vivere è saper non arretrare di un pollice nella propria lotta contro la rinuncia»

(R. Vaneigem)

Conosco da molti anni i compagni e le compagne del collettivo antipsichiatrico Antonin Artaud per poter affermare che questo è un processo politico che niente ha a che fare con le motivazioni pretestuose della denuncia. Non mi stupisce – né mi scandalizza – che la società del controllo tenti in ogni modo di mettere a tacere non tanto chi lotta contro gli abusi della psichiatria, ma chi lo fa in modo orizzontale, senza gerarchie, proponendo pratiche di auto-aiuto, di contro-informazione, e soprattutto di analisi sul potere psichiatrico che oggi più che mai è una delle protesi capitalistiche più subdole ed efficaci all’asservimento di chi non vuol piegarsi. La gravità di questo procedimento è che può rappresentare un precedente per tutti e tutte coloro che lottano quotidianamente contro l’autoritarismo delle istituzioni totali, ed è quindi importante non far mancare appoggio e sostegno ai compagni coinvolti.

Un abbraccio affettuoso e solidale ai due amici e a tutto il collettivo Artaud

Martina Guerrini

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Esprimiamo la nostra solidarietà ai compagni del Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud di Pisa coinvolti in un processo che intende colpire l’impegno a fianco delle vittime delle istituzioni psichiatriche. L’accusa mossa contro i compagni è evidentemente funzionale alla criminalizzazione di ogni tentativo di arginare
l’arbitrio della psichiatria e di tutte le istituzioni autoritarie. Non abbiamo dubbi sulla correttezza e la coerenza dell’agire dei compagni e perciò denunciamo questa ennesima montatura giudiziaria. Siamo convinti della necessità di agire dal basso, in strada, per rivendicare la libertà di scelta di ogni individuo sulla

propria vita contro ogni proibizione e contro ogni costrizione. Rimanendo sempre al loro fianco ci auguriamo il più sollecito proscioglimento dei compagni imputati.

Ateneo Libertario – Firenze

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Solidarietà al Collettivo Antipsichiatrico Artaud

 

A fine maggio inizierà un processo nei confronti di due compagni del collettivo antipsichiatrico di Pisa; due imputati che saranno usati per mettere sotto accusa l’intero collettivo e le lotte che lo contraddistinguono da sempre.

Il collettivo Artaud da anni diffonde saperi e sostiene le persone vittime di abusi psichiatrici, in una città come la nostra che, solo per fare un esempio, ha visto portare avanti per tantissimi anni senza alcun ritegno la pratica dell’elettroshock, una vera e propria tortura.

Tanti sono gli esempi che si potrebbero portare, tante le donne e gli uomini che si sono rivolte agli sportelli di ascolto, che nel collettivo hanno trovato una rete per rompere la solitudine, per trovare un’alternativa all’eccesso farmacologico e ai ricoveri psichiatrici.

Per questi e molti altri motivi ci stringiamo ai due attivisti denunciati e al collettivo tutto, convinti che non sarà un’aula di tribunale a poter mettere in discussione le nostre pratiche collettive e le nostre lotte.

S.A. Newroz – antagonist* pisan*

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Solidarietà alle compagne e ai compagni del Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud di Pisa.                Come Centro Sociale in questi anni abbiamo collaborato e ospitato varie iniziative del collettivo consapevoli dell’importanza della lotta contro tutte le pratiche coercitive della psichiatria e dell’importanza di sostenere le persone colpite da abusi psichiatrici, che il collettivo Artaud porta avanti sul proprio territorio. Esprimiamo il nostro sostegno e la nostra solidarietà ai compagni che verranno processati e a tutto il collettivo!

