ROMA: SAB 16 GENNAIO presentazione di “ELETTROSHOCK” c/o Sala da thè Fronte del Porto Fluviale
ROMA SABATO 16 GENNAIO
c/o Sala da thè Fronte del Porto Fluviale
via del porto fluviale 18 (zona metro Piramide)
alle ore 17:30 Presentazione del libro:
“ELETTROSHOCK. La storia delle terapie elettroconvulsive e i racconti di chi le ha vissute.”
a cura del Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud, ed. Sensibili alle Foglie.
per info:
antipsichiatriapisa@inventati.org
www.artaudpisa.noblogs.org
ANCORA MANICOMI…
ANCORA MANICOMI
R.E.M.S in via Terracini 31 – BOLOGNA
Nel 2011 la degradante situazione che vivevano gli internati dei sei ospedali psichiatrici giudiziari(O.P.G),è fuoriuscita da quelle mortificanti strutture “terapeutiche”,rompendo quell’agghiacciante silenzio imposto da gran parte della psichiatria e della magistratura,complice una società”civile” per lo più indifferente e ancora pronta a legittimare le innumerevoli atrocità che tuttora compie professionalmente la pseudo-scienza psichiatrica all’interno dei propri servizi manicomiali gestiti autonomamente dai D.S.M (dipartimenti di salute mentale)o da compiacenti cooperative sociali(tra cui comunità,reparti ospedalieri,centri diurni e ambulatoriali).
L’impatto mediatico ottenuto dalle riprese effettuate all’interno dei vari O.P.G ha certamente favorito l’approvazione della legge 81, la quale sancisce in data 31.3.2015 la chiusura dei sei manicomi giudiziari(cinque tuttora funzionanti) e obbliga ogni Regione a predisporre sul proprio territorio nuove strutture,le R.E.M.S(residenze per l’esecuzione della misura di sicurezza).
Ma fin quando non si avrà la volontà di cancellare dal codice penale la cosiddetta “pericolosità sociale”, i giudici sulla base dell’”incapacità di intendere e volere” definita da un perito psichiatra all’interno di un processo penale, applicheranno una “misura di sicurezza detentiva”, ovverosia un internamento nelle R.E.M.S o “non detentiva”(libertà vigilata) con la presa in carico troppo spesso vitalizia e asfissiante dei servizi psichiatrici territoriali.
Sostituire la targa esterna del manicomio(vedi“ex”-O.P.G di Castiglione delle Stiviere ora R.E.M.S), rimbiancare le pareti o le mura di cinta, sostituire le inferiate con vetri antisfondamento e capillari sistemi di sorveglianza, sostituire le porte blindate con alti dosi di psicofarmaci e l’uso dei letti di contenzione, diminuire il numero delle persone internate, sostituire l’”ergoterapia” ovverosia il lavoro imposto nei vecchi manicomi con le “attività occupazionali terapeutiche”(solo efficaci nel sopportare il misero e lento trascorrere del tempo),sostituire le divise della polizia penitenziaria con le divise della sicurezza privata,con i camici bianchi dei “medici” e degli operatori sanitari(oltre a un numero insignificante di figure educative troppo spesso appartenenti alla ciurma dei sorveglianti),sono tutte misure utili a mistificare la conservazione dello status quo.
Cambiare tutto per non cambiare nulla…
Anche a Bologna AUSL,magistratura di sorveglianza e compiacenti giornalisti,hanno il coraggio e l’arroganza di presentare il neo-manicomio di via Terracini come un luogo nel quale si concretizza un reale percorso di “superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari”.
Le testimonianze e le regole imposte dai vari responsabili/carcerieri, presentano una situazione ben distinta dall’immagine che in questi mesi si è forzatamente costruita. Purtroppo per loro ci sono persone che non si sottomettono a questo stato di cose e denunciano l’esistenza di regole di natura esclusivamente carceraria e manicomiale.
