Appuntamenti

Promozione di iniziative

CALENDARIO PRESENTAZIONI nel mese di GIUGNO 2014 del LIBRO “ELETTROSHOCK”

  • May 28, 2014 9:34 pm

CALENDARIO PRESENTAZIONI nel mese di GIUGNO 2014 del LIBRO:
“ELETTROSHOCK” La storia delle terapie elettroconvulsive e i racconti
di chi le ha vissute.”
a cura del Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud
Edizioni Sensibili Alle Foglie.

MONZA
venerdì 6 giugno
c/ o FOA Boccaccio 003via Rosmini 11
ore 20 aperitivo e Pizza a seguire presentazione del libro

GENOVA
sabato 7 giugno
c/o Casa Occupata Pellicceria vico Pellicceria 1
ore 19:30 apericena a seguire presentazione del libro

PONTEDERA
giovedì 12 giugno
c/o Centro Poliedro piazza Berlinguer
ore 21 presentazione del libro

per info:
antipsichiatriapisa@inventati.org
www.artaudpisa.noblogs.org

CANAPISA 2014: LA PSICHIATRIA RENDE LIBERI?

  • May 28, 2014 1:57 pm

LA PSICHIATRIA RENDE LIBERI ?

Come collettivo antipsichiatrico contrastiamo la logica proibizionista che alimenta la medicalizzazione di massa e favorisce l’espandersi della psichiatria; motivo per cui
anche quest’anno partecipiamo alla manifestazione/ street parade antiproibizionista CANAPISA che si terrà a PISA SABATO 31 MAGGIO in piazza S. ANTONIO  alle ore 16 portando le nostre istanze antipsichiatriche e ribadendo con forza il diritto a manifestare e ad esprimere le proprie opinioni.

Oggi l’istituzione psichiatrica continua ad essere uno strumento di esclusione e controllo, ed ha enormemente ampliato il suo bacino d’utenza aumentando di anno in anno il numero delle “malattie mentali” da curare, ossia dei comportamenti “devianti” da uniformare. Tra questi rientra il consumo di sostanze psicoattive, che, se in passato era considerato un vizio, un piacere, oggi diviene sintomo di un disagio da trattare con cure psichiatriche, trasformando un problema sociale in una questione sanitaria.
Negli ultimi anni a causa del decreto Fini-Giovanardi ed alle nuove proposte di legge in materia psichiatrica, si è rafforzato il legame proibizionismo-psichiatria ed i consumatori di sostanze illegali sono diventati merce per le multinazionali farmaceutiche e per l’industria del recupero e della riabilitazione sulla base di una doppia diagnosi che li vede “malati mentali” in quanto drogati e “drogati” a causa della loro “malattia mentale”.
Nonostante si dimostri proibizionista nei confronti di chi consuma volontariamente sostanze, la psichiatria diffonde sul mercato molecole psicoattive e somministra trattamenti farmacologici che, sono spesso introdotti coercitivamente nel corpo delle persone.
Gli psicofarmaci, oltre ad agire solo sui sintomi e non sulle cause della sofferenza della persona, alterano il metabolismo e le percezioni, rallentano i percorsi cognitivi e ideativi contrastando la possibilità di fare scelte autonome, generano fenomeni di dipendenza ed assuefazione del tutto pari, se non superiori, a quelli delle sostanze illegali classificate come droghe pesanti, dalle quali si distinguono non per le loro proprietà chimiche o effetti ma per il fatto di essere prescritti da un medico e commercializzate in farmacia.
Siamo contro l’obbligo di cura, infatti non siamo a priori contro l’utilizzo di psicofarmaci ma pensiamo che spetti all’individuo deciderne in libertà e consapevolezza l’assunzione. Sentiamo pertanto l’esigenza di contrastare ancora una volta il perpetuarsi di tutte le pratiche psichiatriche e di smascherare l’interesse economico che si cela dietro l’invenzione di nuove malattie per promuovere la vendita di nuovi farmaci.
Il fine contenitivo di tali sostanze è evidente: la distribuzione di psicofarmaci è oramai prassi diffusa anche all’interno di altre istituzioni totali. Nei CIE (centri identificazione ed espulsione) gli psicofarmaci vengono spesso somministrati sia nascosti negli alimenti che forzatamente.
Le carceri italiane favoreggiano l’uso diffuso, abituale (tre volte al giorno) ed indiscriminato di sedativi, soprattutto benzodiazepine, per tenere a bada attraverso le cure psichiatriche i detenuti, che, pur non facendo uso di stupefacenti , vengono così indirizzati verso la psicofamacologia.
Invece di avere come fine primario la salute dei detenuti, i medici diffondono l’uso di psicofarmaci, che permette di controllare chimicamente l’umore, di lenire l’ansia della carcerazione. L’istituzione carceraria si serve della psichiatria per stemperare il conflitto, e garantirsi così un più semplice controllo della massa dei detenuti, costretti a subire gravi situazioni di degrado e sovraffollamento.