Un abbraccio affettuoso e solidale

CSA NexT Emerson – Firenze

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La psichiatria è una branca della medicina che ha deciso, progressivamente dalla fine del 1700, che sofferenze dell’anima, sofferenze fisiche non immediatamente spiegabili, dolori, discorsi incomprensibili o troppo poetici erano di sua competenza. Così è nata la anormalità contemporanea. Come malattia. Una storia del ben pensare, o del profondo conoscere, che si è da subito associata a un altro aspetto, ovvero la collocazione dello psichiatra-medico nello Stato, una scelta per la legge. Come è noto, a noi in particolare in questa regione del Friuli Venezia Giulia, questa duplice se non forse plurima scelta ha condotto da subito all’ospedale, all’internamento dei cosiddetti malati di mente (disturbati, deficienti, ritardati, e poi psicotici, schizofrenici e isteriche…) e come conseguenza alla violenza degli spazi e delle menti chiuse. Il collettivo Antonin Artaud di Pisa, che ha recentemente pubblicato un volume dal titolo Elettroschock, è un collettivo antipsichiatrico che offre da anni supporto a tutti coloro che cercano di uscire dal mondo psichiatrico.     Non è difficile incorrere in problemi assumendo una posizione contraria all’ordine delle menti e dei corpi che la psichiatria continua a determinare silenziosamente nelle nostre società paritarie. E’ quanto sta accadendo al collettivo a causa di una denuncia. Il supporto e la solidarietà umana, senza riconoscimento di legge, sono senza diritto e dunque colpevoli. Di mille cose. Le possiamo tutti immaginare. E’ esprimendo la nostra solidarietà al collettivo, che ribadiamo il primato dei rapporti reali su quelli simbolici, e l’irriducibilità della sofferenza al puro e semplice ambito della malattia.

Gruppo Anarchico Germinal

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Ad ascoltare radio e televisioni in questi giorni di ricorrenza della legge 180, parrebbe che tutto l’orrore dei grandi istituti manicomiali, l’utilizzo della scienza psichiatrica quale strumento di controllo sociale a partire dall’800, la stretta relazione tra classi povere e psichiatrizzazione, o insubordinazione e psichiatrizzazione, possano ritenersi cose del passato. Le cose non stanno cosi; spesso i manicomi si sono solo ridotti di dimensioni così come gli Opg, e i dispositivi di controllo e annientamento della persona non mancano: contenimenti fisici e farmacologici indiscriminati, TSO, soluzioni morbide dove però la persona non ha tutti i diritti che prima aveva. Tutte queste cose voi le sapete molto bene perché donate le vostre energie per cercare di interporvi tra chi rischia di perdere la propria libertà di individuo e un potere che può essere ancora più annichilente e totale di quello esercitato da altre istituzioni. Piena solidarietà per il vostro impegno che è solo frutto della vostra volontà e in virtù di una mirabile idea di dignità umana.

Monica, Tiziana, Pio, Bruno, Dina, Mauro, Davide, Jacopo e altri liberi pensatori del Circolo anarchico Umberto Marzocchi.

Tutti gli amici che condividono queste idee o hanno provato sulla loro pelle il potere del “pregiudizio psichiatrico” .

 

 

comunicato stampa Telefono Viola Piacenza e Telefono Viola Sicilia: “2 mesi rinchiuso in psichiatria”

  • May 13, 2018 1:16 pm

2 MESI RINCHIUSO IN PISICHIATRIA

In data 23.3.2018,i Telefoni Viola di Piacenza e Sicilia raccolgono una richiesta d’aiuto del signor S.D.,il quale è ricoverato in regime di T.S.O. dal 25.2 presso il reparto psichiatrico(S.P.D.C)dell’ospedale Bassini di Cinisello Balsamo(Mi).

I volontari della sede di Piacenza,si recano in reparto per incontrare S.D. in data 26.3.2018

La persona in questione,sollecita un intervento al fine di uscire dal reparto e rientrare al proprio domicilio. S.D.,fin dal suo ingresso in ospedale,accetta la somministrazione della terapia predisposta dal personale sanitario, tuttavia gli è negata la richiesta di ricevere copia della documentazione relativa al T.S.O.