Le visite dei parenti possono essere effettuate solo una ogni due settimane(mentre nell’O.P.G di Reggio Emilia sono concesse sei visite ogni mese),ogni internato può ricevere ed effettuare solo una telefonata alla settimana e solo a numeri autorizzati dai responsabili i quali non sono certamente propensi a richiedere,al magistrato di sorveglianza,“permessi di uscita”dal neo-manicomio(all’O.P.G di Castiglione delle Stiviere si concedono “permessi di uscita” con più frequenza e per più ore o giorni).
Altro che superamento degli O.P.G…
Altro che reinserimento sociale…
In tale struttura l’approccio degli operatori non valorizza le diversità ma le patologizza secondo i loro ristretti parametri di giudizio. La loro misera e “indiscutibile” Normalità. L’autorità di chi si autoproclama “terapeuta”.
Le logiche manicomiali,in grado di creare stigma e isolamento dal mondo esterno sono ben radicate in questa struttura a loro dire“di cura e custodia”.Ma sappiamo bene che tutti i castelli di sabbia,presto o tardi crollano inesorabilmente.
Impediamo che i tentacoli asfissianti della psichiatria continuino ad allargarsi in ogni dove, violentando la sfera spirituale, umana, sociale, del disagio, della sofferenza, del proprio essere… della vita.
I Telefoni Viola con le realtà con cui collaborano, continueranno a porre impegno nel rendere sempre più agibili i percorsi di chi esprime la volontà di liberarsi una volta per tutte dalla morsa psichiatrica. Continueremo sempre con maggior tenacia ad offrire un concreto sostegno umano,medico e legale a chi lo riterrà opportuno in pieno rispetto della libertà e della dignità dell’individuo.
Telefono Viola di Piacenza,Reggio Emilia e Bergamo
Collettivo antipsichiatrico Antonin Artaud – Pisa
Centro Relazioni umane – Bologna
Collettivo antipsichiatrico Camap – Brescia
Proposte pratiche per un reale superamento dell’O.P.G/R.E.MS e dai servizi psichiatrici territoriali, leggi il Comunicato:”Siamo tutti socialmente pericolosi”
http://telefonoviola.tracciabi.li/category/comunicati/o-p-gr-e-m-s/
1.1.2016 per contatti: antipsichiatriapc@autistici.org www.telefonoviola.tracciabi.li
PROSSIMO SPORTELLO d’ASCOLTO ANTIPSICHIATRICO: MARTEDì 12 GENNAIO 2016
Per chiunque abbia bisogno di informazioni e/o consigli medici sugli psicofarmaci, i TSO e sulla psichiatria in generale il prossimo SPORTELLO d’ASCOLTO ANTIPSICHIATRICO
ci sarà MARTEDì 12 GENNAIO 2016 in via San Lorenzo 38 a Pisa dalle ore 15:30 alle 18:30
sarà presente il collettivo Artaud e la dottoressa Chiara Uderzo, medico neurologo nutrizionista.
Da Gennaio 2016 lo Sportello è APERTO OGNI 2° e 4° MARTEDI’ DEL MESE dalle ore 15:30 alle 18:30 c/o la nostra Sede in via San Lorenzo 38 a Pisa.
Per permetterci di organizzarci al meglio vi chiediamo di contattarci prima telefonicamente al 335 7002669 oppure di mandare una mail a antipsichiatriapisa@inventati.org
per info e contatti:
Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud
via San Lorenzo 38 56100 Pisa
antipsichiatriapisa@inventati.org
www.artaudpisa.noblogs.org / 335 7002669
PISA SAB 19 DICEMBRE: UNA GIORNATA CONTRO LE ISTITUZIONI TOTALI
UNA GIORNATA CONTRO LE ISTITUZIONI TOTALI
Lo Spazio Antagonista Newroz e il Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud
SABATO 19 DICEMBRE
c/o S.A.Newroz in via Garibaldi 72 a Pisa
Presentano alle ore 18, con la presenza dell’autore, il libro “Che cosa è il Carcere. Vademecum di resistenza.” di Salvatore Ricciardi edizioni Derive e Approdi e la Nuova SCARCERANDA 2016 Agenda e quaderno contro il Carcere giorno dopo giorno.