Ad oggi abbiamo circa 320 reparti psichiatrici, gli SPDC (Servizio Psichiatrico Diagnosi e Cura) e oltre 3200 strutture psichiatriche residenziali e centri diurni sul territorio dove in molti casi si sono conservati i dispositivi e gli strumenti propri dei manicomi, quali il controllo del tempo, dei soldi, l’obbligo delle cure, il ricorso alla contenzione fisica. La riforma del sistema psichiatrico si è rivelata più verbale che materiale: ai cambiamenti formali non sono seguite differenze sostanziali delle condizioni di vita dei soggetti internati. Quello che è certo è che la “rivoluzione psichiatrica all’italiana” ha riguardato solo i luoghi della psichiatria, ma non i trattamenti e le logiche sottostanti.
La legge 180 (nota come legge Basaglia) ha chiuso i manicomi nel 1978 ma mantiene inalterato il principio di manicomialità, in base al quale chiunque può essere arbitrariamente etichettato come “malato mentale” e quindi rinchiuso.
Se l’articolo 32 della Costituzione garantisce il diritto alla libera scelta del luogo di cura e quindi la volontarietà degli accertamenti sanitari, con la legge 180 e la successiva 833/78 si stabiliscono dei casi in cui il ricovero può essere effettuato indipendentemente dalla volontà dell’individuo: è il caso del TSO (trattamento sanitario obbligatorio) e dell’ASO (accertamento sanitario obbligatorio). Se in teoria la legge prevede il ricovero coatto solo in casi limitati e dietro il rispetto rigoroso di alcune condizioni, la realtà testimoniata da chi la psichiatria la subisce è ben diversa. Con grande facilità le procedure giuridiche e mediche necessarie per effettuare il TSO vengono aggirate, nella maggior parte dei casi i ricoveri coatti vengono eseguiti senza rispettare le norme che li regolano e spesso seguono il loro corso semplicemente per il fatto che quasi nessuno è a conoscenza delle normative e dei diritti di cui gode il ricoverato. Diffusa è la pratica di mascherare tramite pressioni e ricatti, TSO con ricoveri volontari. Spesso il paziente viene trattenuto dopo lo scadere del TSO in regime di TSV (trattamento sanitario volontario) senza essere messo a conoscenza del fatto che può lasciare il reparto, oppure, persone che si recano in reparto in regime di TSV vengono poi trattenute in TSO al momento in cui richiedono di andarsene. L’ASO funziona come trampolino di lancio per portare la persona in reparto, dove verrà poi trattenuta in regime di TSV o TSO a seconda della propria accondiscendenza agli psichiatri. Per i pazienti ricoverati in TSO e considerati “agitati” si ricorre ancora al”isolamento e alla contenzione fisica, mentre i cocktails di farmaci somministrati mirano ad annullare la coscienza di sé della persona, a renderla docile ai ritmi e alle regole ospedaliere. Il grado di spersonalizzazione ed alienazione che si può raggiungere durante una settimana di TSO ha pochi eguali, anche per il bombardamento chimico a cui si è sottoposti.
Negli ultimi anni è aumentato in Italia l’uso dell’elettroshock per i pazienti psichiatrici, ad oggi in Italia i presidi sanitari che praticano l’elettroshock sono 91 tra cliniche pubbliche e private. All’interno delle strutture sanitarie vengano fatte campagne di screening preventivi finalizzate all’incentivazione di tale terapia soprattutto per quanto riguarda ipotetici problemi di depressione post partum dove la TEC viene addirittura proposta quale terapia adeguata e meno invasiva per le neo mamme rispetto ad un Trattamento Sanitario Obbligatorio o volontario che impieghi gli psicofarmaci. Ci teniamo a ribadire che l’elettroshock è una disumana violenza e un attacco all’integrità psicologica e culturale dell’individuo che lo subisce. Insieme ad altre comuni pratiche della psichiatria come il TSO , la contenzione fisica, la terapia elettroconvulsivante è un esempio della coercizione e dell’arbitrio esercitato dalla psichiatria.
Il collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud è un gruppo di persone che si propone di sviluppare e diffondere una cultura antipsichiatrica e di contrastare gli usi e gli abusi della psichiatria attraverso attività di ricerca e di divulgazione e offrendo ascolto, solidarietà e supporto legale alle vittime della psichiatria.
Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud- Pisa
per info: antipsichiatriapisa@inventati.org / www.artaudpisa.noblogs.org /3357002669

