è stato pubblicato il nostro nuovo libro “PAZZI DA MORIRE. LE STORIE DELLE PERSONE DECEDUTE E I DISPOSITIVI MORTIFICANTI DELLA PSICHIATRIA “

  • January 16, 2026 4:56 pm

È uscito il nostro nuovo libro “PAZZI DA MORIRE. LE STORIE DELLE PERSONE DECEDUTE E I DISPOSITIVI MORTIFICANTI DELLA PSICHIATRIA “ edizioni Sensibili alle foglie.

Questo libro raccoglie 106 storie di persone che hanno subìto fino alle estreme conseguenze gli abusi della psichiatria, negli ultimi due decenni, in Italia. Il numero stesso rende l’idea della sistematicità diffusa, del carattere strutturale, non episodico, della violenza psichiatrica. La paziente e dolorosa raccolta di fonti e di dati che il Collettivo Artaud ha svolto restituisce alla società l’età, il luogo, la data e la causa di morte di queste persone decedute per abusi della psichiatria all’interno di diverse strutture psichiatriche. Le singole narrazioni sono raggruppate in sei sezioni (contenzione, TSO, OPG-REMS-ATSM, psicofarmaci, incuria e imperizia, suicidi) precedute da specifiche introduzioni che illustrano criticamente le modalità, i dispositivi e le pratiche dell’abuso psichiatrico esercitato sui singoli individui, fino ad arrivare a un esito mortale.

Il COLLETTIVO ANTIPSICHIATRICO ANTONIN ARTAUD, nato nel 2005, si propone come un gruppo sociale che, costruendo occasioni di confronto e di dialogo, vuole sostenere le persone maggiormente colpite dal pregiudizio psichiatrico. Il Collettivo si riunisce tutti i martedì alle ore 21:30 presso lo Spazio Antagonista Newroz, in via Garibaldi 72, a Pisa. Per le edizioni Sensibili alle foglie ha pubblicato, nel 2014, “Elettroshock. La storia delle terapie elettroconvulsive e i racconti di chi le ha vissute”.

Per info e contatti:
Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud
via San Lorenzo 38, 56100 Pisa
3357002669 antipsichiatriapisa@inventati.org
artaudpisa.noblogs.org

MORIRE DI PSICHIATRIA A LIVORNO: ennesima vittima è la terza dal 2017

  • January 6, 2026 11:26 pm

MORIRE DI PSICHIATRIA A LIVORNO

ennesima vittima è la terza dal 2017

Apprendiamo che una donna di quarantuno anni, di cui non conosciamo l’identità, si sarebbe suicidata nel bagno del reparto di Psichiatria dell’ospedale di Livorno il 27 dicembre scorso.

È successo ancora. Un’altra volta, sempre nello stesso posto. Sempre nell’ SPDC (Servizio Psichiatrico Diagnosi e Cura) padiglione 10° degli Ospedali Riuniti di Livorno.

L’ASL Toscana Centro, intervenuta a posteriori con una nota diramata ai giornali, parla di un “caso sentinella”: un evento cioè grave, imprevedibile, inaspettato.

Imprevedibile?

Per quello che ci è dato sapere in pochi anni si sono verificati almeno altri due casi di persone decedute dopo essere state ricoverate all’interno di quello stesso reparto.

La mattina del 14 marzo 2017 una ragazza di ventiquattro anni scappa dal reparto di psichiatria di Livorno dove era ricoverata e si toglie la vita gettandosi sotto un treno. Di lei non si conosce neanche il nome.

A comunicare la notizia della morte di Guglielmo Antonio Grassi all’inizio di aprile del 2021 è stato invece l’ex-primario in pensione di quello stesso reparto, attraverso una indignata e circostanziata lettera di denuncia alla stampa locale. Dal suo racconto si evinceva lo stato di generale decadenza del reparto di Psichiatria dell’ospedale di Livorno (sbarre alle finestre, porte chiuse, sfratto dell’Associazione degli utenti, aumento della contenzione meccanica). Grassi muore di polmonite dopo essere stato legato al letto di contenzione per più di sette giorni.