A seguire un Intervento/Aggiornamento sulla situazione degli OPG (Ospedali Psichiatrici Giudiziari) e delle REMS (Residenze Esecuzione Misura di Sicurezza) a cura del Collettivo Artaud
Alle 20:30 APERICENA e SERATA MUSICALE Tecno Night
BENEFIT per il Collettivo Antipsichiatrico
per info e contatti:
Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud-Pisa
antipsichiatriapisa@inventati.org
www.artaudpisa.noblogs.org / 335 7002669
di Marco Rossi: LA GRANDE GUERRA ELETTRICA
link ad un interessante contributo di Marco Rossi sulla psichiatria di guerra e sull’uso della corrente elettrica durante la prima guerra mondiale sulle persone considerate “simulatori” e “nevrotiche”.
collettivo antipsichiatrico Antonin Artaud - Pisa
LIVORNO SAB 12 DICEMBRE presentazione di “ELETTROSHOCK” c/o FAI Livornese
LIVORNO SABATO 12 DICEMBRE
c/o FAI Via Degli Asili, 33
il Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud e la Federazione Anarchica Livornese
presentano alle ore 17:30 il libro:
“ELETTROSHOCK. La storia delle terapie elettroconvulsive e i racconti di chi le ha vissute.”
a cura del Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud, ed. Sensibili alle Foglie.
A seguire AperiCena
per info:
antipsichiatriapisa@inventati.org
www.artaudpisa.noblogs.org
collettivo anarchico@hotmail.it
collettivo anarchico.noblogs.org
SPORTELLO D’ASCOLTO ANTIPSICHIATRICO
SPORTELLO d’ASCOLTO ANTIPSICHIATRICO
informazioni e/o consigli sui TSO, gli psicofarmaci e
sulla psichiatria in generale.
da Gennaio 2016 lo Sportello è APERTO OGNI 1° e 3° MARTEDI’ DEL MESE dalle ore 15:30 alle 18:30 c/o la nostra Sede in via San Lorenzo 38 a Pisa.
Per permetterci di organizzarci al meglio vi chiediamo di contattarci prima telefonicamente al 335 7002669 oppure di mandare una mail a antipsichiatriapisa@inventati.org
per info e contatti:
Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud
via San Lorenzo 38 56100 Pisa
antipsichiatriapisa@inventati.org
www.artaudpisa.noblogs.org / 335 7002669
PISA GIOVEDì 3 DICEMBRE: “LA GUERRA CON LA DROGA” ore 18 c/o EXPLOIT
GIOVEDÌ 3 DICEMBRE 2015
ore 18 c/o eXploit via Buonarroti Pisa
OSSERVATORIO ANTIPRO CANAPISA CREW
COLLETTIVO ANTIPSICHIATRICO “A. ARTAUD”
EXPLOIT
presentano:
“LA GUERRA CON LA DROGA”
di Alessandro De Pascale
Un viaggio fatto di storie, immagini e testimonianze che hanno legato narcotraffico mondiale a conflitti vecchi e nuovi. Dai traffici oppiacei dei militari in Afghanistan a quelli dell’UCK in Kossovo protetto dalla NATO, dall’anfetamina usata dai Top Gun statunitensi alle droghe sintetiche prodotte dallo Stato Islamico. Dai i due conflitti mondiali alla così detta “eroina di Stato”, il rapporto tra stupefacenti e conflitti e vecchio quasi quanto la guerra stessa.
link per una veloce carrellata degli argomenti trattati: https://vimeo.com/145200490
IL RICATTO ECONOMICO DELLA PSICHIATRIA…
“con il breve scritto che trovate sotto intendiamo aprire e stimolare una discussione sulla
necessità di sostenere a livello economico, legale, politico e sociale le persone che denunciano gli abusi subiti dalla psichiatria.”