La legge 833 prevede, che si possa legalmente predisporre un T.S.O,solo nel caso in cui ci sia un rifiuto della terapia proposta da 2 medici(al di là delle valutazioni soggettive di natura “clinica” espresse dai sanitari).Nel momento della predisposizione del T.S.O,da parte del sindaco,il ricoverato ha diritto a ricevere una notifica,ma ad oggi (7.5.2018) S.D. non ha ancora ricevuto copia dei documenti richiesti.

Il giorno stesso,il Telefono Viola di Piacenza relaziona la visita effettuata a Cinisello Balsamo e in data 27.3,invia le richieste sopracitate rispettivamente al:

Direttore sanitario dell’ospedale Bassini;
Responsabile del reparto psichiatrico(S.P.D.C);
Direttore del D.S.M competente.

Nessuna delle parti risponde e negano ogni contatto telefonico.Primo chiaro segnale del loro spirito collaborativo…

In data 6.4,la Direzione sanitaria proibisce la visita in reparto ad un operatore dell’associazione,confermando la volontà dei medici d’impedire al paziente(anche se sarebbe più opportuno definirlo sequestrato)di ricevere assistenza legale,offerta gratuitamente dal Telefono Viola. S.D. non può comunicare con l’esterno, poiché il personale dopo avergli sequestrato il cellulare,ne governa l’utilizzo,condizionando così,un principio ispiratore della legge 180/Basaglia.

Dopo vari solleciti,la Direzione sanitaria accetta di incontrare una rappresentanza del Telefono Viola di Piacenza ed un avvocato che collabora con l’associazione. All’appuntamento la direzione difende le proprie scelte, quali misure prese a “tutela del paziente”…
Secondo il parere dei sanitari,S.D.,dopo quasi 2 mesi di T.S.O(dal 2.3 al 20.4,inspiegabilmente predisposto dal Sindaco di Cinisello e autorizzato dal Giudice Tutelare del Tribunale di Monza),necessità di ulteriori accertamenti e cure.

Si ritiene imperdonabile che la Direzione calpesti i pochi diritti del paziente psichiatrico,sanciti da una legge(833)che va rispettata,anche presso il reparto S.P.D.C dell’ospedale Bassini.
Il 19.4, i legali predispongono un ricorso del T.S.O,nel quale si contesta:la mancanza di notifica dei provvedimenti(T.S.O)prorogati ogni 7 giorni per 2 mesi,l’interdizione ai legali e agli operatori di incontrare personalmente S.D.,l’accettazione da parte del paziente della “terapia”,condizione necessaria per revocare un T.S.O.

Dopo ben 18 giorni dall’udienza del 19.4 il Giudice Tutelare rigetta il ricorso definendolo erroneamente “infondato”.Il Tribunale falsifica la realtà dichiarando che S.D. non ha espresso ai sanitari l’accettazione della terapia.Al di là delle comunicazioni verbali quello che oggettivamente conta è il comportamento collaborativo di S.D riguardo l’assunzione della terapia e l’ostruzionismo dei sanitari nei confronti del Telefono Viola.

Attualmente,S.D. e’ ricoverato dal 20.4 in T.S.V(trattamento sanitario volontario),verrà trasferito in una comunità come da lui richiesto ma i sanitari hanno già rimandato il collocamento previsto per il 3.5 causa le sue forti preoccupazioni in merito alla reale destinazione.Il suo cellulare è stato nuovamente sequestrato…

In data 7.5,durante un incontro con S.D.,i suoi genitori e la responsabile del S.P.D.C, otteniamo la restituzione del telefono che gli permette di contattarci e rassicuriamo S.D e sollecitiamo la responsabile perché il trasferimento presso la struttura residenziale possa effettuarsi tra pochi giorni e conseguentemente abbandonare,finalmente,il reparto.

