L’8 MARZO, LOTTO SEMPRE!

  • March 3, 2017 4:53 pm

L’8 MARZO, LOTTO SEMPRE!

Il collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud di Pisa aderisce e partecipa allo sciopero globale femminista dell’8 marzo 2017.

Il movimento antipsichiatrico, come il femminismo e il transfemminismo, lotta da sempre per il diritto all’autoderminazione di tutte e tutti, contro la psichiatria come scienza del controllo sociale.

Religione e psichiatria si sono sempre preoccupate di esercitare il loro repressivo controllo su tutti quei comportamenti che, nelle differenti epoche, hanno suscitato e suscitano scandalo: dalla sessualità non convenzionale, al pensiero libertino; dalla disobbedienza alla famiglia, alla dissidenza politica; dalla diversità, alla stravaganza o incomprensibile stranezza. Ogni comportamento che si discosta dalla norma in una società che richiede efficienza, produttività e concorrenzialità, viene definito patologico.

Le carenze individuali della persona che vive una situazione di squilibrio vengono ricercate ed esaltate, anche quando si riconoscono le cause sociali del disagio. Ne è un chiaro esempio la categoria diagnostica del PTSD (disturbo da stress post-traumatico) che valuta il difetto della persona nel reagire a esperienze fortemente traumatiche, anziché il dramma sociale vissuto, invertendo così i termini di causa ed effetto.

I Manuali Diagnostici e Statistici dei Disturbi Mentali, DSM 1°, 2° e 3° includevano l’omosessualità tra le malattie mentali con annesse spiegazioni “scientifiche”. Solo nel DSM 4° del 1994, dopo un lungo dibattito e scontri interni, l’omosessualità come patologia non apparirà più, così come non vi si troverà l’isteria, che portò alla reclusione di migliaia di donne negli istituti manicomiali. Ma quante altre presunte malattie mentali sono state classificate col medesimo metodo “scientifico”?

Sopravvive ad esempio, seppur cambiato di nome, il disturbo dell’identità di genere, oggi disforia di genere. Proliferano le categorie diagnostiche associate alla vita della donna, dalla depressione post-partum, al disturbo disforico premestruale, e il sesso femminile è addirittura considerato un fattore di rischio nella depressione.

Anche l’infanzia è sotto i riflettori della psichiatria, così come il mondo migrante e quello precario: i soggetti improduttivi o socialmente “deboli” incarnano oggi tutta la sintomatologia del divario economico e sociale che viviamo e diventano destinatari di “cure”, anche obbligatorie, giacché la famigerata chiusura dei manicomi non ha intaccato il ricovero coatto e il trattamento sanitario obbligatorio (TSO).

Gli psichiatri si ergono a “curatori dell’infelicità” a sostegno dell’industria farmaceutica: più la nostra esistenza si complica, più ci propongono di alleviare le nostre difficoltà con molecole (psicofarmaci) che diluiscono silenziosamente la nostra capacità di reazione. Veniamo spinte a ricorrere al camice bianco come sostituto della solidarietà spontanea fra le persone. Si risponde alla necessità di riconoscimento delle esperienze drammatiche e delle sofferenze esistenziali, con diagnosi che vanificano la volontà di riprendere in mano le nostre vite, perché il problema siamo noi, che siamo “malate”.

CONTRO CHI CI VUOLE SUCCUBI, OBBEDIENTI E INQUADRATE.

CONTRO OGNI ETICHETTA PSICHIATRICA. CONTRO L’OBBLIGO DI CURA.

CONTRO LA PSICHIATRIA SCIENZA DEL CONTROLLO SOCIALE.

PER IL DIRITTO ALL’AUTODETERMINAZIONE E IL RICONOSCIMENTO DELLE DIFFERENZE:

NOI SCIOPERIAMO!!!

 

Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud Pisa

www.artaudpisa.noblogs.org

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