La donna deceduta nel pieno delle recenti feste natalizie era uscita dal carcere due settimane prima di morire. Dalla ricostruzione dei giornali risulta che non si sentiva bene e che dopo una visita al pronto soccorso, era stato disposto il suo ricovero (volontario) in Psichiatria nel pomeriggio del 26 dicembre. Qui, all’interno del bagno, secondo i giornali, si sarebbe soffocata. È risultato inutile qualsiasi tentativo di rianimarla da parte del personale sanitario.

La figlia il giorno precedente aveva chiamato in reparto chiedendo inutilmente di parlare con la madre. Ha poi ricevuto la notizia all’una di notte: «Sua madre è morta, si è suicidata». Insieme ad altri familiari si è immediatamente diretta al padiglione 10, chiedendo di poter entrare. Adducendo motivi di sicurezza e procedurali il personale sanitario ha impedito loro di entrare e ha poi chiesto l’intervento di una pattuglia di carabinieri per placare la rabbia dei familiari.

La figlia e il marito della donna hanno sporto denuncia. La procura ha avviato un’indagine su quanto accaduto, allo scopo di appurare eventuali responsabilità penali. È stata acquisita la cartella clinica per indagare sulla terapia somministrata, e sono stati ascoltati alcuni dei sanitari che l’hanno presa in carico. La dottoressa di guardia quella notte è stata indagata con l’imputazione provvisoria di omicidio colposo. La salma resta sotto sequestro: è stata disposta l’autopsia, di cui si attendono i risultati.

L’Asl Toscana Nord-Ovest ha comunque difeso l’operato del personale, e ha attivato un audit interno per capire cosa sia accaduto con esattezza. Un sindacato di categoria ha puntato il dito contro la carenza di personale.

A Livorno prevalgono gli stessi dispositivi custodialistici e post-manicomiali utilizzati nella stragrande maggioranza dei reparti psichiatrici in Italia.

Livorno non fa parte dei 24 reparti psichiatrici no-restraint (su 329 totali), gli unici dove non si legano le persone. E a Livorno si muore legati a un letto di contenzione.

A Livorno nel 10° padiglione le visite esterne sono regolamentate a discrezione del personale sanitario. Troppo spesso questa limitazione comporta sofferenze ulteriori per pazienti e familiari, oltre a una mancanza di controllo su inadempienze e abusi.

Possiamo supporre, inoltre, che una persona appena uscita da una reclusione carceraria abbia bisogno di un sostegno e di una risposta adeguata ai propri bisogni. Fra le altre cose, nelle carceri italiane si vive in una condizione al limite della sopportazione e della stessa dignità umana, dove la somministrazione incontrollata e smisurata di psicofarmaci è nota e costante, a scopo sedatorio e di controllo. Quale trauma ha riportato la donna dopo l’esperienza carceraria? Perché il pronto soccorso ha stabilito di inviarla in Psichiatria?

Manca infine una seria elaborazione statistica dei dati riguardanti i suicidi all’interno dei reparti psichiatrici italiani, come avviene invece per i suicidi in carcere. Come per le carceri, i suicidi in psichiatria non sono eventi episodici ma strutturali. I suicidi avvenuti all’interno delle istituzioni psichiatriche rappresentano in tutto e per tutto, come per chi si toglie la vita in carcere, delle morti di Stato. Il suicidio svela il cortocircuito che si verifica all’interno dell’istituzione psichiatrica: istituzione teoricamente finalizzata alla cura e che, invece, insinua e finisce per innescare essa stessa i fenomeni suicidari.

Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud

per info:

Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud

via San Lorenzo 38, 56100 Pisa

3357002669 antipsichiatriapisa@inventati.org

artaudpisa.noblogs.org

LINK per ascoltare intervista alla trasmissione “Diario di città” di Novaradio

  • December 15, 2025 8:39 pm


https://www.novaradio.info/podcast/2025/12/15/diario-di-citta-15-dicembre-2025/

Questo è il link per ascoltare l’intervista fatta, come collettivo Artaud, a “Diario di città” trasmissione di Novaradio sulle attività del collettivo, sulla psichiatria e le strutture deputate alla cura.

Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud via San Lorenzo 38, 56100 Pisa 3357002669 antipsichiatriapisa@inventati.org artaudpisa.noblogs.org

link per ascoltare intervista a Radio BlackOut sull’elettroshock

  • December 11, 2025 5:31 pm

https://radioblackout.org/2025/11/piemonte-verso-il-ritorno-del-lelettroshock

Questo è il link per ascoltare l’intervista che abbiamo fatto, come collettivo Artaud, a Radio BlackOut sull’elettroshock. Fratelli d’Italia ha presentato un emendamento al piano sanitario che prevede il ritorno all’elettroshock in Piemonte.
La più famigerata delle torture psichiatriche potrebbe essere utilizzata con i “depressi gravi”. Oggi si chiama Tec e viene somministrata in anestesia. Una scarica elettrica umanitaria. Peccato che i deficit cognitivi e di memoria che ne derivano mostrano il fine disciplinare e non terapeutico di questa pratica.

Il Collettivo antipsichiatrico Antonin Artaud è autore del libro “Elettroshock. La storia delle terapie elettroconvulsive e i racconti di chi le ha vissute” edito da Sensibili alle foglie

CORSO DI AGGIORNAMENTO online PER DOCENTI DI OGNI ORDINE E GRADO “Il paradigma psichiatrico tra scuola e società. Medicalizzazione, controllo e perdita della dimensione educativa. Per ritornare a insegnare”.

  • December 10, 2025 9:33 pm

Al link sotto trovate il programma del CORSO DI AGGIORNAMENTO online PER DOCENTI DI OGNI ORDINE E GRADO dal titoloIl paradigma psichiatrico tra scuola e società. Medicalizzazione, controllo e perdita della dimensione educativa. Per ritornare a insegnare”.

All’interno trovate le informazioni sul corso, i vari moduli e il modulo per l’iscrizione.

ORE TOTALI DEL CORSO : 18 ( 5 incontri pomeridiani di 3 ore, dal 19 febbraio al 26 marzo)

Per iscriversi al corso: link https://www.sindacatosocialedibase.org/web_formazione-s.php?id=5

oppure scrivere una mail a sindacatosocialedibase@gmail.com

Il paradigma psichiatrico tra scuola e società. Medicalizzazione, controllo e perdita della dimensione educativa. Per ritornare a insegnare”.

Dal 1999 a oggi nella totalità delle scuole italiane di ogni ordine e grado è più che raddoppiato il numero delle studentesse e degli studenti con disabilità. Aumentano esponenzialmente anche le diagnosi dei disturbi specifici dell’apprendimento. Docenti e insegnanti si confrontano quotidianamente con un numero altissimo e sempre più ampio di certificazioni per svantaggio socio-economico, linguistico e culturale. Contestualmente all’incremento di diagnosi e certificazioni aumenta, a partire proprio dall’età scolare, l’utilizzo di psicofarmaci che minano il fisico, distorcono il rapporto con la realtà, intossicano l’immaginario di intere generazioni.Il fenomeno ampio e riconosciuto della medicalizzazione della scuola e della società sta scuotendo nello stesso tempo le fondamenta dell’insegnamento e dell’approccio pedagogico-didattico-educativo, ponendo questioni non risolte agli insegnanti, alle famiglie, a studentesse e studenti. Nelle scuole il rapporto tra insegnanti e studentesse e studenti è sempre più mediato da patti giuridici standardizzati (PEI, PDP) che poco hanno a che fare con un approccio didattico libero, non condizionato e veramente efficace.Il percorso di studio e di approfondimento che presentiamo parte dai contesti territoriali, mantenendo sempre come riferimento il sostanzioso patrimonio di dati statistici disponibili. Ricostruisce il quadro storico e sociale del fenomeno, a partire dal tentativo di superamento dei trattamenti manicomiali negli anni ’60 e ’70, e con un’attenzione costante ai segni attuali e persistenti dell’abuso delle pratiche psichiatriche (TSO, contenzione, elettroshock, obbligo di cura). Propone un lavoro didattico basato sul confronto tra partecipanti e differenti punti di vista di attivisti, operatori scolastici e sanitari, educatori, scrittori, ricercatori, saggisti, persone che hanno provato gli eccessi della medicalizzazione volontaria o forzata sulla loro pelle. Indica possibili strade da percorrere per un approccio consapevole al confronto intergenerazionale, che metta al centro la relazione, il dialogo, l’ascolto.