La comunità non sarà certamente risolutiva nei confronti delle problematiche riscontrate da S.D, ma indubbiamente la sua libertà verrà,anche se in minima parte,riconquistata.
Dopo i continui interventi del Telefono Viola la situazione è indubbiamente migliorata,la struttura ospedaliera dimostra maggiore disponibilità a collocare S.M presso la comunità nonostante legittimi totalmente le sue pratiche,ovverosia di “curare” una persona sequestrandola per due mesi(dal 25.3 al 20.4).

Alla faccia di chi pensa che i manicomi siano scomparsi…

La resistenza di chi non accetta di essere considerato “nuda vita”, di chi rifiuta la solitudine, l’isolamento e i ricatti imposti dai servizi psichiatrici, aiuta a far chiarezza circa una realtà ordinaria che si serve della menzogna e di un “uso creativo” della legge, per difendere la cultura manicomiale.La trasmutazione semantica di alcune parole,ne è l’esempio più pertinente.

Queste contraddizioni e questi abusi raggiungono la cosiddetta normalità in una veste più addomesticata.Per tale ragione,è fondamentale risignificare questa ordinarietà alla luce di un apporto plurale,collettivo,multidisciplinare al tema. Poiché l’isolamento fisico e l’annientamento sono consequenziali ad un isolamento morale e politico.Le violenze fisiche e psicologiche(anche quelle legalizzate)presso i sevizi ospedalieri,residenziali,diurni e ambulatoriali sono,a quarant’anni dall’entrata in vigore della legge 180/Basaglia,una prassi non un’eccezzione.

Per quanto ci riguarda continueremo a fornire sostegno concreto a S.D. e a tutti i soggetti che esprimono la volontà di resistere alle logiche manicomiali e di liberarsi dalla morsa psichiatrica esclusivamente abile nel patologizzare e conseguentemente medicalizzare ogni resistenza e ogni problematica esistenziale.

Cinisello Balsamo(Mi) 10.5.2018

TELEFONO VIOLA -Piacenza,TELEFONO VIOLA -Sicilia.
www.telefonoviola.org

BOLOGNA dom 13/05 diretta live su “40 anni di legge 180” a cura di RadioFrequenzaAppennino

  • May 6, 2018 5:00 pm

BOLOGNA DOMENICA 13MAGGIO c/o Casa del Popolo 20 Pietre in via Marzabotto 2

A cura di Radio Frequenza Appennino – Frequenze Partigiane

In occasione del 40° anniversario della Legge 180 la rubrica radiofonica di RFA Frequenze Partigiane propone alle ore 18 un live per ricordare la disumana realtà dei manicomi …

CAPACI di INTENDERE e di VOLERE

Ospiti della trasmissione:

Il Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud – autori del libro “Elettroshock”

Marco Rossi – autore del libro “Capaci di intendere e di volere”

Alessio Lega – cantautore

Per info:

www.frequenzappennino.com

antipsichiatriapisa@inventati.org / artaudpisa.noblogs.org

FIRENZE ven 11/05 presentazione “CORRENTI di GUERRA” c/o Ateneo Libertario

  • May 1, 2018 7:13 pm

FIRENZE VENERDI’ 11 MAGGIO c/o Ateneo Libertario in via Borgo Pinti

Dal pomeriggio Mostra di disegni di Massimo”Guru”De Micco

Alle ore 20 APERICENA

Alle ore 21 presentazione del libro:

 “CORRENTI di GUERRA. Psichiatria militare e faradizzazione durante la prima guerra mondiale.” di Marco Rossi autoprodotto dal Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud

a seguire dibattito con l’autore e il collettivo

per info: ateneolibertariofirenze@inventati.org-www.autistici.org/ateneolibertariofiorentino antipsichiatriapisa@inventati.org-artaudpisa.noblogs.org

COMUNICATO SOLIDARIETA’ per il COLLETTIVO ANTIPSICHIATRICO ANTONIN ARTAUD

  • April 26, 2018 5:33 pm

COMUNICATO SOLIDARIETA’ per il COLLETTIVO ANTIPSICHIATRICO ANTONIN ARTAUD

Due compagni del Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud avranno un processo per violenza privata,  perché accusati di aver minacciato una persona.