 

 

VIAREGGIO: VEN 9 MAGGIO presentazione ELETTROSHOCK c/o SARS

  • May 6, 2014 9:23 am

sars elettroshock defiVIAREGGIO venerdì 9 maggio
c/o SARS via del Balipedio (zona darsena, dietro le piscine)
alle ore 21:30 presentazione libro:

“ELETTROSHOCK. La storia delle terapie elettroconvulsive
e i racconti di chi le ha vissute.”

a cura del Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud
Edizioni Sensibili Alle Foglie.

per info:
antipsichiatriapisa@inventati.org
www.artaudpisa.noblogs.org

INCONTRI AUTORGANIZATI DI ASCOLTO PROFONDO E LABORATORIO ESPRESSIVO

  • May 1, 2014 1:14 pm

 

INCONTRI AUTORGANIZATI DI ASCOLTO PROFONDO E LABORATORIO ESPRESSIVO

 

il Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud promuove una serie di incontri autorganizzati di Ascolto profondo e Laboratorio espressivo; in modo da esprimere le proprie emozioni e i propri stati d’animo attraverso forme artistiche, in modo da condividere stati emotivi che possono rappresentare delle barriere personali e sociali.

Ambedue i laboratori hanno il fine di avviare percorsi di autoconoscenza ed autoconsapevolezza, in cui i membri del gruppo possono relazionarsi tra loro in maniera paritaria, senza schemi gerarchici, attraverso la condivisione delle esperienze con il gruppo e nel gruppo, una condivisione libera in un ambiente non giudicante.

per adesioni, info e contatti scriveteci all’indirizzo email:

antipsichiatriapisa@inventati.org

 

Laboratorio di ascolto profondo

Schema ascolto profondo

lab espressivo

FIRENZE: SAB 3 MAGGIO presentazione di “ELETTROSHOCK” c/o Ateneo Libertario

  • April 25, 2014 10:37 am

3 maggio ateneoFIRENZE sabato 3 maggio

 

c/o Ateneo Libertario Borgo Pinti 50r

 

ore 18 presentazione libro

“ELETTROSHOCK. La storia delle terapie elettroconvulsive

e i racconti di chi le ha vissute.”

a cura del Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud

 

Edizioni Sensibili Alle Foglie.

 

a seguire cena sociale

 

per info: antipsichiatriapisa@inventati.org /www.artaudpisa.noblogs.org

 

BOLOGNA: SAB 3 MAGGIO CANAPISA presenta “ELETTROSHOCK” c/o XM24

  • April 24, 2014 7:56 am

3 maggio BOLOGNA XM24 jpg buonoBOLOGNA sabato 3 maggio

 

c/o XM24 via Fioravanti 24

 

ore 20 apericena a seguire

 

Osservatorio Antiproibizionista CANAPISA presenta:

“ELETTROSHOCK. La storia delle terapie elettroconvulsive

 

e i racconti di chi le ha vissute.”

a cura del Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud

 

Edizioni Sensibili Alle Foglie.

 

dopo serata REGGAE-DRUM&BASS-DUB con

 

Militant Sound e Tushunpeng

 

BENEFIT ASPETTANDO CANAPISA

 

STREET PARADE SABATO 31 MAGGIO a PISA

 

FIRENZE: VEN 18 APRILE presentazione ELETTROSHOCK c/o csa NextEmerson

  • April 13, 2014 11:33 pm

next-emerson

FIRENZE venerdì 18 aprile

 

c/o CSA Next-Emerson via di Bellagio

 

ore 20 Apericena ore 21 presentazione del libro:

 

“ELETTROSHOCK.

La storia delle terapie elettroconvulsive e i racconti di chi le ha vissute.”

 

a cura del Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud

 

Edizioni Sensibili Alle Foglie.

per info:

antipsichiatriapisa@inventati.org

www.artaudpisa.noblogs.org

 

MILANO SABATO 12 APRILE dalle 15:30 – PRESIDIO c/o INGRESSO OSPEDALE NIGUARDA

  • April 9, 2014 8:50 pm

NIGUARDA

 MILANO SABATO 12  APRILE dalle 15:30  – PRESIDIO c/o INGRESSO OSPEDALE  NIGUARDA

IO NON ARCHIVIO LE VIOLENZE PSICHIATRICHE!