Collettivo antipsichiatrico Antonin Artaud

PISA: sabato 13/12 presentazione di “Neanche un filo d’erba” c/o S.A. Newroz

  • December 6, 2025 7:52 pm

PISA SABATO 13 DICEMBRE c/o S.A.Newroz in via Garibaldi 72 alle ore 17 Presentazione del libro
NEANCHE UN FILO D’ERBA. Socioanalisi narrativa di un carcere minorile
a cura di Paolo Bellati e Renato Curcio edizioni sensibili alle foglie

Interverranno l’autore Paolo Bellati, l’associazione a Resistere Pisa
e il collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud

a seguire cena benefit per le spese legali

PISA sabato 6/12 presentazione di SOCIALMENTE PERICOLOSO

  • December 3, 2025 8:54 pm

per i 35 anni di AULA R da qualche parte in un’università…

SABATO 6 DICEMBRE a PISA alle ore 17:30

il collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud e Aula R presentano:

SOCIALMENTE PERICOLOSO. La triste ma vera storia di un ergastolo bianco

di Luigi Gallini Contrabbandiera Edizioni

LINK per ascoltare l’intervista a Radio Ondarossa sulla SENTENZA di primo grado del processo sui maltrattamenti alla Stella Maris

  • December 2, 2025 10:26 pm

https://www.ondarossa.info/newsredazione/2025/12/voce-del-padrone-comunicato-sulla-stella

Questo è il link per ascoltare l’intervista che abbiamo fatto, come collettivo Artaud, a Radio Ondarossa sulla sentenza del processo di primo grado per i maltrattamenti alla Stella Maris. Siamo partiti dal commento della sentenza e dal nostro comunicato sulla vicenda.

PISA sabato 6/12 presentazione di SOCIALMENTE PERICOLOSO alla due giorni di Aula R

  • November 29, 2025 8:56 pm

Nell’ambito della due giorni organizzata dal collettivo AULA R

SABATO 6 DICEMBRE a PISA alle ore 17:30 il collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud presenta:

SOCIALMENTE PERICOLOSO. La triste ma vera storia di un ergastolo bianco

di Luigi Gallini Contrabbandiera Edizioni

Puntata n. 239 de “Il Diritto Fragile” La scuola sta diventando una comunità terapeutica?

  • November 29, 2025 5:58 pm

https://www.youtube.com/watch?v=AI81Pj2Vn-8

Puntata n. 239 de “Il Diritto Fragile” di mercoledì 26 novembr
La scuola sta diventando una comunità terapeutica?

Ospite: Sebastiano Ortu, insegnante di sostegno e co-autore di Divieto d’infanzia, Psichiatria, controllo, profitto.

Sempre più diagnosi, più etichette, più psicofarmaci. Sempre meno relazione educativa. Oggi proviamo a leggere questo fenomeno con uno sguardo critico, fuori dalla retorica dell’“individuazione precoce” e del bambino come potenziale paziente.
Di cosa parliamo:
• Lo stato delle cose: disabilità, DSA, BES e l’esplosione delle certificazioni
• Il nuovo Rapporto AIFA 2024: psicofarmaci in età evolutiva più che raddoppiati
• Perché gli studenti immigrati sono dichiarati “disabili” molto più degli italiani?
• La trappola dell’“individuazione precoce” e la scuola che diventa un dispositivo di screening
• ADHD e Ritalin: dati pochi, effetti pesanti – sulla salute e sulla relazione educativa
• I test assurdi per diagnosticare l’ADHD a scuola
• Il nuovo corso: “Il paradigma psichiatrico tra scuola e società – Medicalizzazione, controllo e perdita della dimensione educativa”