Questa persona si è rivolta a noi tramite telefono, ed è venuta una volta allo sportello d’ascolto, per avere un aiuto per uscire dalle maglie della psichiatria e per una certificazione, in modo da non avere un TSO, da presentare al medico della medicina del lavoro. Una volta presentatasi al colloquio con il medico è stata convinta da questi che noi non stavamo agendo nella legalità. Non è stato più possibile parlare in modo calmo e pacifico con questa persona, che non ha voluto più ascoltarci e senza avere prove reali nei nostri confronti ci ha denunciati.

Abbiamo un telefono cellulare dedicato alle persone che hanno la necessità di contattarci in caso di emergenza psichiatrica o semplicemente per confrontarsi, avere dei consigli o essere ascoltate. Il sostegno diretto alle persone che ci contattano, tramite lo sportello, è azione di informazione riguardo ai trattamenti in corso, le loro conseguenze e i loro effetti collaterali, unita spesso alla denuncia degli abusi ai diritti dei pazienti stando alle poche garanzie che la Legge Basaglia prevede.

Da anni il nostro impegno consiste nell’osservazione e nell’analisi del ruolo sempre più ingombrante che la psichiatria si vede riconoscere all’interno della società, ponendo particolare attenzione alle modalità e ai meccanismi attraverso i quali essa si espande sempre più capillarmente e trasversalmente.

La nostra battaglia, per la difesa dei diritti umani all’interno dell’istituzione psichiatrica, andrà avanti e continueremo a lottare contro tutte quelle forme coercitive della psichiatria come il TSO (trattamento sanitario obbligatorio), e per l’immediata chiusura delle REMS (Residenze Esecuzione Misure di Sicurezza).

Alla fine del mese di maggio di quest’anno partirà il processo che ci vede imputati, è probabile che il PM cercherà di mettere in discussione le pratiche politiche e sociali antipsichiatriche che hanno contraddistinto il collettivo Artaud sul territorio. Chiediamo la solidarietà di tutti i collettivi, i gruppi, i Telefoni Viola e le persone che da anni, come noi, portano avanti le stesse istanze di libertà.

Il Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud – Pisa

antipsichiatriapisa@inventati.org/ www.artaudpisa.noblogs.org/ 335 7002669

LIVORNO: giov 26/04 “XANAX e i suoi FRATELLI. L’uso degli psicofarmaci a scopo ricreativo.”

  • April 19, 2018 7:33 pm

LIVORNO Giovedì 26 aprile ore 18 

c/o Ex Caserma Occupata in via Adriana 16

“XANAX e i SUOI FRATELLI: l’uso degli psicofarmaci a scopo ricreativo”

L’Osservatorio antiproibizionista Canapisa-Crew e

il Collettivo antipsichiatrico “Antonin Artaud”

proveranno ad approfondire questo fenomeno estremamente diffuso tra i giovani

A seguire:

– Cena vegetariana antipro Benefit Canapisa 2018

– Proiezione di “Siamo fatti così”, documentario che nasce dal’esigenza, da parte di MDMA (movimento di massa antiproibizionista) e di Polivisioni (gruppo di filmaker indipendenti), di capire quali siano i meccanismi sociali e politici che sottostanno alle logiche proibizioniste, cercando, per quanto possibile, di proporre alternative.

