ALTRI COMUNICATI di SOLIDARIETA’ con il COLLETTIVO ARTAUD

  • June 1, 2018 4:40 pm

Sotto altri comunicati di solidarietà con il Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud che ci sono arrivati:

Un abbraccio di solidarietà e di stima affettuosa per il vostro infaticabile e indispensabile lavoro collettivo. Sono certo che ne uscirete come sempre a testa alta e con rafforzata determinazione.

Un caro saluto, Pino Pitasi

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Con queste poche righe esprimiamo la nostra solidarietà al collettivo antipsichiatrico Antonin Artaud e ai due compagni coinvolti in quella che sembra una grande montatura giudiziaria volta a screditare l’attività svolta da anni dal collettivo con impegno, passione, coerenza e correttezza.

Quello che ci lega è l’amicizia, il rispetto e la condivisione di idee e pratiche, il nostro essere posizionati a fianco di prigionieri, oppressi, “folli”, scomodi e disagiati. 

Il collettivo Artaud oltre ad impegnarsi nell’analisi critica dell’istituzione psichiatrica e nell’organizzazione di iniziative di controinformazione, fornisce  – tramite un telefono di ascolto e uno sportello – una rete di accoglienza  e un punto di riferimento per chi attraversa un periodo difficile, nonchè un aiuto concreto contro gli abusi e le violenze delle psichiatria, senza altro scopo che il sostegno alle persone finalizzato all’autodeterminazione e alla lotta contro potere e pregiudizi.

Siamo cert* dell’infondatezza delle accuse e della scrupolosità dell’agire dei nostri amici e compagni, e siamo altrettanto cert* che nessuna aula di tribunale potrà mettere in discussione le nostre pratiche e lotte.

Un abbraccio antipsichiatrico

Collettivo antipsichiatrico Francesco Mastrogiovanni  – Torino

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Scusandomi per il ritardo unisco la mia solidarietà a quella dei comunicati che ho appena letto. Questa vicenda ha sapori paradossali e testimonia quanto nessun impegno, o lotta nel sociale, sia privo di rischi e quanto la repressione possa avere risvolti inaspettati e insidiosi. Non saranno le denunce o le calunnie a fermare la nostra pratica critica al potere coercitivo della psichiatria, intesa come l’istituzione che esercita una delle forme di violenza più subdola e prettamente allineata agli intenti di ogni autoritarismo.

Chiara Gazzola

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XM24 AL FIANCO DEGLI ANTIPSICHIATRICI PISANI

Alla fine del mese di maggio è partito il processo che vede imputati alcuni attivisti del collettivo antipsichiatrico pisano “A. Artaud” e, ancora una volta, la macchina repressiva si scatenerà contro chi ha la sola colpa di stare accanto agli “ultimi“ nei percorsi quotidiani di liberazione. 

Una persona, rivoltasi al Collettivo per uscire dalle maglie della psichiatria, una volta a colloquio con i medici si convince o è convinta che sia il Collettivo a rappresentare una minaccia per la sua salute e, quindi, senza alcuna reale necessità ne denuncia i membri. In questo caso per violenza privata ma, al di là del reato specifico, ciò che è in discussione sono le pratiche politiche e sociali che caratterizzano l’azione antipsichiatrica dei collettivi nel territorio. E’ facile per le autorità, sempre numerose durante i colloqui, convincere chi chiede supporto ai Telefoni Viola che siano le pratiche di liberazione ad aggravarne lo stato e non le terapie inutili e dannose che vengono somministrate o i processi di deresponsabilizzazione che rendono i pazienti totalmente privi della capacità di gestione dei propri progetti e della propria vita.

Il collettivo antipsichiatrico pisano “A. Artaud” dispone di un telefono cellulare dedicato alle persone che hanno la necessità di confrontarsi sulle questioni psichiatriche o, semplicemente, avere dei consigli ed essere ascoltate. Il sostegno diretto, tramite lo sportello o il telefono, rappresenta un impegno preciso, di cui i membri si fanno carico per stare a fianco di chi subisce abusi e violazioni di quei fondamentali diritti inalienabili sanciti dalla stessa legislazione, per lo più inapplicata, quali il diritto di informazione riguardo ai trattamenti in corso, le loro conseguenze e i loro effetti collaterali, la libertà di scelta e tanti altri.

Da anni l’impegno antipsichiatrico consiste nell’osservazione e nell’analisi del ruolo sempre più pervasivo che viene riconosciuto alla psichiatria all’interno della società, ponendo particolare attenzione alle modalità e ai meccanismi attraverso i quali essa si espande sempre più capillarmente e trasversalmente. La battaglia per la difesa dei diritti umani, sistematicamente negati dall’istituzione psichiatrica, andrà avanti e i collettivi continueranno a lottare contro tutte le forme coercitive come il T.S.O. (trattamento sanitario obbligatorio) e per la chiusura delle REMS (Residenze Esecuzione Misure di Sicurezza).

I compagni del collettivo non saranno comunque soli: al banco degli imputati siederemo anche noi e tutte quelle che in questi anni hanno conosciuto la forza e la coerenza dei compagni dell’Artaud. Sempre al fianco di chi lotta contro i soprusi e le ingiustizie, contro l’apparato tecno-psichiatrico e i suoi sgherri di tribunale. Libertà per tutt*, sbarre per nessun*!

XM24 e Collettivo Antipsichiatrico AltreMenti – Bologna

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