IL RICATTO ECONOMICO DELLA PSICHIATRIA
Richiesta di supporto economico a chi ha deciso di liberarsi dalla morsa psichiatrica.
Nel dibattito interno ai telefoni viola, da tempo si profila la necessità di affrontare con spirito critico i limiti oggettivi che il nostro intervento sul campo evidenzia. L’aspetto spinoso, del quale vorremmo parlare in questo documento, è un deficit strutturale di risorse utili ad affrontare con strumenti efficaci l’isolamento di chi è istituzionalizzato/a.
Talvolta, la solitudine è una condizione che funge da sintomo per un certo interventismo psichiatrico, spesso ne è tuttavia un effetto collaterale. Riteniamo dunque, un passaggio fondamentale poter sostenere concretamente quanti/e intendano intraprendere un percorso di emancipazione dal giogo psichiatrico, attraverso la piena affermazione dei propri diritti.
Possibilità che sfuma in quei contesti in cui l’accessibilità ad un adeguato supporto legale diventa una chimera.
Il dispositivo di cui si servono i servizi territoriali, per scoraggiare questi percorsi di liberazione, è il ricatto economico.
Alla loro famigerata e parassitaria avidità, ben sintetizzata dalla figura dell’amministratore di sostegno, si somma il legame di dipendenza finanziario che intercorre tra servizi e pazienti, conseguenza concreta e diretta dei piani terapeutici approntati dai vari distretti.
In tempo di crisi la psichiatria sembra offrire un lavoro e un’opportunità di reinserimento sociale. Peccato però che lavoratori e lavoratrici di questo committente non percepiscano un salario utile a sostenere il proprio percorso di autonomia, bensì un rimborso per comprarsi un pacchetto di sigarette…Trattasi evidentemente di sfruttamento lavorativo.
Alla luce di quanto sopra, occorre intraprendere battaglie legali orientate a: favorire delle ricadute positive nella quotidianità di chi sostiene e resiste alla pressione dei servizi psichiatrici; delegittimare la letteratura clinica quale strumento persecutorio rivolto a chi vive una quotidianità condizionata da uno stato d’eccezione permanente; promuovere una discussione pubblica che affronti l’argomento con un approccio multidisciplinare, capace di ispirare pensieri e prassi critiche nei confronti della cultura psichiatrica, da un punto di vista tecnico/professionale, quanto da un punto di vista politico e popolare.
Crediamo inoltre che per corrodere l’architrave psichiatrica sia necessaria una “proliferazione batterica” della lotta, frutto di una consapevolezza diffusa a tutti i livelli del panorama sociale.
E’ necessario creare dei precedenti in ambito normativo, per aprire la strada ad altri percorsi di emancipazione ed accedere con più facilità a condizioni di vita migliori. La lotta contro la psichiatria riguarda tutte quelle persone che immaginano una società migliore, ma evidentemente per qualcuno/a il contenzioso è più stringente e dall’esito spietato. Diventa dunque un imperativo non lasciarli/e soli/e.
Non è una questione di visibilità, ma di concretezza.
La cultura psichiatrica è molto più presente nel nostro immaginario di quanto si possa credere. Spesso sono i comportamenti, le scelte, le parole che ne intensificano la sua operatività. Possiamo anche elaborarne una narrazione critica o farne la demonizzazione, ma per liberarcene definitivamente occorre pensare come soggetti politici attivi quanti/e continuano ad essere definiti matti, psicopatici, utenti piuttosto che vittime. La psichiatria non è una minaccia che incombe su tutti/e, ma solo su coloro che quotidianamente ne sperimentano l’ingerenza nella propria quotidianità. Non essere indifferenti verso la psichiatria, vuol dire saperne intravedere l’insidia nelle singole esperienze personali e non su un piano astratto.