Per info:

canapisa@inventati.org / antipsichiatriapisa@inventati.org

 

 

SUICIDIO nel Carcere di Sollicciano nel reparto degenza psichiatrica

  • April 18, 2018 7:54 pm

detenuto di origine marocchina si toglie la vita nel carcere di Sollicciano a Firenze lo scorso 8 aprile.

la persona era in attesa di giudizio ed era nel reparto degenza psichiatrica.
la scarsa informazione sui media ufficiali ci fa sorgere tanti dubbi in merito alla vicenda.

sotto trovate il link a radio wombat dove potete trovare una breve intervista sulla vicenda

https://wombat.noblogs.org/

FIRENZE ven 20/04 incontro su ANTIPSICHIATRIA IN TOSCANA c/o Ateneo Libertario

  • April 12, 2018 4:28 pm

VENERDI’ 20 APRILE a FIRENZE c/o Ateneo Libertario in via Borgo Pinti 50r

Alle ore 20 APERICENA

alle ore 21 ANTIPSICHIATRIA  in TOSCANA

in ricordo del compagno Raffaele “ROMA” Bonaccorsi ex –Telefono Viola di Milano

con proiezione del fumetto “SORVEGLIARE e COMPATIRE” e dei video “NO LOCO”,“PIETRO” di A. Valente, “CORTOSHOCK” di A.Maiorana, D.Filipetto

introduzione sull’esperienza del collettivo antipsichiatrico Violetta Van Gogh e incontro con il Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud di Pisa

per info: ateneolibertariofirenze@inventati.org-www.autistici.org/ateneolibertariofiorentino antipsichiatriapisa@inventati.org-artaudpisa.noblogs.org

 

TORINO sab 14/04 presentazione di “CORRENTI di GUERRA” c/o Mezcal Squat

  • April 4, 2018 7:36 pm

TORINO SABATO 14 APRILE c/o MEZCAL SQUAT c/o il Parco della Certosa di Collegno (Via Giovanni Lanza del Vasco 1, Parco Giacinto Dalla Chiesa)

Dalle ore 15 inaugurazione mostra sulla rivolta all’interno del manicomio criminale di Collegno

e presentazione del libro

“CORRENTI di GUERRA. Psichiatria militare e faradizzazione durante la prima guerra mondiale.” di Marco Rossi autoprodotto dal Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud

a seguire dibattito con l’autore e il collettivo

per info: antipsichiatriapisa@inventati.org

E’ la PSICHIATRIA SOCIALMENTE PERICOLOSA! volantino PRESIDIO NO REMS sab 7/04 Volterra

  • March 30, 2018 10:38 am

sotto il volantino che distribuiremo a VOLTERRA SABATO 7 APRILE durante il
Presidio informativo contro la REMS in piazza San Michele alle ore 11:30.
poi la giornata proseguirà con la Presentazione alle ore 17 di
“CORRENTI di GUERRA. Psichiatria militare e faradizzazione durante la prima guerra mondiale.” di Marco Rossi autoprodotto dal Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud
c/o lo Spazio Libertario Pietro Gori in Via Don Minzoni 58

a seguire alle ore 20 APERICENA

E’ LA PSICHIATRIA SOCIALMENTE PERICOLOSA

La Legge n°81/2014 ha chiuso gli OPG (Ospedali Psichiatrici Giudiziari), e ha previsto l’entrata in funzione delle REMS (Residenze Esecutiva per le Misure di Sicurezza).
La REMS di Volterra è un mini OPG, una struttura manicomiale, una istituzione totale.

Cambia il nome, cambia in parte la gestione e cambiano alcune procedure, forse queste strutture saranno “più pulite, moderne”, ma non cambia la sostanza. La logica concentrazionaria che ne è alla base, resta quella del fascista Codice Rocco, basata su un meccanismo d’internamento/custodia manicomiale per i cosiddetti “socialmente pericolosi”, un paradigma totalizzante/escludente per contenere una umanità “eccedente”. Chiudere i manicomi criminali senza cambiare il codice penale che li sostiene vuol dire creare nuove strutture, forse più accoglienti,  ma all’interno delle quali finirebbero sempre rinchiuse persone giudicate incapaci d’ intendere e volere. Per abolire realmente le REMS (e gli OPG ) bisogna non riproporre i criteri e i modelli di custodia e occorre metter mano a una riforma degli articoli del codice penale e di procedura penale che si riferiscono ai concetti di pericolosità sociale del “folle reo, di incapacità e di non imputabilità”, che determinano il percorso di invio alle REMS.
La questione non è solo la chiusura di questi posti: non si tratta solo di chiudere una scatola, per aprirne tante altre più piccole. Il problema è superare il modello di internamento, è non riproporre gli stessi meccanismi e gli stessi dispositivi manicomiali. Il problema non è se sono grossi o piccoli, il problema è che cosa sono. Il manicomio non è solo una questione di dove lo fai, se c’è l’idea della persona come soggetto pericoloso che va isolato, dovunque lo sistemi sarà sempre un manicomio.