 

Nel mese di dicembre 2010 il Telefono Viola di Milano presentava una denuncia in merito a 18 gravi fatti accaduti presso i reparti psichiatrici dell’ ospedale Niguarda di Milano:

 

– la morte di 12 pazienti

la paralisi degli arti di altri 2 pazienti

 – l’ illegittima contenzione fisica di altri 3 pazienti

 – la previsione, nel protocollo del Niguarda, dell’ illegale supercontenzione fisica del lenzuolo

 arrotolato, detto “spallaccio”.

“Spallaccio”: metodo o corsetto di contenzione che non permette movimenti.

Nel protocollo delle contenzioni, in uso nei reparti di psichiatria, si legge che il paziente contenuto con lo spallaccio o corsetto, deve ricevere terapia di anticoagulanti (calcieparina) e deve essere monitorato ogni 15 minuti.
Per le persone decedute sembra proprio che questo monitoraggio sia venuto a meno e che la “terapia” non sia stata somministrata !

Al di la delle belle, argute e scientifiche affermazioni di questi assassini legali, la psichiatria ha ancora coraggio di promuovere pratiche psicologicamente e fisicamente violente che non hanno proprio nulla di terapeutico.

Le contenzioni che si verificano presso le strutture psichiatriche (non solo all’ interno del reparto di “diagnosi e cura – SPDC” dell’ ospedale Niguarda) comportano ai soggetti che le subiscono enormi sofferenze.

 Come nel passato, durante la Santa Inquisizione, “uomini di scienza”, sperimentano le torture “terapeutiche” sugli inermi. A differenza dei loro “maestri” del 1500, che non si preoccupavano di lasciare tracce, i nuovi “luminari della psiche” demandano attraverso protocolli, informative e documenti, le loro tecniche di abbattimento, di come non lacerare le carni, di come non far comparire le ulcere da decubito o da lacerazioni causate dall’ utilizzo delle cinghie necessarie per la contenzione fisica.

Nel mese di dicembre dello scorso anno la Procura di Milano ha richiesto l’ archiviazione delle denunce.

Mobilitiamoci perché queste torture psichiatriche non vengano, ancora una volta, occultate professionalmente dall’ istituzione psichiatrica sempre in grado di patologizzare e reprimere miserabilmente malesseri esistenziali che ognuno di noi può incontrare nella propria vita e cancellare violentemente ogni spazio di espressività non consono con le regole del “vivere comune” dettate dal potere.

 

P S I C H I A T R I A : D O V E L A V I O L E N Z A è T E R A P I A

rapaviola@gmaill.com

 

MILANO: VEN 4 APRILE presentazione libro “ELETTROSHOCK”

  • April 1, 2014 11:21 pm

4-aprile-elettro-Milano in ricordo del compagno “ROMA”…

MILANO venerdì 4 aprile 2014

 

c/o COA T28 via dei Transiti 28

 

ore 19 Aperitivo

 

a seguire presentazione del libro:

“ELETTROSHOCK.

La storia delle terapie elettroconvulsive e i racconti di chi le ha vissute.”

a cura del Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud

 

Edizioni Sensibili Alle Foglie.

 

per info:

antipsichiatriapisa@inventati.org

 

www.artaudpisa.noblogs.org

 

MILANO VEN 4 APRILE: SERATA IN RICORDO del COMPAGNO ROMA

  • March 30, 2014 7:22 pm

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"PIU' DI UN BOOMERANG NON TORNA SCEGLIE LA LIBERTA'"

IN RICORDO del COMPAGNO ROMA (Raffaele)

SERATA di TESTIMONIANZE E LOTTE ANTIPSICHIATRICHE

a MILANO VENERDI' 4 Aprile 2014

c/o COA T28 via dei TRANSITI 28 (MM Rossa Pasteur)

Ore 19 Aperitivo-cena
a seguire:

Presentazione del libro "ELETTROSHOCK. La storia delle terapie elettroconvulsive 
e i racconti di chi le ha vissute" ed. Sensibili alle Foglie.
a cura del Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud di Pisa

Informazioni sulla campagna contro le morti sospette per effetto 
di contenzione fisica nei reparti psichiatrici di Niguarda e indizione del
Presidio davanti all'Ospedale Niguarda nella giornata di sabato 12 Aprile 
ore 15:30 contro il tentativo di archiviazione da parte della magistratura.
a cura del Collettivo Rapa Viola di Milano.

Mostra fotografica, video e materiali di controinformazione e di archivio
del Telefono Viola di Milano 

Coa T. 28  - AMP Milano - compagne/i ex Telefono Viola Milano