Con questo testo vorremmo lanciare, attraverso la rete informatica ed il passaparola, un appello rivolto a quelle realtà o singolarità politiche, volontaristiche e associative che affrontano il tema, affinché si possa condividere quanto fin qui trattato. Nello specifico, invitiamo ogni singolo destinatario di questo testo a collaborare come meglio crede per reperire competenze tecniche e artistiche, risorse materiali, economiche e organizzative utili ad invertire la tendenza registrata.
In calce, pubblichiamo uno stralcio della dichiarazione scritta di un amica e compagna che chiede esplicitamente un aiuto per i motivi sopracitati.
La persona in oggetto, ha recentemente intentato causa all’ospedale Niguarda di Milano, impugnando i ripetuti trattamenti sanitari obbligatori che vennero disposti a suo carico, allo scopo di piegarne la resistenza. Si rammenta che nel 2011 il Telefono Viola di Milano presentò al procuratore della repubblica un esposto di denuncia riguardo a 18 casi di persone morte o gravemente danneggiate a seguito di ricovero presso il reparto psichiatrico di Niguarda.
“Un percorso di lotta intende realizzare le condizioni utili ad incidere socialmente e politicamente ad un mutamento collettivo e radicale di un determinato modo di operare delle istituzioni e della visione rispetto al modo di concepirle.
La battaglia non psichiatrica comprende intervenire sull’operato istituzionale e sulle pratiche di violenza, detenzione, tortura e omicidio, come sulla realtà attuale di controllo sociale e stato di polizia, che ha assegnato alle istituzioni psichiatriche un potere enorme esercitato attraverso attività illegali, talune negate dai più e dalle istituzioni stesse, patrimonio dell’informazione scientifica e della stessa ricerca.
Intervenire in tale direzione comprende intentare causa alle strutture psichiatriche sgretolando tali istituzioni, le loro pratiche violente ed assassine ed al contempo modificare la visione collettiva e dello stesso detenuto di psichiatria rispetto al pregiudizio ed alla possibilità concreta di realizzare un percorso di lotta volta all’emancipazione individuale e collettiva. Intervenire sulle istituzioni per condizionarne l’operato di abuso, violenza inquisizione e tortura, nel senso di un’inversione dei rapporti di forza, al fine di una reale presa di coscienza rispetto al proprio stato, diventando da soggetto passivo a soggetto attivo.(…) Chiedo un sostegno economico, dato che in seguito ai T.S.O. subiti ho perso il posto di lavoro e di recente ho dovuto sostenere una nuova causa perché intendevano sfrattarmi, servendosi delle cattive condizioni economiche delle quali si sono resi causa.”
Infine, vorremmo specificare la richiesta di aiuto a tutti/e quegli artisti che fossero interessati a collaborare per presentare al consiglio di zona di Milano, la richiesta di utilizzo di spazi pubblici, presso i quali organizzare eventi di autofinanziamento.
Telefono Viola Bergamo
Telefono Viola Piacenza
Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud Pisa
Per info e contatti:
antipsichiatriapc@autistici.org
LUNEDì 30 NOVEMBRE è APERTO LO SPORTELLO d’ASCOLTO ANTIPSICHIATRICO
solo per la prossima volta lo SPORTELLO d’ASCOLTOANTIPSICHIATRICO E’ APERTO di LUNEDI’ 30 NOVEMBRE in via San Lorenzo 38 a Pisa dalle ore 15:30 alle 18:30
sarà presente il collettivo Artaud e la dottoressa Chiara Uderzo, medico neurologo nutrizionista.
per chiunque abbia bisogno di informazioni e/o consigli medici sugli psicofarmaci, i TSO e sulla psichiatria in generale.
per info e contatti:
Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud
via San Lorenzo 38 56100 Pisa
antipsichiatriapisa@inventati.org
www.artaudpisa.noblogs.org / 335 7002669