Prima della fine dell’ultima legislatura è stato fatto passare un emendamento dal PD che dispone il ricovero nelle REMS esattamente come se fossero i vecchi OPG, dei detenuti considerati “rei folli”, quelli in osservazione psichiatrica e le persone con la misura di sicurezza provvisoria.
Il rischio che si corre nel momento in cui si dice che qualunque persona che si trova in carcere, o in una struttura psichiatrica, anche in attesa di giudizio, venga mandata nelle REMS, e’ quello che si ricostituiscano le strutture manicomiali. L’emendamento in questione ripristina la vecchia normativa prima della legge 81/2014, invece di affrontare il problema della legittimità delle misure di sicurezza provvisorie decise dai Gip, e di quelle che rimangono non eseguite, si ipotizza una violazione della legge 81 ripristinando la logica e le pratiche dei vecchi OPG.

Di fatto una parte consistente degli internati già dovrebbe essere fuori per le stesse regole statali; la gran parte non ha commesso violenze gravi su vittime indifese, come invece spesso viene detto strumentalmente; in ogni caso, come dimostra la realtà, gli apparati d’ internamento/controllo sistemici riproducono disastri sul piano sociale e individuale.
L’istituzione totale è un dispositivo classista e gerarchico, funzionale a logiche di profitto e dominio elitari, al contempo di omologazione e separazione. Per noi occorre partire da un nuovo paradigma non escludente, a cominciare dal fatto che la libertà è terapeutica e che occorre costruire relazioni sociali diverse e migliori, rivoluzionando l’esistente, rompendo così, a 360 gradi, la gabbia sistemica della cosiddetta “malattia mentale”, costruendo percorsi “altri”.

Crediamo che ci sia bisogno d’immaginare e sperimentare dal basso forme di sostegno socializzanti, come già avviene in alcune realtà autogestite, con persone che hanno cortocircuiti mentali e sofferenza psichica, che poi è sofferenza esistenziale, antitetici al sistemico internamento/controllo. Percorsi di apertura umana e interazione, coinvolgenti rispetto ai contesti territoriali e comunitari, in cui affrontare dal basso le vari situazioni critiche rigettando dispositivi segreganti. Sperimentazioni che possano usare risorse realmente pubbliche, in cui siano protagoniste le persone, nelle varie dimensioni, nel rispetto dell’integrità, dell’autonomia e della dignità di tutti/e i soggetti in campo, senza sbarre e contenzioni manicomiali.
Come libertari pensiamo che sia fondamentale la costituzione e sperimentazione di reti sociali autogestite e di spazi sociali autonomi rispetto al sistema imperante, lo svilupparsi di una varietà di percorsi di vita costruiti dal basso e basati sul mutuo aiuto e sul protagonismo delle persone.

Lo Spazio Libertario Pietro Gori e il Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud rimangono contrari a tutte le istituzioni totali. A partire da ciò, con altri aspetti ancora da approfondire data la complessità della questione, pensiamo che sia importante aprire un confronto sociale e culturale.

Spazio Libertario Pietro Gori Volterra,Via Don Minzoni 58
Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud, via San Lorenzo 38 Pisa antipsichiatriapisa@inventati.org